OLTRE INTERNET - LA TELEMATICA EQUA E SOLIDALE (C) 1996 CARLO GUBITOSA (C) 1996 PEACELINK COMPUTER NETWORK (C) 1996 FEDERICO CERATTI EDITORE (C) 1996 EDIZIONI MISSIONARIE ITALIANE E' possibile diffondere questo testo esclusivamente in forma elettronica, anche se e' preferibile l'acquisto della versione cartacea per vari motivi: 1) leggere troppo al computer fa male agli occhi 2) i soldi che mi spettano per questo libro andranno in africa 3) il libro costa solo 15000 lire 4) se nessuno compra libri nessuno li scrive 5) il libro resta, l'hard disk si formatta 1 INTRODUZIONE 1.1 Perche' un altro libro sulla telematica 1.2 Prospettive 2 CHE COS'E' LA TELEMATICA 2.1 Cosa si puo' fare con una rete di computer 2.2 La comunicazione molti-a-molti e il ribaltamento dei flussi informativi 3 LE RETI : INTERNET E I BBS 3.1 Il modem e i programmi di comunicazione 3.2 BBS e tecnologie "povere". Telematica Di Base. 3.3 InterNet : strumenti di lavoro. 4 TELEMATICA : STORIA, GEOGRAFIA, POLITICA. 4.1 Storia contemporanea delle comunicazioni via computer 4.2 Geografia : uno sguardo su nuove poverta' 4.3 Politica nel cyberspazio : la rete siamo noi 5 SVILUPPO SOSTENIBILE DELLE TELECOMUNICAZIONI 5.1 Il valore dell'informazione 5.2 Le "autostrade elettroniche" e il sud del mondo 6 AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI 6.1 L'informazione del III millennio 6.2 Cyberspazio : leggere attentamente le avvertenze 6.3 Gli inganni del mercato 7 IL RUOLO DEI CONSUMATORI 7.1 Cos'e' il consumo etico 7.2 Il commercio equo e solidale 7.3 I marchi di qualita' : Transfair e Max Havelaar 7.4 La Banca Etica 8 VIAGGIO NELLA TELEMATICA SOLIDALE : reti, progetti, iniziative ... 8.1 Premessa 8.2 PeaceLink 8.2.1 La storia 8.3 AfricaNews 8.4 La cooperativa Pangea 8.5 Ctm - Cooperazione Terzo Mondo 8.6 Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo 8.7 Associazione Mosaico 8.8 APC & GreenNet 8.9 RINAF 8.10 Conclusioni 9 AGENDA TELEMATICA 9.1 I BBS PeaceLink 9.2 Associazioni in rete 9.3 Boicottaggi 9.4 Consumo Critico - Commercio Equo 9.5 APC 9.6 Efta-Ifat 9.7 ??? 10 BIBLIOGRAFIA 11 DIZIONARIO 12 RINGRAZIAMENTI 13 COSE DA FARE ... 1 PREFAZIONE 1 INTRODUZIONE 1.1 Perche' un altro libro sulla telematica Signore, la tua Parola ci illumina e ci mostra la realta' profonda delle cose. Signore, la tua Parola e' una lampada sul nostro cammino. Cio' che appare splendente la tua Parola ce lo rivela opaco. Cio' che sembra povero e brutto ce lo rivela stupendo e avventuroso. Signore, in questo mondo che gli uomini creano ogni giorno con Te c'e' genio, fantasia, bellezza, creativita', impegno. Signore, sto pensando ai mass-media : televisione, cinema, radio, computer ... quante doti, quanta capacita', quanto ingegno richiedono ! Pero' questi tuoi doni sono spesso utilizzati per prendere, non per dare; per farsi servire, non per servire; per affannarsi, non per essere fiduciosi; per pochi, non per tutti i tuoi figli. Signore, donaci genio e fantasia, gusto dell'avventura e del bello. Non per avere di piu', ma per essere di piu'. La tecnologia non e' mai neutra, ma porta sempre con se' delle fortissime conseguenze politiche e sociali. Non e' ancora chiaro quali saranno le conseguenze della cosiddetta "rivoluzione telematica", da molti paragonata all'invenzione della macchina da stampa. Io faccio parte di un movimento telematico composto da persone che si augurano che le opportunita' offerte da queste nuove tecnologie siano utilizzate per colmare l'abisso secolare di sfruttamento e colonizzazione che ci separa dai paesi del terzo e quarto mondo. Questo movimento e' composto da pacifisti, ecologi e cooperanti sparsi in ogni parte del mondo che grazie alla telematica stanno cominciando ad incontrarsi, a scoprirsi, e quel che piu' conta a coordinarsi. "Conoscere e' cambiare" mi ripetevano i capi scout dopo ogni nuova esperienza, e le comunicazioni telematiche danno proprio la possibilita' di conoscere realta' ingiuste, spesso nascoste per indifferenza o interesse, e di poterle cambiare in meglio. E' proprio da questa speranza che nasce un nuovo libro che parla di telematica, per dare un contenuto umano e solidale alla forma elettronica delle trasmissioni tra computer. Un libro che si affianca alle decine di volumi gia' pubblicati su questo argomento per parlare non di come, ma del perche' fare telematica, con l'augurio di diventare uno strumento utile per tutti gli operatori di pace che vogliono sfruttare questa nuova opportunita' di gettare un ponte tra noi e il sud del mondo. 