_______________________________________________________________ M A N U A L E M O D E M _______________________________________________________________ di Frank Stajano Filologo Disneyano, 2:335/317.10@Fidonet.org Prima edizione Ottobre 1992 - 2 - Il Manuale Modem è dedicato con riconoscenza e simpatia a tutti i generosi sysop che mettono gratuitamente a disposizione dei loro utenti il loro tempo libero, la loro competenza, la loro bolletta, il loro hardware. Spero che alcuni di essi leggano questo libro e lo raccomandino ai loro utenti. Venire a sapere che questo avviene è il meglio che io possa sperare da questo lavoro. Frank (Filologo Disneyano) Storia delle revisioni: 1992 05 25 Inizio stesura (0 kB) 1992 08 16 Prima beta (162 kB) 1992 10 10 Beta finale (215 kB) 1992 10 23 * Prima edizione definitiva (254 kB) - 3 - INDICE INDICE ..................................................3 AVVERTENZE ..............................................4 PREFAZIONE ..............................................6 INTRODUZIONE ............................................7 1. I COLLEGAMENTI VIA MODEM ...........................11 1.1. Comunicazioni seriali ........................11 1.2. Velocità di collegamento .....................13 1.3. Come pilotare il modem .......................17 1.4. Protocolli di trasmissione file ..............20 1.5. Correzione e compressione in hardware ........21 1.6. Programmi di comunicazione ...................24 1.7. Collegamento diretto fra due individui .......28 2. LA BBS .............................................30 2.1. Aree file ed aree messaggi ...................30 2.2. Il chat ......................................33 2.3. I bollettini .................................34 2.4. Le door ......................................37 2.5. Il trauma del primo logon ....................39 2.6. Il "Codice Morale" del mondo del modem .......41 3. LA RETE FIDONET ....................................45 3.1. I concetti fondamentali ......................45 3.2. Matrix .......................................46 3.3. Echomail .....................................47 3.4. Offline reader ...............................54 3.5. Point ........................................55 3.6. Le reti di distribuzione di file .............64 3.7. Altre reti di messaggistica ..................65 APPENDICE A: UNO SCRIPT PER IL CAPTURE CON TELIX .......68 APPENDICE B: TABELLA ASCII .............................70 APPENDICE C: FACCINE E SIGLE UMORISTICHE ...............72 APPENDICE D: I DIECI COMANDAMENTI ......................75 MICROGLOSSARIO .........................................79 CONCLUSIONI ............................................83 - 4 - AVVERTENZE Questo manuale, (c) Frank Stajano 1992, può essere distribuito senza limitazioni su tutte le BBS ad accesso gratuito, purché nell'archivio originale "MANMOD-1.LZH" e senza modifiche di alcun genere. Invito anzi i lettori a diffondere il Manuale quanto più possibile, facendo upload dell'archivio originale "MANMOD-1.LZH" su tutte le BBS gratuite che essi frequentano. E' concessa gratuitamente l'inclusione in pacchetti a distribuzione gratuita di tipo "il point preconfezionato", purché nel pacchetto venga incluso l'archivio originale "MANMOD- 1.LZH" (non la versione decompressa, anche se intatta); è gradito, in questo caso, che l'autore del pacchetto preconfezionato mi segnali che ha incluso il manuale modem nel suo pacchetto e mi spedisca il pacchetto stesso per conoscenza. E' inoltre concessa anche l'inclusione in pacchetti PD/shareware di programmi telematici italiani (inclusi mailer, editor, offline reader e via dicendo), purché nel pacchetto venga incluso l'archivio originale "MANMOD-1.LZH" e purché l'autore del programma mi invii una copia registrata del suo software. E' VIETATA la distribuzione su BBS a pagamento e l'inclusione in collezioni di programmi shareware distribuiti dietro compenso (anche se solo nominale), a meno di un preventivo accordo scritto con me subordinato al pagamento di una quota. Questo perché i tanti generosi sysop che gestiscono BBS gratuite meritano tutto il mio supporto ed incoraggiamento. Sono felice di fornire loro un piccolo qualcosa in più, in esclusiva rispetto ai sistemi commerciali. Indipendentemente dalla distribuzione gratuita, tutti i diritti sull'opera rimangono riservati all'autore. Fatta eccezione per la distribuzione secondo le modalità sopra elencate, SONO VIETATI adattamento, traduzione e/o pubblicazione in qualunque forma (cartacea, elettronica, cd-rom o altro), anche se ad uso interno, senza un preventivo accordo scritto con me subordinato al pagamento di una quota. Chi fosse effettivamente interessato alla distribuzione del Manuale Modem al di fuori dei canali amatoriali gratuiti, eventualmente in congiunzione con un proprio prodotto telematico, è invitato a contattarmi per accordi. Prego chiunque osservi violazioni alle condizioni sopra esposte di avvertirmi della cosa con un dettagliato messaggio. Per avere conferma che l'archivio LZH in vostro possesso sia quello originale da me distribuito potete richiedermi via matrix i checksum dello stesso, così come generati dal programma VALIDATE.COM distribuito insieme agli antivirus di J. McAfee. - 5 - Tutti i programmi citati nel corso del testo sono copyright dei rispettivi autori. A meno di esplicita menzione, il fatto che un programma sia citato in questo libro non implica un giudizio di valore da parte mia: anzi, alcuni dei programmi citati non sono nemmeno in mio possesso. A titolo informativo segnalo che, fra tutti i programmi menzionati nel testo, sono utente registrato soltanto dei seguenti: Telix di Colin Sampaleanu, List di Vern Buerg, Mercurio di Giovanni Lopes Pegna, Scripta e-Mail (SeM) di Andrea Matta e Mirage Editor (Miredit) di Alex Palmese. - 6 - PREFAZIONE L'ambito nel quale operiamo, quello della telematica, è da sempre stato una "nuova frontiera" della comunicazione; e questo sia sotto il profilo puramente tecnologico, sia soprattutto dal punto di vista delle applicazioni e dell'impatto di esse sulla società. Purtoppo tecnologia avanzata, in una realtà ad aggiornamento tumultuoso quale quella dell'informatica, significa troppo spesso mancanza di informazione. Ma è proprio la mancanza di informazione a rendere non fruibile il progresso tecnologico. Il settore dei BBS e delle tecnologie ad esso associate, probabilmente proprio per essere basato su iniziative volontaristiche, è quello che ha da sempre sofferto più di altri di una informazione di base carente, per non dire assente. In questa ottica il lavoro di Frank colma una profonda lacuna e stende un ponte tra la tecnologia ed i suoi utilizzatori. Con l'augurio che tale ponte possa contribuire a fare avvicinare alla telematica amatoriale folte schiere di appassionati. Giorgio Rutigliano Potenza, ottobre 1992 - 7 - INTRODUZIONE Il presente testo era nato, nelle mie intenzioni, come un manuale utente per la mia BBS preferita, ARGO (2:335/321, 06/519.17.70); è poi cresciuto fino a diventare qualcosa di ben più generale ed ho quindi preferito scorporare la parte dedicata ad ARGO da quella che poteva interessare un pubblico più vasto, espandendo nel contempo quest'ultima. Il manuale ha un duplice scopo: da una parte erudire il neofita circa le peculiarità tecniche dell'ambiente telematico rispondendo alle "Frequently Asked Questions" circa scelta/uso/funzionamento del modem, protocolli di trasmissione, funzionamento delle BBS, eccetera; dall'altra iniziare l'utente al "galateo" del modem, perché la telematica non è fatta solo di tecnicismi ma soprattutto di contatti con altre persone. Le regole di buon vicinato qui esposte sono sempre giustificate da elementari considerazioni di buon senso e ritengo che non sarà difficile accettarne la validità dopo averne riconosciuti i principi ispiratori. D'altro canto ritengo di fondamentale importanza che una spiegazione tecnica circa uno strumento di comunicazione così potente venga accompagnata da una opportuna educazione al suo corretto uso. Sono stati volutamente omessi dalla trattazione i servizi a pagamento: BBS e reti commerciali, Videotel, Itapac. Non perché non siano rilevanti nel panorama telematico né perché io li consideri aprioristicamente un male, ma perché questo libro è esplicitamente dedicato alla telematica gratuita che è quella che io considero la più gratificante ed istruttiva. Istruttiva dal punto di vista tecnico, perché in questo ambito (e il libro intende dimostrarlo) il termine "amatoriale" significa tutt'altro che "di qualità inferiore"; e istruttiva anche dal punto di vista umano, nel senso che la telematica amatoriale mondiale è un fenomeno di incredibile portata che mostra, fra tante altre cose, un insieme eterogeneo-ma-omogeneo di persone accomunate dalla loro passione le quali, solo perché gli va, hanno messo in piedi un grande sistema che, cosa strana, funziona perfettamente. Nei sistemi a pagamento è più difficile trovare altrettante persone con le stesse forti motivazioni e lo stesso fiero spirito di pionieri; questo, probabilmente, è ciò che rende ai miei occhi i sistemi amatoriali tanto più amichevoli ed affascinanti. Credo inoltre che per un neofita, anche se intenzionato ad abbonarsi ad un sistema commerciale, sia comunque meglio imparare le basi sui sistemi gratuiti, per poter poi valutare con maggior maturità tecnica quali dei sistemi a pagamento offrano in modo realmente efficiente i servizi che egli richiede. Ho trattato con un certo dettaglio la parte relativa a Fidonet, convinto che questa stupenda rete amatoriale meriti in ogni modo di essere pubblicizzata, non tanto nell'interesse - 8 - della rete come struttura quanto proprio nell'interesse dei suoi potenziali fruitori. Il Manuale Modem, tuttavia, non entra nel dettaglio delle questioni tecniche di Fidonet, che sarebbe stato impossibile trattare in modo esauriente nell'ambito di questo libro e per le quali è meglio che l'utente si procuri documentazione specifica (peraltro facilmente reperibile). Ho ritenuto più opportuno fornire una descrizione generale (utile a chi vuole sapere cosa sia la rete senza esserci mai entrato) ed una trattazione estesa delle regole del buon comportamento (utili a tutti e, almeno a quanto mi risulta, rarissime da trovare scritte, specie in italiano). La mancanza di una visione d'insieme ad alto livello delle problematiche connesse all'uso del modem è stato un ostacolo contro il quale mi sono personalmente scontrato al mio ingresso in questo nuovo mondo; raccogliendo le mie modeste esperienze in questo libro spero di fare cosa utile ed istruttiva per coloro che a loro volta, entrando o desiderando entrare nel mondo del modem, si sentono spaesati quanto lo ero io all'epoca. Il Manuale Modem è strutturato più come un libro di lettura che non come un libro di consultazione. Lo stile è volutamente discorsivo ed accessibile per consentire al lettore di procedere sequenzialmente dall'inizio alla fine. I numerosi rimandi, quasi ipertestuali, non pretendono di essere seguiti in una prima lettura: essi intendono piuttosto rassicurare il lettore circa il fatto che l'argomento al quale si accenna è trattato con maggior dettaglio in un'altra parte del libro. Il target di utenza è decisamente vasto, almeno nei miei ambiziosi intenti: chi ha a malapena visto un modem può farsi prendere per mano dal Manuale e lasciarsi guidare, in una serata di lettura davanti al caminetto, in un viaggio turistico all'interno della dimensione connettiva del Terzo Universo (questo è l'unico riferimento del libro lasciato volontariamente irrisolto, ndA); chi invece ha anni di esperienza telematica alle spalle potrà scorrere il libro rapidamente, saltando qua e là sulle pagine che stimolano la sua curiosità, e trovare spunti per sorridere e rivivere la propria esperienza; e, come spero, alla fine della lettura penserà spontaneamente a due o tre conoscenti per i quali il libro potrebbe essere consigliabile. Il libro si articola essenzialmente su tre capitoli. Il primo di essi è dedicato alle basi tecnologiche della comunicazione via modem ed è dedicato in modo particolare a quegli utenti che hanno cominciato a giocherellare col modem ma vorrebbero saperne di più. Gli utenti assolutamente privi di esperienza, invece, potranno trovarlo un po' tecnico e per questo ho pensato di permetter loro di saltarne la maggior parte in una prima lettura, in modo da giungere rapidamente al materiale di più alto livello contenuto nei due capitoli successivi. Ho deciso di cominciare con gli aspetti tecnici fondamentali per creare una base familiare a tutti e poter poi dare per scontati nel seguito alcuni concetti e termini che ricorrono con una certa frequenza. Ho però anche posto un segnalatore "TECH" davanti a quelle parti più tecniche che possono venir saltate da chi vuole arrivare immediatamente agli aspetti di più alto livello. La parte - 9 - tecnica si estende dal marcatore "TECH" fino alla fine del paragrafo corrispondente. Il secondo capitolo riguarda le BBS: struttura, funzioni offerte, modo d'uso, norme di comportamento. Il terzo capitolo riguarda invece il gradino superiore, la rete Fido, che collega su estensione geografica migliaia di BBS in un'unica grande struttura telematica. A questo nucleo centrale si affiancano quattro appendici e un microscopico glossario. Quest'ultimo non vuole essere uno strumento di riferimento né un indice analitico: si tratta semplicemente di un contenitore in cui ho relegato le definizioni di alcuni