1.2 Prospettive Non ci sara' progresso se non sara' di tutti e per tutti. Olivier Turquet "Autobomba via InterNet - scatta l'allarme per i cyberterroristi" (Repubblica 28/5/95) "Distruggiamo il mondo via computer" (Corsera 6/3/95) "Un brivido via InterNet su una casella elettronica" (Corriere Del Giorno 3/10/95). Questa e' la telematica presentata dai media con tanta disinformazione e sensazionalismo, descritta come un covo di pirati informatici, terroristi e "smanettoni" alla ricerca di programmi. Come sempre, la realta' delle cose e' molto diversa da quella che ci viene presentata da stampa e televisione. Dire che le reti telematiche sono il regno dei pirati e' come dire che il telefono e' il regno delle casalinghe pettegole, ma il fascino esotico e avventuriero che suscita l'articolo a 6 colonne sulle nuove mirabolanti imprese dei sedicenti "cyber-terroristi" e' indubbiamente una buona carta da giocare per i nostri quotidiani cosi' in crisi. Se il danno si limitasse alla disinformazione, si potrebbe anche chiudere un occhio, ma la cosa grave e' che questo atteggiamento culturale nei confronti di chi usa il computer per comunicare e' stato tra le cause della operazione di polizia informatica piu' grande della storia, avvenuta in Italia nel 1994, che ha travolto nella furia dell'ignoranza e del sospetto persone che avrebbero dovuto essere elogiate dallo stato per il loro impegno umanitario, anziche' diventare oggetto di sequestri del tutto inutili (basta fare una copia dei dati contenuti nella memoria del computer per tutti gli accertamenti necessari) a cui fanno puntualmente seguito procedimenti penali interminabili e logoranti. Le reti telematiche sono solo un supporto, cosi' come le linee telefoniche. I contenuti all'interno di questo supporto sono determinati dalle persone che vivono e comunicano sulle reti, ormai utilizzate largamente anche da ambientalisti, missionari, pacifisti, insegnanti, educatori, giornalisti, studenti, e tante altre persone che hanno scoperto un modo nuovo, orizzontale e bidirezionale di scambiare informazioni per essere piu' incisivi nelle loro attivita'. In uno dei miei pirmi "vagabondaggi" all'interno delle reti telematiche alla ricerca di giochi elettronici, mi sono imbattuto in un file di testo dall'apparenza abbastanza umile, intitolato SFRUTPVS.TXT . Ho cominciato a leggere : "... fin dall'inizio della colonizzazione, i padroni del Nord hanno usato il Sud come una terra da saccheggiare ed ancora oggi lo fanno con la complicita' dei governi e delle elites locali. (...) Noi speriamo che altri vorranno unirsi a noi per costruire tutti insieme un'alleanza fra lavoratori del Sud e consumatori del Nord, in modo da permettere a loro di vivere meglio, e a noi di consumare con la coscienza a posto. Il nostro indirizzo E' Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Via della Barra 32, 56019 VECCHIANO (Pisa)." Dopo aver letto questo testo sono rimasto agghiacciato. Ma come, c'e' gente che muore a causa di quello che compro e che mangio e finora nessuno mi aveva detto niente ? Per conoscere la verita' era stato necessario acquistare un modem per incontrare casualmente su una rete telematica questo file arrivato chissa' come dalla toscana alla lombardia. Subito mi e' balzata alla mente tutta la potenza "piratesca" insita in questi strumenti : se una sola persona, utilizzando una banca dati telematica, aveva potuto rendere disponibili a centinaia di persone informazioni "scomode", che non venivano riportate in nessun altro luogo ufficiale dell'informazione, che cosa sarebbero diventati questi strumenti in mano a tutta la societa' civile anziche' essere utilizzati da una ristretta schiera di appassionati ? Per realizzare questa utopia e' pero' necessario uno sforzo da parte