termini informatici di uso corrente che mi sarebbe parso pesante definire nel testo. Il glossario è dedicato a quei lettori che, più o meno digiuni di informatica, vogliono nondimeno diventare presto operativi con un modem per poter comunicare con altre persone (un uso forse più appropriato del modem rispetto a quello che ne faccio io, che invece gioco col modem principalmente perché la cosa mi diverte in sé -- scherzo, naturalmente): a costoro consiglio di leggere per prima cosa il glossario, in modo da non lasciarsi poi stupire da termini come default e inizializzazione. Detto questo, un ringraziamento speciale va ai miei due boss: a Marco Fratta di ARGO BBS per avermi insegnato tutti i trucchetti iniziali in qualità di sysop della prima BBS su cui mi sono iscritto; e ad Alex Palmese di Mirage BBS per avermi pazientemente aiutato nell'installazione del mio primo point, nonché per aver scritto quella chiara ed esauriente introduzione a Fidonet, poi diventata il simpaticissimo "manuale del piccolo point", che è stata la prima spiegazione chiara che io abbia letto circa la struttura della rete Fidonet stessa nonché la scintilla ispiratrice, ormai più di un anno fa, per la stesura di questo libro. Un altro ringraziamento va a Brendan P. Kehoe, autore di "Zen and the Art of the Internet": la scoperta del suo ottimo lavoro (sorprendentemente affine al mio negli intenti) mi ha stimolato a completare rapidamente questo manuale la cui stesura attraversava, a circa due mesi dall'inizio, un momento di temporanea stasi. E' un piacere inoltre ringraziare tutti coloro che hanno riletto la prima versione beta e/o la beta finale del libro, incoraggiandomi con i loro positivi apprezzamenti ed aiutandomi a migliorarlo con i loro utili consigli: Alessio Falsetti, 2:335/317.22 Alex Palmese, Sysop Mirage, 2:335/317.1 Davide A.Ricci, 2:335/316.19 Enrico Caioli, Sysop Aladin, BBS: 06/702.46.64 Marco Fratta, Sysop Argo, 2:335/321.0 Valerio Russo, 2:335/317.3 Luigi Buttinelli, non (ancora?) telematizzato Enrico Martines, Sysop SBDI, 2:335/332.0 Alberto Enna, Sysop Mimac, 2:335/12.10 Piermaria Maraziti, 2:335/317.14 - 10 - Particolarmente meticolosi ed accurati sono stati i contributi di Davide e Valerio, fini chiosatori: auguro a qualunque altro autore di disporre di beta-lettori altrettanto pazienti e disponibili. Ma non intendo con questo sminuire l'utilità del feedback di coloro che hanno letto l'intera beta finale per poi dire semplicemente che andava bene così: è stato importante sapere di essere arrivato a uno stadio in cui il libro era di soddisfazione per i lettori e poteva finalmente essere distribuito senza significativi rimaneggiamenti. Infine ringrazio calorosamente Giorgio Rutigliano, Sysop Fido- PZ, 2:335/1, il pioniere che ha introdotto Fidonet in Italia, al quale devo l'onore di una concisa ma lusinghiera prefazione. Per quanto concerne l'uso del genere maschile (il sysop, l'utente, ecc.) la scelta è giustificata, oltre che dall'assenza in italiano del genere neutro e dalla estrema pesantezza della forma doppia (egli/ella), anche dalla spiacevole circostanza che l'utenza modem è quasi esclusivamente maschile. Se una folta schiera di presenze femminili si dotasse finalmente di modem, magari incuriosita da questo stesso libro, sarebbe per me un piacere modificare la forma dell'esposizione in una edizione futura. Per chiedere chiarimenti, segnalare errori od omissioni, suggerire nuovi argomenti da trattare o approfondire nelle edizioni successive, o comunque per esprimere il vostro parere sul Manuale Modem, vi leggerò e risponderò con piacere se mi contatterete come Frank Stajano sul point Fido 2:335/317.10. Se non ricevete risposta può darsi che io mi sia trasferito; nel qual caso contattate Alex Palmese o Marco Fratta agli indirizzi sopra indicati per conoscere il mio nuovo recapito telematico. Frank (Filologo Disneyano) Roma, ottobre 1992. - 11 - 1. I COLLEGAMENTI VIA MODEM 1.1. Comunicazioni seriali Il modem (MODulatore - DEModulatore) è l'apparecchio che traduce i dati del computer in un segnale ad audiofrequenza che può essere trasmesso lungo le linee telefoniche. --- TECH --- Come è possibile scambiare informazioni fra due computer lungo una linea telefonica? Il collegamento fisico è a due fili e quindi la trasmissione non può essere che seriale. I bit di un byte vengono spediti uno per uno lungo il doppino e poi riassemblati all'altro capo. Il modem, come detto, fa da interfaccia fra il computer e la linea telefonica, modulando i bit in segnali che rientrino nella banda passante della linea e demodulando i segnali in bit durante la ricezione. Il modem dunque genera una pernacchia stridente che ricorda i classici e interminabili caricamenti da cassetta dei cari vecchi home computer ad 8 bit (oppure, a lettori con diverse esperienze, la pernacchia telefonica di un fax). Trasmissione seriale, si è detto, significa che i bit di un byte vengono spediti l'uno dietro l'altro anziché simultaneamente (anziché "in parallelo", come si dice). Supponendo di avere a disposizione una linea di clock parallela a quella di dati, il fronte del clock indica quando leggere un valore stabile sulla linea di dati. Questa sarebbe la comunicazione seriale SINCRONA, possibile però solo su linee speciali con più di due fili, dedicate esclusivamente alla trasmissione di dati digitali. Il nostro caso è invece diverso: avendo fisicamente a disposizione, col telefono normale, soltanto UNA coppia di fili, un filo di riferimento ("massa") e uno di dati, non possiamo avvalerci di un clock. Come distinguere allora i bit nulli dall'eventuale silenzio fra un byte e l'altro? Incapsulando ogni byte fra bit di segnalazione, sempre presenti, che indicano lo start e lo stop. Questa è la trasmissione ASINCRONA, quella che ci riguarda. Il formato di trasmissione asincrona è identificato con una sigla, ad esempio 8N1, i cui caratteri indicano nell'ordine: numero di bit di dati in un byte (7 o 8 sono i valori generalmente adottati); parità (N=none=nessuna, E=even=pari, O=odd=dispari, M=mark=1, S=space=0); numero di bit di stop (1 o 2). Tutte le BBS (v. pag. 30) usano 8N1, mentre alcuni grandi sistemi come le reti a pacchetto usano 7E1. - 12 - Vediamo in maggior dettaglio il significato di questi tre parametri. NUMERO BIT: Il numero di bit in un byte viene talvolta limitato a 7 per non trasmettere altro che i primi 128 simboli, quelli standardizzati nel codice ASCII (v. appendice B); l'uso di 8 bit è invece fondamentale per la trasmissione di dati diversi dai testi, come ad esempio i programmi o i file compressi. PARITA': Il bit di parità è un rudimentale controllo di correttezza: parità pari, ad esempio, significa mettere il bit di parità ad 1 se il numero di "uni" del byte è pari; il ricevitore conta a sua volta il numero di "uni" nel byte e, se si rileva una parità diversa da quella indicata dal bit di controllo ricevuto, si può diagnosticare con certezza un errore nella ricezione. Purtroppo non è vero il viceversa: se la parità ricevuta corrisponde con quella trasmessa non se ne può dedurre che non ci siano stati errori, giacché potrebbero essersi verificati errori in numero pari. La sigla N indica che non si adotta alcun bit di parità; le sigle E ed O indicano rispettivamente l'adozione di parità dispari e parità pari; infine le sigle M ed S indicano che non si esegue il controllo di parità ma che si accompagna ugualmente ad ogni byte un bit supplementare posto ad 1 fisso (Mark) o a 0 fisso (Space). E' evidente che nei casi Mark e Space si ha lo spreco di un bit. L'unica giustificazione per l'adozione di questi parametri si ha nel caso di una trasmissione a 7 bit (senza parità per un qualche motivo) in cui si voglia comunque "far quadrare a 8" il numero di bit di dati di ogni byte. STOP: L'uso di due bit di stop è un anacronismo legato all'epoca in cui questi sincronismi venivano generati meccanicamente da una rotellina: i due bit servivano a concedere un tempo sufficiente al dispositivo. In tutti gli altri casi è sufficiente un solo bit di stop. La situazione reale della trasmissione è però un po' più complessa. La prima complicazione consiste nel fatto che, con le BBS, la comunicazione è bidirezionale ("full duplex"), tale cioè che i due modem possano trasmettere simultaneamente. Come è possibile questo, se la coppia di fili è unica? Semplicemente facendo uso della cosiddetta multiplazione. Sullo stesso canale trasmissivo vengono inviate due portanti a diverse frequenze (ognuno dei due modem, per poter trasmettere un segnale, deve inviare una portante da poter modulare), una per ognuno dei due versi di trasmissione. La situazione è concettualmente simile a quella di un cavo di antenna, nel quale transitano indipendentemente, su diverse portanti, i segnali di più stazioni televisive. Un unico doppino telefonico fisico ospita dunque due distinte comunicazioni. - 13 - A titolo informativo, "SIMPLEX" denota la trasmissione monodirezionale (da A a B e basta); "HALF DUPLEX" la trasmissione monodirezionale alternata (da A a B oppure da B ad A ma non simultaneamente); "FULL DUPLEX", infine, la trasmissione bidirezionale. Tutte le BBS funzionano in full duplex ma esistono alcuni sistemi (si tramanda l'esempio della Corte di Cassazione) che lavorano in half duplex. Volendo esemplificare: il simplex è come la radio, in cui si ascolta senza poter rispondere; l'half duplex è come i CB ("Pronto? Mi senti? Passo!") ed il full duplex è come quelle comari al telefono che riescono a parlarsi addosso entrambe simultaneamente. 1.2. Velocità di collegamento La velocità massima di collegamento influisce pesantemente sul costo del modem. Inoltre non tutti i modem veloci, anche se viaggianti alla stessa velocità, sono fra di loro compatibili. Bisogna poi convincersi di una verità assoluta, seppur paradossale, che pochi utenti considerano: comprare un modem più veloce NON vi farà risparmiare sulla bolletta, vi servirà soltanto per trasferire un maggior quantitativo di dati. Una volta che avrete il modem veloce, il vostro pensiero tipico diventerà: "un file da un mega? Ah, bene, adesso finalmente posso permettermi di scaricarlo..." L'unico caso pratico in cui il modem veloce permette davvero di realizzare un risparmio è quello del sysop fido che deve comunque trasferire ogni giorno la posta di decine di aree. Per l'utente invece non è realistico pensare di comprare un 16800 e riuscire a mantenere lo stesso volume di trasferimenti a cui si era abituati con il vecchio modem a 2400. --- TECH --- La corretta unità di misura con cui esprimere la velocità di collegamento è il numero di bit che vengono trasferiti in un secondo: bit per secondo o bps. Le velocità di linea attualmente standardizzate sono 300, 1200, 2400, 9600 e (strano ma vero) 14400 bps. Per via del sostanzioso divario di prezzi fra i vari tipi di modem, (nel 1992 in Italia) in genere gli utenti normali hanno un 2400 (sulle 150-300 kLit) ed i veri appassionati o i sysop (v. pag. 32) hanno un 9600 o superiore (sulle 800-1500 kLit). Il motivo dell'apparentemente esagerato salto di prezzi è nel fatto che, mentre nel passaggio da 300 bps a 1200 bps è sufficiente prendere gli stessi circuiti e farli andare quattro volte più veloci, nel passaggio da 1200 a 9600 questo non è affatto possibile. Per le limitazioni intrinseche della banda passante del canale telefonico non c'è proprio posto per multiplare due segnali (TX e RX) a 9600 bps senza sovrapposizioni. Il funzionamento di un modem ad alta velocità è dunque radicalmente - 14 - diverso e circuitalmente molto più complesso di quello di un modem a bassa velocità. I segnali in un verso e nell'altro si sovrappongono nelle stesse bande di frequenza e ciascun modem deve ricavare il segnale dell'altro adottando un sofisticato "cancellatore di eco", ossia un circuito che sottrae dal segnale di linea ciò che il modem locale sa di aver trasmesso. Per fabbricare un modem a 9600 sono richieste capacità tecnologiche cento volte superiori a quelle necessarie per un 2400. Non esiste una unica tecnica di modulazione che vada bene per tutte le velocità, fra l'altro; d'altronde anche per una stessa velocità sono adottabili svariate tecniche, che però risultano fra loro incompatibili. Esiste in merito una normativa internazionale, gli standard del CCITT. Il Comité Consultatif International Téléphonique et Télégraphique, un organismo internazionale che promulga gli standard in materia di telecomunicazioni, emette regolarmente delle "raccomandazioni", raccolte in dieci serie denotate da numeri romani. La serie riguardante la trasmissione dati attraverso circuiti telefonici è la quinta, per cui le raccomandazioni in merito iniziano con la sigla "V". Di seguito compaiono gli standard CCITT che ci riguardano, con le velocità massime a cui essi corrispondono: V.21 300 bps V.22 1200 bps V.22bis 2400 bps V.32 9600 bps V.32bis 14400 bps Come ci si può aspettare, inoltre, un modem capace di alte velocità può collegarsi anche ad un modem più lento, adottando la massima velocità compatibile con entrambi. Per di più anche fra due modem già collegati ad una data velocità è possibile passare ad una velocità inferiore, in caso di linea rumorosa, per tentare di ottenere una trasmissione più affidabile. Questo procedimento avviene automaticamente e si chiama FALLBACK: i modem "ricadono" su una velocità più lenta sperando che questo permetta di avere meno errori di trasmissione. I modem più furbi, se opportunamente configurati, sono anche in grado di eseguire il FALL FORWARD, ossia di risalire a velocità maggiori se, nel corso della comunicazione, essi rilevano un miglioramento della qualità della linea. Gli standard CCITT introducono delle velocità di fallback che possono essere anche intermedie rispetto alle velocità massime elencate sopra. Ad esempio con il V.32 si può scendere da 9600 a 4800 prima di arrivare a 2400; e con il V.32bis si possono effettuare tutti i passi intermedi a scatti di 2400 bps, vale a dire: 14400, 12000, 9600, 7200, 4800, 2400. Esistono anche dei modem che implementano il V.32bis solo dal primo fallback (12000 bps) in giù. Evidentemente il fabbricante non era all'epoca in grado di fabbricare un modem a 14400 ad un prezzo competitivo ma ha comunque intelligentemente preferito offrire una marcia in più rispetto al normale V.32. Resta inteso che la velocità di 12000 bps è raggiungibile solo collegandosi - 15 - con un altro modem dello stesso tipo oppure con un V.32bis pieno, ma non con un V.32. Nel momento in cui scrivo (autunno 1992) sono presenti sul mercato anche dei modem a 16800 (non ancora standard CCITT a quanto mi risulta) e si vocifera di una nuova generazione a 28800 che dovrebbe arrivare nel 1993 o 1994, la quale però richiederà necessariamente una rete telefonica all'altezza. In alcuni casi, come appena visto, il mercato si è mosso prima che le raccomandazioni CCITT venissero emesse in via definitiva: esistono dunque anche delle tecniche di modulazione fuori standard ma di fatto largamente diffuse: è il caso dell'HST (14400 bps) della famosa ditta US Robotics, diffusosi prima dell'emanazione dello standard V.32bis. Non è detto, dunque, che due modem "a 14400" possano connettersi a quella velocità poiché potrebbero essere l'uno un HST e l'altro un V.32bis. Nel passato l'HST ha a lungo dominato, in un mondo in cui la US Robotics sembrava avere di fatto il monopolio dei modem veloci; attualmente le cose stanno un po' cambiando, visto che cominciano ad emergere altri produttori di modem i quali preferiscono ovviamente adottare lo standard internazionale piuttosto che non il protocollo dedicato di una ditta concorrente. La base di HST installati è molto ampia ma un confronto fra due diverse edizioni della nodelist Fido (v. pag. 58) a distanza di pochi mesi mostra la rapida avanzata dei V.32 e V.32bis, favorita dal fatto che i molti fabbricanti di modem in standard CCITT si fanno concorrenza sul prezzo oppure, a parità di prezzo, sulle caratteristiche addizionali come ad esempio la possibilità di spedire e ricevere fax. Inoltre il V.32bis è tecnologicamente superiore, anche se di poco, rispetto al più vecchio HST, giacché anche alla più alta velocità (14400) esso rimane pienamente full duplex, cosa che invece l'HST non fa (nell'HST la trasmissione a 14400 avviene in un solo verso alla volta: nell'altro verso si ha un canale a capacità trasmissiva inferiore). Questo particolare è irrilevante nell'uso normale ma diventa significativo quando si attiva un protocollo bidirezionale quale Bimodem o HS-link (v. pag. 21). Nonostante ciò, a Roma e nel momento in cui scrivo, le BBS dotate di HST e non di V.32bis sono ancora molte, più di quelle con il V.32bis e senza l'HST. Chi, da utente, volesse acquistare un modem veloce, dovrà considerare con attenzione la tendenza generale del momento e gli standard adottati dai sistemi con i quali intende collegarsi con maggior frequenza (l'ideale ovviamente sono quei sistemi dotati di un costoso modem "dual standard" che, come il nome indica, funziona sia in modo HST che in modo V.32bis). Nulla di più seccante che aver investito in un 14400 ed esser costretti ad usarlo a 2400. Parlando di scegliere il proprio modem bisogna anche decidere se optare per un modello interno (su scheda) o uno esterno. A parità di tutto il resto, il modello su scheda è leggermente più economico in quanto non richiede un alimentatore separato né un contenitore. Inoltre esso può risultare più pratico se si ha una scrivania affollata sulla quale non si riuscirebbe facilmente a - 16 - trovar posto per un modem esterno. Nonostante tutto mi sento di sconsigliare vivamente l'acquisto di un modello interno a fronte dei vantaggi del modello esterno: anzitutto la visibilità di numerosi indicatori di stato (sotto forma di una schiera di LED e/o di un pannellino alfanumerico), utilissimi per diagnosticare malfunzionamenti; poi per la possibilità di collegare velocemente il modem ad un altro computer; inoltre per la possibilità di essere usato con computer di tipi diversi (uno stesso modem esterno può funzionare sia con un mac che con un amiga, cosa ovviamente impossibile per un modello su scheda) che fra l'altro significa anche un maggior mercato in caso di rivendita. Un'altra considerazione da fare circa la scelta del modem è quella relativa all'omologazione. Secondo la legge attualmente vigente in Italia, qualunque apparato che venga collegato alla rete telefonica deve essere omologato da parte del ministero PP.TT. L'omologazione, che comporta per il fabbricante diversi oneri e lungaggini burocratiche, fa anche di fatto lievitare in modo sostanzioso il prezzo del modem rispetto ad un equivalente modello non omologato. Utilizzando un modem non omologato si rischia, in caso di ispezione SIP, una multa ed il sequestro dell'apparecchio. Peccato soltanto che non vi siano accordi internazionali per rendere compatibili i requisiti necessari all'omologazione e, conseguentemente, consentire il riconoscimento delle omologazioni avvenute altri Paesi: molti modem stranieri, di fatto fuorilegge in Italia, hanno infatti passato le omologazioni di altri Paesi tecnologicamente avanzati. E se è vero che vi sono effettivamente delle piccole caratteristiche tecnologiche diverse fra le reti nostrane e quelle straniere (ad esempio il tono usato per indicare il "libero", che i modem USA non omologati non sono generalmente in grado di rilevare), le lungaggini ed i costi associati alla procedura di omologazione fanno a volte pensare più ad una perversa forma di protezionismo che non al sincero intento di garantire la sicurezza e la compatibilità elettrica dell'apparecchio. --- ancor più TECH --- Spesso si sente parlare di "baud" invece che di bit per secondo, come se le due locuzioni fossero intercambiabili: "questo modem è un V.22bis e va a 2400 baud". Questo uso è però scorretto. Il termine "baud", infatti, a rigore non indica il numero di bit per secondo bensì il numero di SIMBOLI per secondo. A seconda della tecnica di modulazione usata, difatti, e specialmente alle velocità maggiori, ogni simbolo trasmesso codifica l'informazione relativa a più bit. Ad esempio un modem in standard V.22bis (2400 bps) modula secondo la tecnica QAM e trasmette 600 simboli al secondo (600 baud, dunque, a rigor di termini). Esistono 16 simboli ammessi (16 combinazioni lecite fra le 36 possibili combinazioni di 12 angoli di fase e 3 ampiezze, per chi conosce la teoria dei segnali e sa come funziona il QAM, Quadrature Amplitude Modulation), ognuno dei quali trasporta quattro bit di informazione. Sarebbe fuori - 17 - luogo, in un libro come questo, proseguire ulteriormente la spiegazione del QAM e se le ultime righe vi sono parse un po' oscure la cosa è naturale e inevitabile (gli interessati possono consultare un testo di comunicazioni elettriche). La cosa importante è che baud non è sinonimo di bps e che l'unità più logica da usare nei casi pratici è appunto bps. 1.3. Come pilotare il modem Per comandare il modem si agisce via software inviando dal computer al modem delle sequenze di caratteri, i cosiddetti "comandi Hayes": sigle criptiche che tuttavia, per un uso normale del modem, non è necessario studiare in modo eccessivamente approfondito. --- TECH --- La quasi totalità dei modem attualmente in uso è compatibile con i cosiddetti "comandi Hayes", un po' come la quasi totalità delle stampanti grafiche ad aghi è compatibile con i "codici di escape Epson". Secondo il metodo Hayes, per pilotare il modem si può agire interamente mediante comandi in software. Ciò permette fra le altre cose di avere modem su scheda, privi di pannello frontale e dunque di pulsanti. I comandi sono brevi sequenze parametriche di caratteri, elencati in dettaglio nel manuale del modem, come ad esempio D (dial) per chiamare e Z per resettare il modem. Molti comandi sono del tipo acceso-spento e quindi possono essere seguiti da un 1 o 0 come in H0 (riaggancia) e H1 (acquisisci la linea); in tutti i casi in cui si ha un parametro numerico, il default è il valore 0 che può dunque essere omesso; ad esempio H0 può essere sostituito da H. Attenzione: qui per "default" si intende "ciò che il modem aggiunge se uno dà il comando senza parametri", e NON "ciò che viene impostato automaticamente quando il modem viene acceso". Ad esempio il comando V significa V0 (disabilita i codici verbali, vedi qui sotto), ma in fabbrica il modem viene generalmente predisposto su V1 ossia con i codici verbali abilitati. Questi comandi vanno inviati al modem nell'ambito di una stringa (lunga al più quaranta caratteri) iniziante per "AT" e concludentesi con enter. I caratteri "AT" servono al modem per riconoscere la velocità ed il formato di trasmissione usati dal computer che gli parla e quindi per interpretare correttamente i successivi comandi della riga. Diversi comandi possono essere combinati sulla stessa riga: gli spazi sono opzionali ma raccomandati per chiarezza; ad esempio si può scrivere "AT E0 V1 Q0" che, sebbene comunque criptico, è certamente più facile da interpretare che non "ATE0V1Q0". Si possono indifferentemente usare maiuscole e minuscole. A questi comandi il modem risponde con dei messaggi di risposta verbali tipo OK o ERROR; è possibile, anche se ormai - 18 - questa scomoda prassi è fortunatamente caduta in disuso, chiedere al modem che i messaggi di risposta vengano inviati in forma di codice numerico anziché verbale: ciò si ottiene, come accennato, con il comando V0. Particolarmente significativi sono i messaggi estesi che segnalano l'avvenuta connessione con il modem remoto: il messaggio base è CONNECT xxx, dove xxx indica la velocità in bps del collegamento; nel caso di modem a correzione e compressione in hardware (v. pag. 21) questo messaggio può essere seguito da altre indicazioni quali ad esempio REL (reliable, cioè affidabile, detto di un collegamento con correzione errori abilitata) o COMPRESSED. Con questo tipo di modem è importante sapere che, a seconda della configurazione (comando W), nel messaggio di CONNECT il modem può riportare sia la velocità effettiva del collegamento con il modem remoto (ad esempio 9600 bps), sia invece la velocità di collegamento con il computer (ad esempio 38400 bps); ovviamente i due dati hanno significatività molto diversa e, come giudizio personale, ritengo preferibile configurare il modem in modo che mi restituisca il primo di questi due dati (in effetti il mio attuale modem è configurato in modo da riportare ENTRAMBI i valori, più altre informazioni di servizio: il messaggio che ricevo alla connessione è lungo tre o quattro righe). I modem attuali hanno quasi sempre una memoria tamponata da batteria in cui poter mantenere una configurazione di utente, richiamata automaticamente ad ogni reset in luogo del default di fabbrica. Tuttavia questa caratteristica è raramente sfruttata in quanto in genere l'utente definisce l'inizializzazione del modem tramite il programma di comunicazione e dunque l'impostazione dei parametri viene rieseguita automaticamente all'inizio di ogni sessione. Personalmente preferisco e raccomando questo secondo modo di procedere: ripartite sempre dalla configurazione di fabbrica (generalmente ottenibile con &F) all'inizio della stringa di inizializzazione del vostro programma di comunicazione; ciò vi permetterà di essere sicuri dei parametri già impostati. Fare affidamento su una configurazione salvata nel modem può giocare brutti scherzi se ci si dimentica che, una certa volta, quella configurazione è stata modificata per una esigenza particolare. Il vantaggio di partire dall'impostazione di fabbrica è che nella stringa di inizializzazione del programma di comunicazione compariranno necessariamente, ispezionabili a colpo d'occhio, tutti i parametri che avete voluto definire diversi dai loro default. Nulla vi vieta poi di concludere l'inizializzazione con una scrittura della configurazione nella memoria tamponata (generalmente &W): questo per permettervi di resettare manualmente il modem con il comando Z senza dover inviare nuovamente l'intera stringa. Non è granché utile imparare a memoria i significati dei vari comandi Hayes: chi ha tempo e buona volontà può investire più proficuamente queste rare doti imparando piuttosto i comandi del proprio programma di comunicazione. Ciò che serve è, anche senza ricordarne le sigle, sapere quali comandi esistono e quali ne siano gli effetti, in modo da poter impostare consapevolmente, - 19 - manualetto del modem alla mano, la configurazione ottimale per il proprio sistema. Il vostro software di comunicazione vi chiederà infatti di inserire i comandi adatti alle varie circostanze (inizializzazione, chiamata, riaggancio, per citare le operazioni basilari), spesso fornendo anche dei ragionevoli valori di default. Una cosa che probabilmente dovrete modificare è la selezione fra toni e impulsi nel comando per comporre il numero (dial). Il comando di dial è D, come abbiamo visto; nel caso che si intenda far comporre il numero al modem, bisogna far seguire