di tutti per vivere questa "rivoluzione tecnologica" da protagonisti e non da spettatori passivi. E' urgente appropriarsi delle nuove tecnologie di comunicazione e conoscerle a fondo per poterle valutare, criticare e per smettere di assecondare inconsapevolmente gli interessi delle multinazionali o dei partiti politici iniziando a pensare a noi, agli interessi della gente, che non possono prescindere dai diritti di chi comincia a bussare alla nostra porta a causa del nostro sfruttamento. Inizialmente la telematica e' stata uno spazio di liberta' dove i limiti nei contenuti erano dettati solo dalla fantasia e dall'impegno di chi si preoccupava di inserire informazioni in rete, mentre adesso questa ricchezza corre il rischio di essere fortemente compromessa dalla spinta congiunta del mercato, che ha iniziato a fiutare il business telematico, e della politica, che giudica con apprensione l'attivismo telematico come una "bomba sociale" pronta ad esplodere in qualsiasi momento per scardinare in un attimo equilibri di potere e capacita' di controllo sulle masse conquistati con fatica. Sta a noi maturare, prima che sia troppo tardi, degli anticorpi culturali per far valere appieno il nostro diritto di comunicare e di associarci liberamente anche all'interno di reti telematiche. Senza rincorrere immagini orwelliane, il rischio che corriamo rimanendo a guardare alla finestra e' quello che lo strumento telematico venga addomesticato, reso difficile da usare e che il diritto di trasmettere informazioni venga riconosciuto solo a pochi. pensiamo per un attimo a quello che e' successo al settore del radiantismo. Comunicare e parlare via radio non e' ne' difficile ne' molto costoso, ma di fatto la situazione legislativa e burocratica hanno trasformato i radioamatori in una specie di "setta segreta" alla quale si puo' accedere solo dopo un esame, che non e' alla portata di tutti. L'equivalente automobilistico di queste pastoie burocratiche sarebbe pretendere che tutti quelli che vogliono guidare l'automobile siano in grado di smontare e rimontare da soli il motore della loro macchina. Tecnicamente le comunicazioni radio potrebbero avvenire su un piano paritario, e ogni persona potrebbe parlare oltre che ascoltare, diventando al contempo produttore e consumatore di informazioni, ma di fatto un insieme di situazioni fa si' che ad utilizzare questa possibilita' sia un numero ristretto di persone. Per la telematica il discorso e' molto simile. Un sistema orizzontale di condivisione delle informazioni puo' essere verticalizzato e messo al guinzaglio se non si mettono per tempo dei paletti su alcuni diritti fondamentali, ma per far questo c'e' bisogno della massima consapevolezza, attenzione e informazione da parte di tutti. Siamo dei pionieri di questa nuova era delle comunicazioni globali, e non possiamo permetterci di farci stordire dai gadget multimediali o dai giochini elettronici, dobbiamo agire responsabilmente, per diventare davvero i protagonisti delle telecomunicazioni e non solo degli esemplari d'allevamento da mandare in pasto a chi ha saputo sfruttare questa nuova domanda di risorse telematiche. Dobbiamo diventare dei veri cacciatori di informazioni, autoprodurre i nostri giornali, recuperando qua e la' le informazioni che ci sembrano piu' vere, e muoverci nella giungla del cosidetto "cyberspazio" con la stessa abilita' con la quale Tarzan si muove tra le liane. Un utilizzo responsabile e informato della telematica e' anche un dovere etico verso le generazioni future, per fare in modo che sui loro computer i nostri figli non siano costretti a scartare i pochi messaggi buoni dalle decine di messaggi insulsi e dalle centinaia di messaggi pubblicitari, cosa che siamo costretti a fare noi oggi guardando la televisione. Quando ci troveremo davanti il conto da pagare per il nostro sfruttamento ottuso ed egoista dell'ambiente e delle persone non potremo piu' dire "io non sapevo ...", perche' oggi abbiamo in mano gli strumenti piu' potenti che siano mai stati inventati nel corso della storia per conoscere davvero come stanno le cose. Nell'era dell'informazione elettronica i minculpop e i soviet non hanno piu' modo di arginare i segnali d'allarme provenienti dal sud del mondo che iniziano a invadere i nostri computer. Non possiamo piu' ignorare che conseguenze ha l'acquisto di mobili in legno tropicale, non possiamo piu' disinteressarci della provenienza delle nostre spezie, del nostro caffe', del nostro te', del nostro cioccolato, delle nostre scarpe da ginnastica. Non ci sono piu' scuse. La telematica puo' farci diventare primi attori nell'informazione, nell'azione politica concreta, nel consumo responsabile. Sta a noi non diventare delle semplici comparse. 2 CHE COS'E' LA TELEMATICA 2.1 Cosa si puo' fare con una rete di computer Il Personal Computer nasce quasi come hobby e giocattolo, ma insieme anche come sogno di liberta' individuale. Franco Carlini Un computer (calcolatore elettronico) e' un apparecchio che permette di inserire al suo interno informazioni di vario genere, che possono essere manipolate e gestite, ad esempio per fare dei conti matematici o per scrivere dei testi. All'apparenza si presenta come una televisione (il monitor) alla quale e' stata attaccata una macchina da scrivere (la tastiera). I modi di inserire le informazioni all'interno del computer sono i piu' vari. I dati che a noi interessano possono essere memorizzati su supporti fatti di materiale magnetico (sono i famosi hard disk e floppy disk), su dischi ottici ( i cd-rom) o possono essere inseriti direttamente da noi attraverso la tastiera. La cosiddetta "memoria" del computer non ha nulla a che fare con la nostra capacita' di ricordare, ma e' una misura della quantita' di informazioni che possono essere contenute all' interno di un dispositivo per immagazzinare dati. Una "rete" telematica e' un sistema che fa uso delle TELEcomunicazioni per mezzo di strumenti dell' inforMATICA, vale a dire un insieme di calcolatori collegati tra loro per mezzo di cavi, linee telefoniche o ponti radio. I calcolatori che fanno parte di questi collegamenti sono detti "nodi" della rete, e vengono messi in grado di condividere delle informazioni tra loro, secondo regole e modalita' prefissate. I computer che possono essere "connessi in rete" possono essere di qualunque tipo : anche un semplice 8088 (un computer molto vecchio e poco potente) puo' essere utilizzato come un nodo di una rete telematica, mentre i grossi centri di ricerca e le universita' utilizzano computer molto grandi, potenti e costosi. I collegamenti possono essere tra i piu' vari : linee telefoniche "dedicate" affittate appositamente per connessioni attive 24 ore su 24, collegamenti radio, collegamenti telefonici "commutati" che mettono in contatto temporaneo tra loro due calcolatori con una telefonata. La scelta della tecnologia utilizzata non e' mai priva di implicazioni. Se decido di basare una rete mondiale su dei collegamenti telefonici dedicati, come e' accaduto per internet, vengono penalizzati tutti i paesi come l'Africa, in cui le infrastrutture telefoniche poco capillari e spesso fatiscenti rendono molto difficile la rincorsa a questo standard. C'e' chi vede in questo una nuova opportunita' di lavoro e di sostentamento per la gente del sud del mondo, ma di fatto all'interno di tutti i grandi progetti per l'arricchimento delle infrastrutture telefoniche nei PVS la manodopera locale corre il rischio di essere impiegata per lavori poco remunerativi e non specializzati, lasciando il resto alle grosse ditte dei paesi industrializzati che sono le sole ad avere le competenze tecniche e i mezzi materiali per la progettazione e la gestione delle reti. In pratica la manodopera locale si limiterebbe alla posa materiale dei cavi, che una volta interrati possono rimanere fermi per molto tempo, mentre anno per anno gli introiti relativi alla gestione operativa delle reti finirebbero in tasca all'impresa appaltatrice della rete telefonica, i cui ingegneri e tecnici sarebbero con buona probabilita' "importati" dalla tecnocrazia dei paesi industrializzati. E' evidente che il problema delle telecomunicazioni nei paesi in via di sviluppo non puo' essere posto in termini di allineamento agli standard e alla capacita' delle reti telefoniche