alla D una T (toni, selezione in multifrequenza) o una P (impulsi, selezione decadica) a seconda del metodo che la vostra centrale SIP adotta, dopodiché il numero telefonico da chiamare. Il "dialing prefix" da anteporre al numero inserito in rubrica sarà dunque ATDT o ATDP. La maggior parte dei programmi prevede ATDT come default e voi dovrete modificare questa impostazione in ATDP se nella vostra zona non è ancora attiva la selezione a toni. Nota: il "dialing suffix", ossia ciò che va spedito al modem dopo il "prefix" e dopo il numero del chiamato, è, per tutti i modem compatibili Hayes, semplicemente un enter (spesso indicato come ^M o come sbarretta verticale "|"). La SIP sta gradualmente sostituendo le vecchie centrali elettromeccaniche (quelle funzionanti solo ad impulsi) con delle più moderne centrali digitali le quali, oltre a consentire la selezione a toni, offrono una superiore qualità di segnale e numerose possibilità aggiuntive. Può essere però, come è successo a me, che la vostra linea sia già stata trasferita su una centrale digitale senza che abbiate ricevuto alcun avvertimento dalla SIP; il vostro apparecchio telefonico di tipo vecchio, ignaro, continua a comporre i numeri con il metodo a impulsi (l'unico di cui è capace) mentre la centrale sarebbe tecnicamente in grado di accettare la selezione a toni. In questo caso potete tentare di precorrere i tempi. Anzitutto sostituite ATDP con ATDT e verificate sperimentalmente ciò che accade. Se il numero viene accettato, nel senso che il segnale di libero scompare ed entrate in collegamento con l'utente chiamato, siete ovviamente a cavallo: la selezione a toni vi funziona e siete senza dubbio collegati ad una centrale digitale. Se invece il numero composto a toni non viene riconosciuto, avete però ancora una possibilità: potreste ugualmente essere su una centrale digitale, ma sulla quale la vostra linea non è stata ancora abilitata a chiamare a toni. Per verificare questo, componete il numero 1717 che corrisponde al servizio di telelettura del contascatti telefonico di centrale (costo 2 scatti, servizio offerto solo dalle centrali digitali). Se trovate occupato siete ancora su una centrale elettromeccanica e non vi resta che aspettare. Ma se invece vi risponde una voce sintetica che vi dà la lettura del vostro contatore, siete sicuramente collegati con una centrale digitale e probabilmente, chiamando la vostra agenzia SIP, potrete ottenere di essere abilitati alla selezione a toni. - 20 - 1.4. Protocolli di trasmissione file Tutti hanno sperimentato le classiche "spurie" ("CLA-CLA-CLA- CLA-CLAC!") nel corso dei collegamenti in fonia e non è difficile immaginare che queste interferenze hanno conseguenze deleterie sulla trasmissione dati. Mentre un utente sta leggendo o scrivendo un testo online, le eventuali spurie si manifestano come caratteri casuali che vanno a sporcare la schermata nel punto in cui si trovava il cursore; tuttavia, a meno di casi sfortunatissimi, è possibile ricostruire, in base al contesto, il senso della frase danneggiata. Molto più grave sarebbe invece il caso in cui si stesse trasferendo un programma eseguibile, un tabulato contabile o comunque un qualunque file in cui la modifica anche di un solo byte potrebbe rendere inutilizzabile il file stesso. Per gestire in modo ragionevole il trasferimento via modem dei file sono dunque stati creati dei protocolli di trasferimento resistenti agli errori. --- TECH --- Il principio è relativamente semplice. Un file da spedire viene suddiviso in tanti piccoli blocchi (ad esempio di 1 kB l'uno); la spedizione di ogni blocco viene accompagnata dalla spedizione di alcuni dati di controllo (tipicamente dei CRC a 32 bit) (v. glossario pag. 80) in base ai quali il destinatario può verificare, con altissima affidabilità, se i dati ricevuti siano stati o meno danneggiati durante il tragitto; se sì, il destinatario rispedisce al mittente una richiesta di ritrasmissione di quel blocco finché non lo ha ricevuto senza errori. I protocolli di trasmissione sono svariati e si differenziano fra loro, oltre che per le tecnologie di trasferimento (che influiscono su affidabilità ed efficienza), anche per una serie di caratteristiche accessorie che possono rendere più pratica la gestione: spedizione di nome e data insieme al contenuto del file, autodownload, capacità di riprendere una trasmissione interrotta, spedizione di più file raggruppati insieme e così via. Di seguito, una incompleta panoramica dei più diffusi protocolli di trasmissione. Xmodem: da evitare. Presente ormai solo per compatibilità all'indietro, si tratta di un protocollo obsoleto e, paragonato agli altri, lento (pacchetti corti, da 128 byte, e dunque grande spreco di banda passante per informazioni di controllo piuttosto che dati). La sua affidabilità dipende dalla versione in uso, le più vecchie adottano un banale checksum mentre le più nuove un CRC. Esiste anche nella varietà Xmodem-1k che, per l'appunto, assembla pacchetti da 1k e nella varietà Xmodem-1k-g che raggiunge una maggiore efficienza ma richiede l'uso di un canale privo di errori (v. pag. 21). Ymodem-g: fra i protocolli più veloci. Richiede un canale privo di errori (v. pag. 21) e lo sfrutta spedendo i dati alla massima velocità senza aspettare le conferme. Può spedire diversi file alla volta. Forse il più efficiente dei protocolli ma, al minimo errore, interrompe il trasferimento. - 21 - Zmodem: da molti (compreso chi scrive) è considerato il miglior protocollo; ad ottime prestazioni (alta affidabilità col CRC a 32 bit, buona efficienza di trasferimento, adattamento della lunghezza dei pacchetti alla qualità della linea) aggiunge numerose caratteristiche pratiche che ne rendono vantaggioso l'utilizzo. Consente di spedire più file in un solo invio ("protocollo batch"); consente di riprendere una trasmissione interrotta dal punto in cui si era arrivati, senza ripartire dall'inizio ("crash recovery"); consente infine l'attivazione automatica del download sul sistema destinatario ("autodownload") non appena il mittente inizia la trasmissione. Se si vogliono evitare problemi di protocollo basta usare sempre lo Zmodem. E' sconsigliato cedere alle lusinghe di quegli altri protocolli che promettono di guadagnare pochi punti percentuali sui tempi di trasmissione ma senza offrire le stesse caratteristiche di robustezza e versatilità. Bimodem, HS-Link: questi protocolli adottano una geniale idea che permette di eseguire simultaneamente il trasferimento dati nei due versi, sfruttando al meglio la capacità di trasmissione dei modem full duplex. L'efficienza, già quasi raddoppiata da questo fondamentale trucco, è ulteriormente aumentata dal fatto che la selezione dei file da spedire e ricevere può essere fatta offline tramite dei programmi ausiliari. A fronte di tutto ciò, l'unico svantaggio è una notevole complessità nell'installazione. Attenzione poi al fatto che, come accennato precedentemente, i modem HST non sono realmente full duplex alle velocità più alte: solo in una delle due direzioni si ottiene il canale a 14400, nell'altra la capacità è ridotta. Per un reale trasferimento a 14400 nei due versi bisogna far uso di modem in standard V.32bis. 1.5. Correzione e compressione in hardware I protocolli di trasmissione visti nel paragrafo precedente permettono di trasferire senza errori dei file anche lungo un canale rumoroso. Resta tuttavia il problema delle spurie sui testi. Che fare se si riceve una spuria proprio mentre si sta scrivendo online un messaggio? Ovviamente il testo si riempie di caratteri a caso e succede un pasticcio; ancor più seccante se, invece di star scrivendo un messaggio, si stava digitando la propria password oppure il nome del file da trasferire. Per ovviare a questo inconveniente sono stati creati dei modem "a correzione d'errore". Essi implementano in hardware gli stessi principi di base illustrati per i protocolli di trasmissione e garantiscono quindi una trasmissione pulitissima in ogni circostanza. Le spurie sulla linea non faranno altro che innescare una ritrasmissione automatica dei dati corrotti e dunque l'unica differenza avvertibile da parte dell'utente sarà eventualmente un piccolo rallentamento, una trasmissione un po' a scatti; mai più, comunque, caratteri sporcati da rumore. - 22 - Oltre alla correzione sono stati implementati anche degli algoritmi di compressione, anch'essi integrati nei circuiti del modem e funzionanti in maniera invisibile per l'utente. Per illustrare banalmente il funzionamento della compressione (le reali tecniche di compressione sono decisamente più sofisticate) ipotizziamo una riga di una schermata che contenga un trattino verticale nella prima colonna, poi settantotto spazi bianchi, poi un trattino verticale nell'ultima colonna; con un modem normale per trasmettere questa riga bisogna trasmettere ottanta caratteri; un modem a compressione, invece, si accorge della ridondanza e, oltre ai trattini verticali, trasmette un solo spazio assieme ad un codice che spiega di replicarlo 78 volte. Naturalmente il grado di comprimibilità dei dati dipende dai dati stessi, o meglio dalla ridondanza in essi insita. Come linea generale i testi si possono comprimere di circa tre o quattro volte, gli eseguibili di una volta e mezzo o due ed i file precompressi (ZIP, GIF, LZH, ARJ eccetera) non sono ulteriormente comprimibili. I modem a compressione, dunque, simulano un collegamento a maggior velocità; difatti, se l'algoritmo comprime una sequenza di bit in un'altra sequenza lunga solo la metà, allora trasferendo quest'ultima ad una data velocità reale (poniamo 2400 bps) l'effetto esterno sarà di aver trasferito la sequenza originaria ad una velocità esattamente doppia. Come appena detto, però, l'aumento di velocità ottenibile in questo modo è strettamente dipendente dai dati che si trasferiscono -- e comunque nullo con file già compressi. Bisogna anche dire che, ovunque possibile, è preferibile comprimere i file in anticipo piuttosto che confidare sulla compressione in linea: i programmi esterni come ZIP, LHA eccetera hanno modo di esaminare il file nella sua interezza, non solo "una fettina per volta", e possono dunque praticare delle tecniche di compressione più efficienti, che per file più lunghi di una decina di kB rimangono vantaggiose anche tenendo in conto il tempo impiegato dalla BBS a lanciare il programma di compressione. Nel caso in cui sia l'utente a trasmettere, poi, questo tempo viene comunque risparmiato visto che la compressione può essere tranquillamente eseguita prima di telefonare. Abbiamo detto che i modem a compressione simulano una trasmissione a velocità maggiore: per sfruttare questa caratteristica, dunque, è ovviamente necessario bloccare la velocità trasmissiva fra modem e computer ad un valore opportunamente maggiore rispetto alla effettiva velocità di linea. Per questo i modem a 2400 con compressione vengono fatti colloquiare con il computer alla velocità di 4800 o 9600 bps, mentre i modem veloci con compressione vengono collegati a 19200, 38400 o anche più. A scanso di delusioni si ribadisce comunque che la velocità fra computer e modem è in questi casi solo il tetto massimo raggiungibile nei casi più favorevoli, non già la velocità di crociera dei trasferimenti. Il controllo di flusso (generalmente in hardware tramite i segnali CTS-RTS del cavo seriale; a volte, meno efficientemente, in software tramite i caratteri di controllo XON-XOFF) permette al modem di chiedere - 23 - temporaneamente al computer di fermarsi fintantoché il buffer del modem è ancora pieno. Anche qui esistono degli standard di fatto e degli standard CCITT. Lo standard di fatto si chiama MNP, Microcom Networking Protocol, che si suddivide in 10 classi di implementazione, dalla meno alla più efficiente. Le classi di MNP da 1 a 4 riguardano la sola correzione di errore, quelle da 5 in poi anche la compressione. Il vero standard di fatto è l'MNP classe 5: praticamente tutti i modem capaci di MNP, di qualunque marca essi siano, coprono le classi fino alla 5; quasi nessun modem, viceversa, implementa le classi superiori. La classe 10, a titolo di curiosità, è dedicata alle comunicazioni su linee cellulari e si specializza nella correzione di errori su linee particolarmente disturbate. Inutile dire che, come per i protocolli di collegamento, non serve a niente avere un modem efficientissimo se non si è in due a supportare lo stesso standard. Le raccomandazioni CCITT riguardanti la compressione si chiamano invece V.42 (compressione soltanto) e V.42bis (correzione). La cosa interessante è che esse sono compatibili verso il basso con l'MNP classe 5; in altre parole, un modem V.42bis colloquia al meglio con un altro V.42bis ma non disdegna di fare ugualmente compressione e correzione se si trova davanti un più umile MNP 5. Il massimo rapporto di compressione ottenibile con l'MNP5 è di circa 2:1 mentre quello del V.42bis è di circa 4:1. Bisogna però aggiungere che la compressione da parte del modem è, oltre che inutile, addirittura dannosa se si tratta di trasferire file già compressi: difatti i tentativi di compressione da parte del modem si traducono in una "perdita di tempo" che abbassa il throughput. Per collegamenti orientati principalmente allo scambio di file compressi (e generalmente, sulle BBS, tutti i file disponibili sono compressi) è opportuno disabilitare la compressione per raggiungere il massimo throughput. Questa raccomandazione è utile particolarmente per i collegamenti MNP: conviene