del nord, ma facendo funzionare al meglio quello che c'e' gia' e coinvolgendo le popolazioni locali nell'ampliamento (necessariamente graduale) delle infrastrutture telefoniche e nella nascita di reti telematiche "sostenibili", che fanno uso di strumenti economici ed efficienti. Il limite tecnologico dovuto alla precarieta' dei collegamenti telefonici e' stato aggirato in vari modi dalle reti di computer del sud del mondo, ad esempio mettendo in comunicazione i calcolatori via radio e facendo uso di tecniche telematiche che richiedono minori risorse. Ma questo lo vedremo piu' avanti, quando parleremo di come la tecnologia utilizzata dalle reti di "telematica di base" abbia permesso una diffusione capillare di collegamenti tra computer, anche in paesi con grande carenza di mezzi e infrastrutture. Iniziamo a vedere cosa si puo' fare all'interno di una rete di computer. LA POSTA ELETTRONICA La posta elettronica, detta anche e-mail (electronic mail), e' lo strumento telematico che e' stato utilizzato per primo : consiste nell'inserimento, tramite la tastiera di un computer collegato ad una rete telematica, di un testo da inviare ad un'altra persona . Cosi' come per la tradizionale posta cartacea, anche la posta elettronica ha un'intestazione nella quale compaiono i dati relativi al mittente e al destinatario. Il computer che si incarica dell'inoltro della posta elettronica provvede a interpretare correttamente l'indirizzo del destinatario, e fa in modo che la "lettera" venga instradata all'interno della rete attraverso vari computer intermedi, fino a raggiungere la memoria del calcolatore a cui e' stato indirizzato il messaggio, che potra' cosi' essere comodamente visualizzato, stampato, memorizzato e duplicato all'infinito dal ricevente. Ogni rete ha un diverso "formato" per gli indirizzi, cioe' un diverso modo di indicare a chi deve essere inoltrato il messaggio che abbiamo intenzione di spedire. Esistono vari "gateway" (porte di intercomunicazione) che permettono ad utenti di reti diverse di scambiare posta elettronica tra loro convertendo l'indirizzo dell'altra rete in un indirizzo equivalente scritto nel "linguaggio" utilizzato dalla propria rete per gli indirizzi. Ad esempio sulla rete InterNet gli indirizzi sono del tipo nomeutente@computer , dove l'informazione a destra della chiocciolina serve ad individuare il computer a cui inoltrare il messaggio, e poiche' ad un stesso computer presente su internet possono accedere svariati utenti,la parte a sinistra della "chiocciolina sta ad indicare la persona a cui vogliamo indirizzare il nostro messaggio di e-mail. A titolo di esempio, il mio indirizzo InterNet e' c.gubitosa@peacelink.it, dove c.gubitosa e' il mio identificativo di utente, mentre peacelink.it e' il computer della rete PeaceLink che si occupa di ricevere la posta da internet. La rete FidoNet, invece, adotta un modo diverso per indicare gli indirizzi. Per esempio, il mio indirizzo FidoNet e' 2:331/301.53 dove il 2 indica l'europa, 331 l'Italia centro-nord, 301 il computer a cui mi collego telefonicamente per prelevare la mia posta elettronica, e il numero 53 indica me. Se qualcuno vuole mandarmi posta da InterNet attraverso il gateway tra FidoNet e InterNet, deve semplicemente convertire il mio indirizzo FidoNet in un equivalente indirizzo InterNet, che in questo caso e' Carlo.Gubitosa@p53.f301.n331.z2.fidonet.org Ecco un esempio di un messaggio di posta elettronica. Questo messaggio proviene da internet ed e' composto da una intestazione piu' o meno lunga, detta header, e dal testo vero e proprio. To: gubi@bbs2000.sublink.org Cc: denegri@dfki.uni-sb.de Subject: e' arrivata... From: Chiara Denegri Message-ID: <199504181159.NAA00672@ws-212.dfki.uni-sb.de> Date: Tue, 18 Apr 1995 13:59:44 +0200 Organization: Universitaet des Saarlandes Ciao Carlo, la tua e-mail e' arrivata. L'indirizzo giusto e': denegri@dfki.uni-sb.de Comunque se ti trovi meglio me le puoi mandare direttamente a Milano al chiara@kaemart.itia.mi.cnr.it perche' vengono redirette qui automaticamente. Ti ringrazio per aver messo a disposizione il tuo potente mezzo (il 286): sarai prontamente ripagato