utilizzare il livello 4 invece del livello 5, inserendo l'apposito comando (%C0 sul mio modem) nella stringa di inizializzazione; con i collegamenti V.42bis l'accorgimento non è necessario poiché è lo stesso V.42bis, più furbo dell'MNP5, a disabilitare al volo la compressione se si accorge che essa non ha effetto. La presenza della correzione d'errore consente comunque di guadagnare qualcosa (fino a un 25% teorico) rispetto alla trasmissione pura e semplice, perché sulla linea "corretta" si possono spedire i byte di dati eliminando i bit di start e stop, risparmiando dunque due bit ogni dieci. Una trasmissione a 2400 con correzione d'errore, su linea pulita, tende dunque asintoticamente ai 300 cps, invece che ai 240 a cui tenderebbe senza correzione; parimenti una trasmissione a 14400 tende a 1800 cps invece che a 1440. Ovviamente il vero asintoto è un po' più basso, anche sulla più pulita delle linee, perché questa analisi ha trascurato il costo dei byte di controllo sempre presenti che permettono di rilevare e correggere gli eventuali errori. - 24 - 1.6. Programmi di comunicazione Almeno in linea teorica, un programma di comunicazione è quanto di più semplice ci possa essere: al programma basta spedire verso il modem una stringa di inizializzazione, opzionalmente offrire le funzioni di una rudimentale agendina telefonica e poi... eclissarsi discretamente, limitandosi a trasferire l'input di tastiera verso il modem ed a riportare su schermo ciò che il modem riceve. Nella realtà, a prescindere dal fatto che essi devono anche implementare i protocolli di trasmissione tipo Zmodem, i programmi di comunicazione sono invece molto complessi, con decine se non centinaia di parametri da configurare e moltissime combinazioni di tasti per attivare esoteriche funzioni delle quali il significato sfugge ai più. Il classico manuale da 100 o 200 pagine può spaventare, ma non ce n'è motivo: in genere i programmi vengono forniti con delle regolazioni di default più che adeguate per iniziare, per cui si può partire "alla buona" anche senza avere capito tutto ciò che il manuale dice. Le uniche cose realmente importanti da definire sono il numero della porta seriale in uso, la velocità del modem ed il telefono della BBS da chiamare. Si consiglia di tentare di far funzionare il programma cambiando il minor numero possibile di parametri; una volta che le cose vanno bene si farà sempre in tempo a configurare in modo ottimizzato il programma, beneficiando fra l'altro dell'esperienza accumulata con i primi tentativi. Dunque, per le prime volte, meglio andare a 2400 liscio, senza MNP né altri trucchetti. In genere il manuale del proprio modem (come pure quello del programma di comunicazione) diventa pienamente comprensibile solo dopo aver eseguito un certo numero di collegamenti. Le poche cose da imparare subito sul proprio programma di comunicazione sono: come si attiva lo Zmodem; come si fanno upload e download (in genere usando i tasti PgUp e PgDn); come si richiama un numero dall'elenco; e infine come si attiva il "capture". Il capture è una funzione che registra su un file di testo tutto ciò che compare sullo schermo del programma di comunicazione. Utilissimo per rivedere con calma, una volta offline, ciò che abbiamo fatto nella precedente sessione di collegamento. Serve fra l'altro a conservare le lettere ricevute ed i chat (v. pag. 33), che rimangono memorizzati nel file di capture a mano a mano che scorrono sul video. Alcuni, come me, tengono il capture attivo durante TUTTI i loro collegamenti e poi archiviano periodicamente su dischetto i file risultanti, suddividendoli per BBS. Chi avesse la mia stessa inclinazione e si trovasse ad usare il programma Telix (MS-DOS) si scontrerebbe ben presto contro il fatto che, su Telix, l'attivazione del capture è necessariamente manuale: in altre parole succede che uno si colleghi e si accorga solo dopo dieci minuti di non aver ancora attivato il capture. Per ovviare a questo inconveniente ho scritto un piccolo programmino in SALT (il linguaggio interno di Telix) che, inserito come linked - 25 - script a ciascuna delle voci della dialing directory, attiva automaticamente il capture ad ogni collegamento riuscito. Se quanto sopra vi pare arabo vuol dire che probabilmente non ne avete ancora bisogno; se invece vi interessa, il listato del programma è riportato nell'appendice A. Come procurarsi un buon programma di comunicazione? Bisogna dire che di fatto i migliori esemplari non sono prodotti da grandi case di software ma da appassionati di telematica che hanno deciso di scriversi da soli il programma ideale perché quelli presenti sul mercato non erano soddisfacenti per le loro peculiari esigenze. E' buona regola, dunque, non rivolgersi ai negozi specializzati quanto piuttosto al mondo dei programmi "shareware". Lo shareware è normale software che viene però venduto secondo una formula molto particolare, in certo senso il "soddisfatti o rimborsati" portato all'estremo. L'autore del programma shareware rilascia il proprio prodotto ai normali canali amatoriali di diffusione, ossia essenzialmente le BBS ma anche, volendo, la classica duplicazione manuale dei dischetti. Preferisco escludere dal discorso i distributori a pagamento di programmi shareware in quanto essi costringono a pagare una quota "parassita", generalmente un po' gonfiata rispetto ai nudi costi di distribuzione, della quale comunque l'autore del programma non beneficia; personalmente preferisco saltare questi distributori, ovunque possibile: una volta deciso di tirar fuori i soldi, tanto vale farli arrivare a chi maggiormente li merita. Il programma shareware, dicevamo, viene distribuito liberamente e chiunque può ottenerne una copia. Quando un utente viene in possesso del programma egli ha diritto a provarlo nei modi che ritiene opportuni, tante volte quante vuole, entro un limite di tempo che generalmente è di un mese. Se entro quel periodo egli stabilisce che il programma non soddisfa le sue esigenze, egli non deve nulla all'autore. Il suo solo obbligo è di cessare definitivamente di utilizzare il programma. Se invece egli intende continuare ad utilizzare il programma, è suo dovere pagare all'autore la cosiddetta "quota di registrazione", ottenuta la quale in genere egli riceve dall'autore, oltre ad una licenza d'uso per il programma (generalmente estesa anche alle versioni successive), anche qualche piccolo beneficio come l'attivazione di funzioni supplementari, l'omaggio di alcune piccole utility di supporto, la disattivazione di noiosi reminder o l'introduzione del proprio nome nella copia registrata del programma. Attualmente nel nostro Paese non esiste regolamentazione giuridica riguardante lo shareware: è però un obbligo morale registrare almeno quei programmi che utilizziamo più di frequente. Per eseguire materialmente la registrazione bisogna ovviamente far pervenire il proprio pagamento all'autore. E qui, esclusi i casi di pigrizia o di scarsa motivazione, può essere che sorgano delle difficoltà. Vediamo allora in dettaglio come fare per spedire soldi all'autore nel modo più sicuro possibile, cosicché chi fosse realmente intenzionato a registrare un proprio - 26 - programma non debba scontrarsi contro ostacoli di natura pratica. In ogni caso, e specialmente per pagamenti all'estero, il metodo più semplice per l'utente è l'uso della carta di credito, che lo dispensa dal recarsi presso luoghi di coda quali banche o uffici postali e che rende indifferente pagare in lire o in una diversa valuta. Tuttavia non è detto che il metodo sia sempre attuabile, vuoi perché l'utente non ha la carta di credito, vuoi perché l'autore non è convenzionato per accettarla, vuoi infine perché l'utente non si fida e teme che gli addebitino una somma maggiore. A onor del vero questo terzo sottocaso va abbastanza sdrammatizzato (è fra l'altro possibile contestare gli eventuali addebiti per i quali il venditore non sia in grado di provare il nostro ordine) ma chi è per natura diffidente in merito non troverebbe certo conforto in poche righe da me scritte e dunque rinuncio all'impresa propagandistica. Mi limito ad osservare che, se ci si fida del suo buon funzionamento (il che non esonera dal controllare accuratamente le ricevute!), la carta di credito rimane il metodo più comodo per effettuare pagamenti all'estero. Prima di effettuare il pagamento è sempre buona norma accertarsi che l'indirizzo indicato nel programma continui ad essere valido: conviene dunque spedire una lettera, un fax o, se possibile, un messaggio telematico all'autore, spiegandogli che si è interessati alla registrazione, ed attendere una sua risposta. Stabilito questo contatto, si darà il via al pagamento. Nel caso di un autore italiano, qualora sia impossibile usare la carta di credito, i metodi più sicuri sono quelli del vaglia, da compilare presso il proprio ufficio postale, e del bonifico bancario, da compilare in banca; il primo può essere riscosso da chiunque mentre il secondo richiede che il beneficiario abbia un conto corrente e che ve ne abbia comunicato il numero. Un altro metodo, sconsigliato dalle banche ma che io ho impiegato diverse volte per evitare code, è l'invio per posta di un assegno sbarrato e non trasferibile; non richiede nemmeno che il destinatario abbia un conto in banca e, a meno di interventi con scolorina, il denaro è incassabile solo dal beneficiario indicato. Tuttavia non avrete nessuna protezione se la lettera viene perduta. Meno sicuro di tutti è ovviamente l'invio di contanti, assolutamente da sconsigliare se non per cifre irrisorie ed ove sia davvero impossibile inviare invece un assegno. In ogni caso l'invio di valori (peraltro sconsigliato anche dall'amministrazione postale) NON va fatto tramite raccomandata, visto che a quanto pare in caso di furto postale le raccomandate sono le prime buste che i ladri controllano. La strada dell'invio di contanti può essere invece conveniente, sempre che si tratti di importi molto modesti, per registrare il programma di un autore straniero, specie se le banconote in questione vi sono avanzate dal viaggio dell'estate e riconvertirle in banca non vale quasi la pena. Il normale assegno, infatti, in questi casi non verrebbe accettato. Altrimenti è preferibile servirsi di un vaglia internazionale - 27 - oppure di un assegno speciale (da compilare in banca) incassabile presso una banca del Paese del beneficiario. Nel caso più comodo, quello più volte citato della carta di credito, è sufficiente compilare il modulo di registrazione generalmente contenuto nel pacchetto del programma shareware oppure, se mancante, scrivere una lettera o un fax sullo stile di questa: I hereby authorize Exis Inc. to charge the sum of CND$ 47 ($44 registration + $3 shipping) on my VISA card as payment for the shareware program "Telix". Card n. 1234 5678 9012 3456 valid from 06/92 to 05/93, cardholder Ugo Fantozzi, home phone number (+39 6) 123.45.67 (European time). Ovvero: Con la presente autorizzo la... ad addebitare la somma di... (... per la registrazione + ... per il trasporto) sulla mia carta di credito ... quale pagamento per il programma shareware "...". Carta n...., valida dal... al..., intestata a..., telefono... Questa lettera, da voi firmata, è valida a tutti gli effetti come ordine di pagamento per la società della vostra carta di credito; in caso di addebito di somme maggiori voi potrete esibire una copia della vostra lettera e rifiutarvi di pagare se l'altra parte non dimostra che il vostro ordine era diverso. Per inciso, questa è anche la procedura da seguire qualora intendiate acquistare all'estero un prodotto di cui avete visto la pubblicità su una rivista estera; se non si tratta di shareware, però, ove in realtà già possedete il programma per cui state pagando, avete generalmente interesse a farvi recapitare ciò che acquistate con la massima celerità possibile. Conviene dunque richiedere al venditore che si serva di un corriere espresso invece che della posta, anche se questo vi costerà un poco di più. Inviate un primo fax in cui spiegate con chiarezza il prodotto da voi desiderato e specificate che volete una quotazione del prezzo che comprenda anche il trasporto via corriere, l'eventuale sovrapprezzo per carta di credito e le spese doganali. Insomma, scrivete che non pagherete altro se non il prezzo di questo preventivo; scrivete anche che rifiuterete la merce se non vi arriva entro un certo numero di giorni, per esempio una settimana (questo deterrente è importante). Fatto questo aspettate il fax di risposta e poi (solo poi) inviate il vostro fax col modulo d'ordine firmato e dunque il numero della vostra carta di credito. Entro pochi giorni dovreste ricevere un pacco prepagato. Attenzione però che ci sia sempre qualcuno in casa, oppure dovrete andare a ritirare il pacco presso la sede del corriere, che ha la singolare proprietà geometrica di essere comunque lontana dalla vostra abitazione, ovunque abitiate. Se anticipate simili problemi, quando spedite l'ordine specificate anche che la consegna dovrà avvenire solo entro una certa fascia oraria, nella quale potete garantire la presenza di qualcuno in casa. E istruite il qualcuno ad accettare il pacco proveniente dal tale posto, precisando anche che non deve pagare nulla (una - 28 - persona coscienziosa e non avvertita potrebbe rifiutare il pacco sconosciuto: a me è successo...). 1.7. Collegamento diretto fra due individui Sebbene l'uso più comune di un modem preveda il collegamento di un individuo con una BBS (o di due BBS fra di loro nel caso dei trasferimenti automatici di posta in una rete), è anche possibile ed a volte utile realizzare un collegamento diretto fra due individui senza il tramite di una BBS, come ad esempio quando serve di spedire privatamente un file a qualcuno. E' anche possibile commutare più volte la trasmissione fra voce e dati nel corso della stessa chiamata. Come si è detto in precedenza, essendo il collegamento di tipo full duplex bisogna che i due modem trasmettano su canali diversi e per fare questo bisogna introdurre una asimmetria nella struttura logica del collegamento che permetta di differenziare i due modem. Nella fattispecie si identifica uno dei due modem come il chiamante ed uno come il chiamato. Questa designazione non influisce minimamente sul resto del collegamento se non per il fatto che permette di assegnare a ciascuno dei due modem uno dei due canali senza collisioni. Nel caso della chiamata a BBS è implicito che l'utente è il chiamante e la BBS è il chiamato. Nel caso di collegamento fra due utenti, invece, bisogna stabilirlo a priori e dare il corrispondente comando quando si passa la comunicazione ai modem. Un semplice ed inequivocabile criterio consiste nell'attribuire il ruolo di chiamante a colui che ha effettivamente eseguito la chiamata col telefono. Per evitare problemi può convenire, anche se non è strettamente necessario, utilizzare per la chiamata a voce un telefono inserito nell'apposita presa sul retro del modem piuttosto che il normale telefono di casa con una eventuale prolunga. Stabilita la connessione vocale si passa al collegamento dati dando l'opportuno comando al modem: entrambi gli utenti, dunque, prima di procedere ulteriormente, devono avere il modem acceso e collegato ed il programma di comunicazione già attivo. Il chiamante deve dare il comando Hayes "D", dial, lo stesso che serve per comporre il numero (però ovviamente senza numero visto che si è già in collegamento): egli digiterà dunque ATD (enter) e riaggancerà la cornetta, avendo così passato la comunicazione al modem. Dall'altra parte il chiamato, quando sente che il chiamante ha riagganciato la cornetta, dovrà dare il comando "A", answer, quello che genera il noto fischio, digitando dunque ATA (enter). Inutile dire che entrambi i programmi dovranno essere regolati sugli stessi parametri (8N1 ad esempio) e sulla stessa velocità, anche se in genere quasi tutti i modem eseguono l'adattamento di velocità dal lato del chiamato. Se tutto va bene comparirà la scritta CONNECT ad indicare l'aggancio della portante. A quel - 29 - punto si può digitare qualche carattere di prova (il classico "ciao, mi leggi?") ricordando però che, a meno di attivare la modalità chat o comunque l'eco locale, lo scrivente non vedrà ciò che scrive ma solo ciò che l'altro gli risponde. Una volta stabilito che il collegamento funziona si può passare al trasferimento di file secondo il protocollo preventivamente concordato, il quale auspicabilmente per voi sarà Zmodem anche in virtù della possibilità di crash recovery (v. pag. 21). Quando si desidera tornare alla comunicazione in voce il chiamante deve alzare la cornetta (dalla quale uscirà una stridentissima pernacchia) ed obbligare il proprio modem a riagganciare. I più tecnici ricorreranno alla sequenza di escape +++ seguita dal comando ATH, coloro che possiedono un modem con l'apposito tastino sul frontale agiranno su quello, gli altri potranno dare hangup col programma di comunicazione; tutti i metodi sono buoni, al limite anche spegnere il modem. Tuttavia continuerà la pernacchia del modem remoto, per cui dovrete urlare "Pronto! Pronto!" nella cornetta finché non avrete convinto il chiamato (che se vi sente è solo come flebile voce oltretombale dall'altoparlantino del modem, normalmente disattivato) a passare anch'egli la comunicazione al telefono, cosa che comunque egli farà spontaneamente non appena si renderà conto che il suo modem ha perso la portante. Bisogna fare attenzione al fatto che la procedura è asimmetrica e non può essere il chiamato a sollevare la cornetta per primo: se ciò avviene, infatti, il modem del chiamante perde la portante e riaggancia, facendo cadere la comunicazione. Se viceversa, come consigliato, è il chiamante a sollevare la cornetta, il modem del chiamato a sua volta perde la portante e riaggancia, ma la linea non cade perché il chiamante la tiene impegnata con il fatto che ha la cornetta sollevata. Il chiamato dunque, leggendo "NO CARRIER" sul proprio monitor, può alzare la cornetta ed entrare in contatto vocale col chiamante. Tutto ciò ovviamente tenendo presente che nulla vieta di ripetere la procedura ATD/ATA anche nell'ambito della stessa chiamata qualora fosse necessario un nuovo trasferimento dati. - 30 - 2. LA BBS 2.1. Aree file ed aree messaggi Da un punto di vista fisico, una BBS ("Bulletin Board System", all'incirca "sistema [elettronico] di bacheca porta-avvisi") è costituita da un computer non presidiato -- governato da un apposito programma - - che, attraverso un modem, risponde alle chiamate esterne (l'attribuzione del genere femminile alla parola "BBS" è argomento di fiero dibattito, visto che il termine inglese è ovviamente neutro e visto anche che il sostantivo principale è "sistema"; eppure, forse riferendosi acrobaticamente a "bacheca" o, magari, traducendo mentalmente BBS con "banca dati", molti, fra cui il sottoscritto, considerano il termine di genere femminile). Da un punto di vista funzionale, invece, la BBS è una sorta di banca per lo scambio di informazioni (da cui appunto la locuzione "banca dati", che però gli iniziati disdegnano): l'utente chiama la BBS e vi trova una grande varietà di aree tematiche, suddivise per sistema operativo e/o per argomento. In alcune aree si pratica lo scambio di file, in altre lo scambio di messaggi. Le aree file hanno un elenco che riporta, per ogni file presente, la lunghezza ed una breve descrizione. L'utente, in base all'elenco, stabilisce i file di proprio interesse e li scarica giù dalla BBS al proprio computer; questa operazione si chiama appunto "download". L'operazione inversa, "upload", è quella con cui l'utente carica dei file sulla BBS in modo che gli utenti che si collegheranno dopo di lui possano scaricarli. E' in genere attivo un meccanismo di "do ut des" secondo cui i download concessi ad un utente sono proporzionali agli upload che egli ha fatto; ad esempio, per ogni file spedito dall'utente egli ne potrà prelevare cinque dalla BBS (in questo caso si parla di "U/D ratio = 1:5", dove U e D stanno ovviamente per Upload e Download). Spesso si introduce anche il ratio in termini di kB, oltre che in termini di numero di file, e molte BBS impongono dei limiti per entrambi i ratio. E' rigorosamente vietato lo scambio di materiale commerciale: i file scambiati devono sempre essere di pubblico dominio (programmi sui quali l'autore mantiene il copyright ma per i quali egli autorizza la distribuzione e l'uso gratuiti) o shareware (v. pag. 25). Udita questa precisazione, i novizi si lasciano in genere prendere dal panico chiedendosi come faranno a placare il meccanismo dell'U/D ratio che, a lor giudizio, pretende un tributo esoso: in fondo essi non sono dei programmatori professionisti e, ben che vada, riusciranno a buttar giù un losco programmino in BASIC ogni tre - 31 - mesi; escludendo dunque tutti i giochini duplicati, cos'altro potranno inviare alla BBS per sdebitarsi? La preoccupazione è senz'altro fuori luogo. E' sufficiente iscriversi a due o tre BBS diverse (e per ottenerne i numeri basta prelevare al primo download l'onnipresente elenco aggiornato delle BBS del circondario - qui a Roma ottimamente curato da Francesco Safai, ormai divenuto un'istituzione) e scaricare sull'una ciò che si preleva dall'altra - ovviamente dopo aver controllato che il file non sia già presente sulla BBS di destinazione. "Ma non è un po' una truffa?", si chiede il novizio scrupoloso. Meno che mai. Trasferendo il file su una nuova BBS l'utente non fa che permettere ad un maggior numero di persone di beneficiarne, che è poi lo scopo ultimo di tutto il sistema. Nessuna BBS ha l'esclusiva dei propri file. Mettendo in circolo un file di pubblica utilità, magari eroicamente prelevato da chissà dove in interurbana, un utente si farà apprezzare nella propria BBS e godrà del suo piccolo attimo di notorietà, specialmente se l'elenco file riporta i nomi degli uploader ed il contatore dei download effettuati. Sono però le aree messaggi ciò che più di ogni altra cosa rende appassionante l'uso di un modem. Una persona lascia un messaggio in BBS raccontando la propria opinione o richiedendo aiuto circa un problema tecnico; richiama dopo un paio di giorni e... quale stupenda emozione nel vedere che sullo schermo appaiono le parole di altre persone sconosciute che hanno letto il messaggio e che rispondono, offrendo con simpatia i propri pareri o aiuti. Il momento iniziale del collegamento, in cui la BBS comunica gioiosamente "Ci sono messaggi in arrivo per te!" diventa presto l'attesa sorpresa serale, come il rituale controllo della cassetta delle lettere dopo il passaggio del postino. Le aree messaggi sono generalmente pubbliche e tematiche; molte di esse sono a sfondo tecnico (il computer che serve a parlare di computer), ma in fondo è naturale che sia così: se uno arriva ad avere un modem vuol dire di solito che la passione per il computer ce l'ha; e allora è proprio in una BBS che può incontrare quotidianamente tanti altri che condividono la sua stessa passione. Vi sono comunque, fortunatamente, anche aree dedicate ad argomenti che non hanno nulla a che vedere con il computer: fumetti, musica, barzellette, cucina, sport, politica, chiacchiere in genere e via dicendo. Il funzionamento di queste aree è semplice: un utente inserisce un messaggio e tutti coloro che si collegano dopo di lui possono leggerlo. A loro volta i successivi utenti possono rispondere al messaggio, eventualmente citandone alcuni brani per riprendere meglio il filo del discorso. L'area diventa dunque una successione di messaggi, generalmente costituita da diversi fili conduttori ("thread") che si intrecciano fra loro. Chiunque è libero di intervenire nella discussione aggiungendo il proprio parere, ovviamente nei limiti del Codice Morale (v. pag. 41) e di eventuali altre regole quali le policy di rete (v. pag. 52). Per le comunicazioni private fra utenti si fa invece uso di un'area speciale di "posta", in cui per l'appunto i - 32 - messaggi sono privati. I messaggi privati sono leggibili solo da mittente e destinatario, fatta eccezione per il sysop che può comunque leggere tutto. A questo proposito si rende necessaria una precisazione; è bene, infatti, conoscere le regole del gioco in anticipo. La posta elettronica della BBS non può essere considerata in tutto e per tutto equivalente alla posta cartacea e, per motivi di ordine tecnico, è necessario che ci sia un supervisore in grado di accedere per manutenzione a tutte le funzioni del sistema senza restrizioni; sarebbe molto sbagliato pensare al sysop come ad un "guardone" che non aspetta altro che leggere la vostra posta privata: potete star certi che egli ha senz'altro qualcosa di meglio da fare; d'altronde bisogna sapere che egli è il responsabile del sistema ed ha sia la possibilità tecnica che il diritto di leggere tutto ciò che transita sulla sua BBS. Nell'ambito della BBS, dunque, un messaggio privato non è un messaggio "segreto" ma piuttosto un messaggio "ad un utente specifico", nel senso che non si intende tediare altri utenti costringendoli a leggere un messaggio di interesse ristretto a due sole persone. Per i messaggi veramente segreti è meglio che i due si incontrino di persona o che comunque utilizzino un metodo che assicuri ufficialmente la riservatezza. Ovviamente le più elementari norme di correttezza fanno sì che il sysop sia moralmente tenuto a non leggere la posta dei propri utenti se non in caso di necessità tecniche (ad esempio per verificare la corretta ricezione dei messaggi da parte di un point (v. pag. 55) che aveva avuto problemi) e sempre segnalando all'utente di aver letto i messaggi in questione; tuttavia ritengo più semplice adottare il punto di vista che ho esposto, quello secondo cui la posta privata non garantisce affatto la riservatezza. Ciò elimina alla radice le occasioni di rimanerci male. Abbiamo introdotto la figura del sysop (da pronunciarsi [sisop] e non [saisop]), contrazione di "System Operator": come la parola indica, si tratta dell'operatore di sistema, ossia della persona che ha installato la BBS e che quotidianamente o quasi ne supervisiona il funzionamento, adoperandosi per far andare tutto nel migliore dei modi. Si tratta in genere del primo utente con cui i novizi corrispondono, colui che li guida fra gli inevitabili problemi iniziali di configurazione e che spiega loro come iniziare a muoversi nella BBS dopo aver loro aumentato il livello di accesso. Dietro le quinte, si tratta anche e soprattutto di colui che migliora continuamente la struttura del sistema, rendendola sempre più efficiente e piacevole da utilizzare; si tratta anche, spesso, di colui che maggiormente rifornisce di file la BBS. E' una persona molto aperta e disponibile (in caso contrario cessa l'attività nel giro di pochi mesi), a cui gli utenti possono rivolgersi con fiducia (sempre nei limiti del Codice Morale) certi di una risposta competente. La prima volta che si entra in chat (v. pag. 33) con il sysop è una bella soddisfazione: "Accidenti, ho avuto udienza in diretta!" Segue una piacevole chiacchierata. A volte il neo-utente cerca di entrare in chat con il sysop solo - 33 - per arruffianarselo e farsi aumentare di livello. Non funziona quasi mai: il sysop non è nato ieri e si accorge benissimo se lo si sta prendendo in giro. 2.2. Il chat La funzione di chat, ossia "chiacchierata", alla quale abbiamo accennato, consente a un utente di parlare in diretta con il sysop, con un altro utente o con un gruppo di altri utenti. In diretta significa che gli interlocutori sono connessi simultaneamente al sistema e che ciascuno di essi legge in tempo reale ciò che l'altro o gli altri scrivono, cosa che consente un rapido scambio di battute che invece, con i messaggi, si protrarrebbe per diversi giorni. In pratica il chat è l'equivalente della comunicazione orale. Può sembrare un po' un controsenso usare il telefono per comunicare in chat, visto che a voce si farebbe molto prima a dire le stesse cose; in effetti il chat offre però altre caratteristiche che a volte lo rendono preferibile. Ad esempio sarebbe scorretto telefonare continuamente al sysop, che ha diritto al proprio tempo libero, mentre non c'è nulla di male a chiedere il chat perché il meccanismo è tale che il chiamato è libero di non rispondere. Un altro esempio è quello del chat multiplo, in cui numerosi utenti magari distanti si danno appuntamento ad una certa ora per ritrovarsi a chiacchierare, come in una teleconferenza. Tutte le BBS offrono la possibilità di entrare in chat con il sysop ma, ovviamente, il chat con altri utenti è possibile solo sulle BBS che dispongono di almeno due linee telefoniche. Nel caso del chat con il sysop l'utente seleziona una opzione da uno dei menù e, sul computer remoto su cui gira la BBS, inizia a suonare un campanello di avviso che dura per circa mezzo minuto. Se il sysop passa da quelle parti ed ha un attimo disponibile egli può rispondere alla chiamata ed entrare nel chat. A quel punto l'utente ed il sysop hanno a disposizione uno stesso "foglio di carta" sul quale ciascuno, a turno, scrive. E' opportuno attivare una qualche forma di artigianale half duplex in modo da consentire a ciascuno di scrivere senza essere interrotto, visto che il cursore scrivente è comune alle due tastiere. Un metodo che ritengo pratico ed universalizzabile è quello di concludere il proprio periodo con un doppio enter, che realizzi non solo un a capo ma anche una riga bianca. In questo modo, oltre ad un chiaro segnale per "passare parola", si ha anche il vantaggio che le due "voci" della discussione sono chiaramente identificabili anche in una successiva rilettura del capture. I chat fra utenti, viceversa, e particolarmente quelli fra più di due persone, sono intrinsecamente più confusionari. Il metodo standard di funzionamento prevede che ciascuno scriva "per fatti propri" e che gli altri vedano il risultato solo dopo che lo scrivente ha completato una riga; la riga appare allora - 34 - simultaneamente sugli schermi di tutti i partecipanti al chat, preceduta dal nome di chi l'ha scritta. In questo modo, però, nessuno vede cosa stanno scrivendo gli altri e non si rende conto se essi siano momentaneamente inattivi oppure se stiano scrivendo. Sarebbe impraticabile, d'altronde, proporre di parlare uno alla volta poiché ciascun partecipante dovrebbe rimanere inattivo per diversi minuti in attesa del proprio turno. Si favorisce dunque un "parlare tutti insieme" estremamente confusionario, nel quale personalmente trovo a volte difficile raccapezzarmi. Però è molto divertente. Questa peculiare modalità di interazione ha ispirato alcuni a battezzare il chat multiplo con il nome di "CB emulator". Visto che ci siamo, accenno al fatto che quella appena vista è anche la modalità di funzionamento delle cosiddette messaggerie Videotel. Quando un utente desidera entrare in chat, egli consulta anzitutto l'elenco dei chat aperti: se ne trova almeno uno, può entrarci; altrimenti può egli stesso aprire una temporanea area di chat (le modalità variano a seconda del software di BBS) ed invitare gli altri utenti a raggiungerlo. Per fare questo egli deve richiedere l'elenco degli utenti collegati in quel momento e mandare un messaggio a coloro che intende invitare. Questi vedranno comparire sul loro monitor un messaggio di avviso ed avranno la possibilità di accettare l'invito entrando nel chat oppure di ignorarlo e proseguire con ciò che stavano facendo. Durante alcune operazioni, come l'editing di messaggi o il trasferimento di file, viene inibita la possibilità di ricevere inviti al chat per evitare di interferire con l'operazione in corso. 2.3. I bollettini In tutte le BBS si trova una funzionalità per la lettura dei cosiddetti bollettini. Essi costituiscono una speciale bacheca porta-avvisi, deputata ad accogliere brevi comunicati di servizio sul funzionamento della BBS, in cui il solo sysop è autorizzato alla scrittura. Tipici esempi di comunicati possono essere: "Ho attivato una seconda linea telefonica che risponde al numero 0987/654321; il modem è un 2400 MNP5"; "Vado in ferie nel seguente periodo e quindi non potrò abilitare i nuovi utenti fino al mio ritorno"; "Ho introdotto una nuova door con la quale si può giocare al salto della cavallina: fate la prova!"; - 35 - "E' stata chiusa l'area PIZZI E MERLETTI vista la scarsità di messaggi inseriti nell'ultimo decennio". A parte queste informazioni di servizio che sono un po' il telegiornale della BBS, sono in genere presenti anche dei bollettini a carattere più "permanente" (materiale di riferimento, se vogliamo) che dicono ad esempio quali sono le regole della BBS, quali sono i vari livelli di abilitazione, cosa spetta ad ogni utente ai vari livelli in termini di tempo giornaliero e ratio, qual è l'hardware su cui gira la BBS e via dicendo. Questi bollettini vanno scovati e letti immediatamente, per prima cosa, ogni volta che ci si collega ad una nuova BBS. Il sysop cerca infatti di redigere questi bollettini nel modo più chiaro ed esauriente possibile ed ovviamente si sente di aver fatto un lavoro inutile se i neo-utenti gli chiedono continuamente cose che egli ha inteso spiegare pubblicamente una volta per tutte. Purtroppo avviene spesso che i bollettini siano disposti in una posizione infelice: molti sistemi li propinano obbligatoriamente subito dopo il riconoscimento dell'utente, obbligando quest'ultimo a sorbirseli anche in tutti i collegamenti successivi, che egli lo voglia o meno; e siccome in genere i bollettini non vengono aggiornati con grande frequenza, questa "attenzione" è generalmente molto sgradita all'utente abituale il quale si trova davanti l'inutile bollettino delle sedicenti novità, già letto tante altre volte, ad ogni nuovo collegamento. Sarebbe molto più pratica una disposizione in cui i bollettini venissero mostrati automaticamente solo se essi hanno subito aggiornamenti dall'ultima volta in cui l'utente li ha letti. Ne ignoro il motivo ma sono purtroppo molto rari i sistemi che offrano questa potenzialità. Spendiamo qualche parola circa i "livelli di abilitazione" a cui si è accennato sopra. Come l'utente scoprirà leggendo appunto i bollettini con il regolamento della propria BBS, l'insieme degli utenti è partizionato in classi, ognuna delle quali gode di specifici privilegi. Le caratteristiche peculiari di ogni classe sono il tempo giornaliero disponibile, il tetto giornaliero di download, il ratio in file ed in kB, l'accesso ad eventuali aree riservate e, a volte, l'accesso a funzioni di manutenzione quali la possibilità di spostare, rinominare o cancellare file. Il livello più basso, se si prescinde da quello dei "reietti" (utenti dimostratisi scorretti ai quali è stato permanentemente vietato l'accesso), è quello che si ottiene di default quando ci si iscrive, con il quale in genere non si può fare file transfer visto che i dati immessi non sono stati ancora verificati. Dopo la verifica dei dati la prassi vuole che il sysop abiliti l'utente ad un livello superiore, quello degli utenti "normali", in cui sono abilitate tutte le funzioni standard. La promozione ai livelli superiori, quelli con maggior tempo di collegamento e ratio più favorevoli, può essere guadagnata sul campo con facilità posto che l'utente si affezioni alla propria BBS e contribuisca alla sua crescita; questo significa da una parte - 36 - contribuire con upload utili e dall'altra, soprattutto, partecipare attivamente alle aree di messaggistica. Gli utenti più appassionati possono addirittura raggiungere la carica di cosysop, con la quale si impegnano ad aiutare il sysop in alcune operazioni di manutenzione (ovviamente lavorando da remoto). Per meritare un aumento di livello non bisogna far altro che dimostrarsi utili e positivi; chi aspirasse segretamente alla carica di cosysop può cominciare prelevando il software di gestione della BBS (quasi sempre ne è disponibile una copia sulla BBS stessa, giacché in genere l'autore del software impone al sysop di rendere possibile il download del proprio prodotto) ed installandolo sul proprio computer, per meglio rendersi conto "dall'interno" del funzionamento e dei problemi di configurazione. Se l'entusiasmo persiste si può offrire al sysop la propria candidatura. Lo studio del manuale della BBS può inoltre essere utile anche ai normali utenti senza velleità di cosysoppato per comprendere appieno il funzionamento di quelle opzioni più complesse che risultano incomprensibili nell'help online. Un'altra informazione utile che alcuni sysop illuminati riportano nei propri bollettini è quella relativa alla tariffazione telefonica. Ad esempio tutti sanno che i numeri che iniziano con uno zero indicano una chiamata interurbana; non tutti sanno, però, che anche i numeri che iniziano con il 9 generano una chiamata interurbana (intersettoriale, per la precisione) se chiamati dal centro del distretto (cioè da un numero senza il 9 iniziale). La situazione ideale è che il sysop pubblichi un bollettino contenente il dettaglio delle tariffe telefoniche vigenti. Posso farlo io qui, ma nessuno sa in anticipo cosa aspettarsi dalla SIP (vedi il tristemente noto più-che-raddoppio di tariffe del luglio '91) e quindi c'è il rischio che queste informazioni siano già vecchie quando le leggerete. Speriamo di no, per un ovvio duplice motivo. Ad ogni modo, come conferma, consultate l'avantielenco o il retro della bolletta. Spesso trovate una comoda tabellina anche sul retro di alcune carte telefoniche: conservate la carta usata, completatela con i dati degli scatti ed incollatevela sul modem o, meglio, sul bordo del monitor dove probabilmente sarà più visibile. Esistono quattro fasce orarie che, dalla meno alla più costosa, sono: notturna, ridotta, ordinaria, ore di punta. Nei giorni lavorativi (lun-ven) queste fasce vanno, nell'ordine, dalle 22 alle 8; dalle 18:30 alle 22; dalle 8 alle 8:30 e dalle 13 alle 18:30 (la tariffa ordinaria si applica a due intervalli); dalle 8:30 alle 13. Il sabato si ha: ordinaria dalle 8 alle 13; ridotta dalle 13 alle 22; notturna dalle 22 alle 8. La domenica e festivi si ha: ridotta dalle 8 alle 22, notturna dalle 22 alle 8. Tutto questo è riassunto nella seguente tabella, che è una riproduzione di quella che trovate dietro alle tessere telefoniche. - 37 - 08:00 08:30 13:00 18:30 22:00 08:00 Lun-Ven: OOOOOOOOO PPPPPPPPP OOOOOOOOO RRRRRRRRR NNNNNNNN Sabato: OOOOOOOOOOOOOOOOOOO RRRRRRRRRRRRRRRRRRR NNNNNNNN Dom e fest: RRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR NNNNNNNN Questa suddivisione si applica sia alle telefonate TUT (urbane) che alle interurbane. Tranne casi che nella pratica dell'utente di modem sono relativamente rari (telefono di categoria A con meno di 240 scatti totali in bolletta), il costo del singolo scatto è fisso a 127 lire. Ciò che varia a seconda dell'orario e della distanza non è il costo degli scatti ma la loro frequenza, secondo la seguente tabella. Alla risposta si paga sempre uno scatto, dopodiché i successivi scatti si succedono al ritmo indicato. Le interurbane non settoriali pagano a seconda della distanza. ore punta ordinaria ridotta notturna TUT 4' 5' 6'40" 10' Settoriale 1'24" 2' 2'48" 4' fino a 15 km 35" 1'12" 1'36" 2'24" 15-30 km 24" 40" 52.5" 1'20" 30-60 km 15" 22.5" 35" 45" 60-120 km 12.5" 20" 32" 40" oltre 120 km 11.5" 18.5" 29.8" 37" Segnalo inoltre l'esistenza di appositi programmi che si agganciano al software di comunicazione e computano i costi di tutte le telefonate registrate nel log. Alcuni di essi sono scritti in Italia e tengono conto delle tariffazioni nostrane. 2.4. Le door Si indicano con questo nome dei programmi esterni alla BBS che possono però essere richiamati dall'interno di questa, durante il collegamento, in modo da offrire all'utente funzioni ausiliarie non originariamente previste nel programma di BBS. Tutti i programmi seri di BBS hanno la possibilità di - 38 - "agganciare" delle door, in modo da garantire l'espandibilità futura. La maggior parte delle door realizzano giochi online: ad esempio scacchi, sia contro il computer che contro un altro giocatore umano (il quale a sua volta inserirà le mosse nella door quando si collegherà), slot machine, giochi di ruolo multiutente e via dicendo. La varietà di giochi disponibili è abbastanza vasta e non è certo possibile compilarne qui un elenco esaustivo. La maggior parte di queste door richiede che l'utente imposti il proprio programma di comunicazione in emulazione ANSI, cosa che permette di attivare i colori e soprattutto il controllo della posizione del cursore. La regolazione di default è invece il terminale stupido (TTY, Teletype) in cui le scritte scorrono e non è possibile riposizionare il cursore su una riga precedente a quella corrente. Visto che siamo in argomento, accenniamo un attimo a vantaggi e svantaggi dell'emulazione ANSI. Il maggior pregio dell'ANSI è appunto la sua possibilità di muovere il cursore liberamente sullo schermo dell'utente, cosa che permette di effettuare rudimentali animazioni o applicazioni come l'editing di messaggi a tutto schermo. Il suo altro pregio, quello di attivare i colori, è generalmente di scarso valore se si tiene conto del fatto che le schermate di BBS sono in genere, chissà perché, delle pietose arlecchinate di scarsissimo gusto. Sembra infatti che chi disegna gli schermi si senta realizzato in misura proporzionale al numero di colori diversi e contrastanti che riesce ad utilizzare simultaneamente. Pochi si rendono conto del fatto che una bella schermata ha bisogno di una certa sobrietà visiva, dell'accostamento di tre o quattro colori al massimo (possibilmente intonati) e che non c'è nessun premio per chi usa contemporaneamente tutti i colori della palette. Un po' lo stesso problema che si verifica con il DTP, in cui pochi hanno la sobrietà ed il buon gusto di limitarsi a due o tre font per comporre una pubblicazione; eppure basterebbe guardare un qualunque libro a stampa per avere degli esempi di buon design. A parte questo sfogo polemico, i difetti dell'emulazione ANSI sono essenzialmente due: il primo è l'inefficienza, che rallenta enormemente il ridisegno delle schermate (è del tutto sconsigliato attivare l'ANSI a velocità inferiori a 2400 bps); il secondo è la possibilità di lasciar passare delle "bombe logiche". Questo secondo difetto, peraltro abbastanza remoto come possibilità pratica, nasce dal fatto che con opportune sequenze ANSI (peraltro documentate nel manuale del DOS, se a qualcuno interessasse) è possibile assegnare stringhe di proprio gradimento ai tasti della console DOS. Qualche furbo, nel passato, si è divertito ad assegnare come stringhe il comando di formattazione più la relativa conferma; se questa operazione venisse fatta in un testo che un utente malizioso riuscisse ad uploadare in BBS, e se la BBS riemettesse i codici ANSI contenuti nel testo, qualunque utente che dopo di lui leggesse quel testo si ritroverebbe, posto di avere l'ANSI attivo, con la tastiera riprogrammata in quel modo. La possibilità che una cosa - 39 - simile avvenga realmente è decisamente bassa (specialmente perché molti programmi di BBS evitano di trasmettere i codici ANSI se non sui banner immessi dal sysop) ma non nulla. Chi vuole stare al sicuro è avvertito. Tornando per un attimo alle door possiamo aggiungere che alcune di esse non offrono giochi ma particolari servizi addizionali che estendono le capacità della BBS: ad esempio si possono montare delle door che aggiungono la funzionalità di QWK (v. pag. 54) per la lettura offline dei messaggi, nel caso in cui la versione base del software di BBS non offra già questo servizio. Un altro possibile esempio è dato dalle door che aggiungono la funzionalità di "banca del tempo". Come si è detto, ogni utente ha a propria disposizione un certo numero di minuti di collegamento al giorno in funzione del proprio livello di privilegio. Può accadere che un utente, il quale per ipotesi disponga di 40 minuti al giorno, trovi in BBS un lungo file di 800 kB che, a 2400, necessiterebbe di quasi un'ora di trasferimento. In questo caso gli sarebbe impossibile prelevare il file perché la BBS non gli consentirebbe nemmeno di iniziare il download (vanificando dunque anche il tentativo di prelevare il file "a fette" facendo uso del crash recovery). Viene allora in soccorso il meccanismo di "banca del tempo", con il quale l'utente può depositare sul proprio conto corrente una parte dei minuti non utilizzati per poi rientrare in BBS il giorno dopo e, prelevando i minuti risparmiati, beneficiare in via eccezionale di un collegamento più lungo nel quale gli sarà possibile scaricare l'agognato file. Naturalmente esistono dei meccanismi di vincolo per cui non è consentito accumulare tempo sul conto oltre un certo limite, questo per evitare che poi un singolo utente rimanga collegato per tre ore di seguito facendo trovare la linea occupata a tutti gli altri chiamanti. 2.5. Il trauma del primo logon Non so se avverrà mai, ma può essere che alcuni leggano queste righe prima del loro primo collegamento su una BBS. A costoro vorrei dare alcuni consigli per aiutarli a superare senza timore quel piccolo trauma iniziale che tutti abbiamo subìto quando ci siamo iscritti per la prima volta. Supponiamo che io chiami una BBS che non conosco, anzi proprio la prima della mia vita: ne inserisco il numero nella "agendina" del mio programma di comunicazione, regolo i vari parametri di comunicazione e infine dò il comando di connessione. Il modem fa il numero, che supponiamo libero, e dopo una breve pernacchia multitonale compare la rassicurante scritta "CONNECT 2400" indicante la velocità dell'avvenuta connessione col modem remoto. Nel giro di pochi secondi la BBS dall'altra parte del filo inizia a spedire i caratteri della sua schermata di - 40 - presentazione e compare un prompt che mi chiede di inserire il mio nome e cognome, veritieri per favore. Accidenti, primo dubbio. Che mi succederà se metto il mio nome vero? Sicuramente mi schedano fra gli utenti; e poi? Io non so nulla di chi siano i gestori di questa BBS, potrebbero anche farmi un sacco di brutti scherzi... Ohiohiohi... Con molta insicurezza digito il mio nome e batto enter. Il sistema risponde: Questo nome non fa parte dell'elenco utenti; se sei un nuovo utente rispondi Y, altrimenti rispondi N e digita nuovamente il tuo nome. Confermi? (Y/N) Chiaro, sono io, sì, va bene. Confermo. A questo punto mi si chiede una password, con mille raccomandazioni sul fatto che non devo scegliere qualcosa di indovinabile né una password che uso su un altro sistema. Va bene, faccio una password che solo io potrei ricostruire: le iniziali dei titoli dei primi otto volumi della collana di gialli humor-sexy "Sanantonio" che ho lì in bell'ordine sullo scaffale. La digito. Poi me la richiedono per conferma e la ridigito una seconda volta. Uffa, ma quand'è che si arriva a vedere il fatidico elenco dei file? Non ora, a quanto pare. Inizia un interrogatorio di terzo grado. "Dimmi nuovamente il nome e cognome, VERI stavolta." Ehi, calma, era solo un soprannome, non te la prendere... "Adesso inserisci il telefono da cui stai chiamando." Inserisco. "Adesso il tipo di modem e di computer con cui chiami." Inserisco. Uffa, questa storia delle BBS inizia a piacermi sempre di meno. Mi sento a disagio. Ma non doveva essere tutto tanto amichevole? "Adesso inserisci il tuo indirizzo di casa." E perché? E che cosa gli importa di sapere il mio indirizzo? Non è che lo fanno per sapere chi ha un computer buono e poi andarglielo a rubare? No, basta, non m'importa niente. Io non rispondo. Spengo il modem, facendo cadere la linea, e mi sento arrabbiato, sconsolato e preso in giro. Magari domani il modem lo rivendo. Questo scenario, per quanto si tratti di una evidente caricatura, non è poi troppo lontano dalla situazione del neo- utente, almeno per quanto riguarda gli aspetti psicologici. Cerchiamo allora di smitizzare questo rituale dell'interrogatorio. Anzitutto bisogna convincersi che la BBS che si sta chiamando è gestita da persone per bene e non da farabutti e questo, finché si è ancora diffidenti, si può ottenere scegliendo una BBS sulla quale sia già presente un nostro conoscente; meglio ancora se questi conosce personalmente il sysop e ce lo può presentare. Posta questa fondamentale premessa di fiducia, sapendo quindi che nessuno ci verrà a rubare in casa perché abbiamo lasciato il nostro nome ed indirizzo, vediamo qual è la vera utilità dell'interrogatorio. Si tratta essenzialmente di una misura protettiva, nei confronti anzitutto di noi stessi. Il fatto di identificare chiaramente ed affidabilmente tutti gli utenti permette di evitare che qualcuno si spacci per qualcun altro (magari per - 41 - noi), rubandoci tempo di collegamento, leggendo la nostra posta o inserendo messaggi offensivi a nome nostro. Difatti, per evitare questo, il sysop in genere non si limita a confrontare la veridicità dei dati con un riscontro sull'elenco telefonico ma effettua una chiamata di prova al numero da voi fornito, per accertarsi che effettivamente ci sia qualcuno con quel nome che ha personalmente chiesto l'abilitazione al sistema. In alcuni casi, per ancora maggior sicurezza, il sysop concede l'abilitazione solo dopo la spedizione di una fotocopia di documento. Tutto ciò, ripeto, va visto come una misura cautelativa che protegge gli utenti onesti, e dunque noi stessi, dagli abusi dei buontemponi e dei malintenzionati. C'è poco da rubare nel mondo delle BBS, specialmente in quelle gratuite, ma purtroppo esistono sempre dei pessimi elementi che credono, rubando, di essere più furbi degli altri. Il sysop, con queste operazioni di interrogatorio e verifica dei dati, non fa altro che svolgere il noioso ma utilissimo compito di filtrarli e lasciarli fuori, per evitare che essi rompano le scatole a chi si collega con le migliori intenzioni. Come ho detto c'è ben poco da rubare, specialmente sui sistemi di cui stiamo parlando in cui l'accesso non si paga, ma potrebbero esserci atti di vandalismo (cancellazione dell'intera base messaggi) o altre violazioni che, per quanto irrilevanti sul piano economico, sarebbero comunque molto sgradite da tutti gli utenti legittimi, sul piano etico e su quello psicologico. Ovviamente va anche ribadito il fatto che il sysop ha il dovere, morale se non giuridico, di considerare i nostri dati anagrafici come riservati; egli quindi non potrà in alcun modo utilizzare questo elenco per altri scopi che non la verifica di cui sopra. In particolare, e senza voler essere esaustivi, è vietato al sysop vendere l'elenco utenti a società di computer che vogliano acquisire una mailing list ed è vietato rendere accessibili agli altri utenti i dati privati dei singoli. Violazioni a questo diritto di privacy sono denunciabili nell'ambito della comunità telematica, che provvederà ad ostracizzare il sysop scorretto. Casi del genere appartengono però, fortunatamente, più alle ipotesi che alla realtà. 2.6. Il "Codice Morale" del mondo del modem Un Codice Morale non scritto regola l'uso dei servizi telematici amatoriali. Fondamentalmente basato sul buon senso e sul rispetto reciproco, esso detta cosa è "in" e cosa è "out" nella comunità delle BBS. Cercherò di riportarne qui di seguito i principi essenziali. Il primo e fondamentale principio da tener presente è questo: "lo facciamo perché ci va". Strano a dirsi, tutto è gratis. - 42 - Nessuno vi chiederà una quota associativa per essere utenti della BBS (se lo fa è "out", non è veramente parte del giro). Tutt'al più qualcuno potrà chiedere una donazione non obbligatoria per contribuire all'attivazione di un servizio speciale come ad esempio l'apertura di una linea supplementare. Ma anche questo è molto raro: è molto più frequente, in questi casi, che il sysop scelga di appoggiarsi ad uno sponsor senza gravare economicamente sugli utenti. Chi fa il sysop lo fa per passione (attenzione: passione, non volontariato; è molto diverso). Le uniche cose che pagherete, da utenti, saranno le vostre bollette alla SIP per il tempo che siete stati collegati. Quando vi collegherete, sarà perché dall'altra parte del filo qualcuno ha dedicato un computer (con un enorme hard disk), un modem (quasi certamente del tipo veloce) ed una linea telefonica (se non più d'una) a stare per 24 ore al giorno in attesa delle chiamate di sconosciuti appassionati. Quando persone che non conoscete risponderanno ai vostri messaggi e vi trarranno d'impaccio circa quel problema tecnico che da soli non riuscivate a risolvere, sarà perché tanti altri utenti, leggendo il vostro messaggio, hanno dedicato volentieri dieci minuti del loro tempo a trovare una soluzione buona per voi. Quando troverete in BBS quel famoso programma shareware appena uscito che non eravate riusciti a reperire presso nessuno dei vostri conoscenti sarà perché qualcun altro, prima di voi, ha usato il proprio tempo di collegamento per fare un upload oltre che un download. Siete entrati anche voi nell'universo telematico, ora siete anche voi dei nostri. Ricordatelo: lo facciamo perché ci va. Se vi serve una mano ci sarà di sicuro qualcuno pronto a darvela; fra qualche mese, poi, sarete voi a dare una mano a qualcun altro. Non per obbligo: perché vi andrà. E sarete fieri di farlo, orgogliosi di essere diventati a vostra volta dei veterani. Aggiungendo al principio precedente un minimo di buon senso e di rispetto per l'altrui operato si ottiene un secondo principio generale: l'invito a non considerare nulla come dovuto. In genere nella BBS tutto funziona perfettamente, anche se magari non al primo colpo. Tuttavia è inevitabile che, di tanto in tanto, vi siano dei problemi: un sistema "muore" temporaneamente, alcuni messaggi vanno perduti o arrivano in ritardo, una opzione di un sottomenù non fa ciò che dovrebbe e così via. In questi casi è vietato lamentarsi e sbattere i piedi. Nessuno ne ha colpa, tanto meno il sysop che anzi spende in genere almeno un'ora al giorno per far andare tutto come dovrebbe. "Vietato