con una formidabile cena! Per quanto riguarda le tue domande mi dispiace ma non so risponderti. Non ho letto nulla ne' dell'una ne' dell'altra cosa. Provero' ad informarmi e se trovo qualcosa te lo portero'... Ringrazia Emi. Per curiosita' quanto e' stata lontano dall'Italia per acquisire tutti questi francesismi? Marco ora ha l'indirizzo di posta elettronica oppure non ancora? Puo' darsi che anche Attilio prenda un modem e si abboni ad una bbs. Del resto se non lo fa ora... mi sembra l'occasione giusta! Che ne pensi? Se trovi qualche indirizzo internet interessante mandamelo... io sono sempre a caccia! Come e' andata la Pasqua? Tutto OK? Sei stato da qualche parte? Qui niente di nuovo. A Pasqua e' venuto su Attilio, mia sorella ed il suo moroso e siamo andati a fare un giro in una cittadina qui vicino Trier (ha dato i natali a Karl Marx). Era molto carina! Peccato che il tempo si e' messo decisamente al brutto e sembra quasi di essere a Novembre. Che tristezza di tempo!!! Piove, fa freddo ed il cielo e' tutto grigio. Speriamo che migliori in futuro! A presto... Ciao Chiara AREE DI DISCUSSIONE (Computer conference, conferenze elettroniche) Dopo lo scambio di messaggi personali tra due utenti di una rete telematica, sono stati sviluppati dei sistemi per realizzare delle discussioni condivise da piu' persone, in maniera che ognuno dei partecipanti ad una "computer conference" legga tutti i messaggi che scrivono gli altri, e che ogni messaggio inserito raggiunga tutti. E' l'equivalente telematico della discussione intorno a un tavolo, in cui ognuno puo' dire qualcosa ad una persona in particolare oppure rivolgersi a tutti. Ad esempio in una area di discussione sulla pace uno dei partecipanti puo' inserire un messaggio del tipo " quali sono le modalita' per poter fare la domanda per il servizio civile ?" questo messaggio, attraverso la rete telematica, raggiungera' i computer delle altre persone che partecipano al dibattito, che lo potranno leggere con comodo in un secondo tempo, e chi lo riterra' opportuno potra' rispondere al messaggio inserendone un altro con le informazioni richieste, che verra' distribuito anch'esso a tutti gli altri, e in maniera particolare a colui il quale aveva formulato l'interrogativo di cui sopra. Gli argomenti di cui si discute sono i piu' vari, e i messaggi vengono raggruppati in base alle tematiche trattate. A seconda della rete telematica considerata le aree di discussione sono realizzate con sistemi differenti e denominate in vario modo: su InterNet prendono il nome di mailing list e newsgroups, mentre sulle reti in "tecnologia FidoNet" vengono chiamate aree echo. La potenza di questi strumenti risiede nel fatto che ognuno puo' partecipare alla discussione rimanendo a casa propria e leggendo gli interventi degli altri in modo differito, in maniera che ognuno possa dare il suo contributo nelle ore del giorno e nel luogo che riterra' piu' opportuni. Questo puo' voler dire, ad esempio, che un gruppo di ricerca puo' essere composto da persone che non devono trovarsi necessariamente nello stesso luogo fisico per condividere i risultati e la progressione del loro lavoro, il che permette anche a universita' di nazioni con condizioni economiche poco favorevoli di partecipare a dibattiti di grande valore accademico, annullando tutti i costi causati dalla necessita' di doversi recare all'estero per un confronto scientifico di alto livello. Un utilizzo massiccio di questi strumenti permetterebbe una vera e propria emorragia di conoscenze verso i paesi con scuole e universita' impoverite culturalmente dalla scarsita' di mezzi. Un'altra grossa potenzialita' delle aree echo e' quella di permettere la creazione di "redazioni virtuali" fatte da persone che in luoghi geografici differenti scambiano messaggi per la realizzazione di un giornale o di un foglio informativo. Inoltre lo strumento delle conferenze elettroniche condivise permette di coordinare associazioni presenti a livello nazionale e mondiale a costi praticamente irrisori, azzerando tutte le spese che si rendono necessarie per i trasporti e l'alloggio quando si realizzano assemblee associative "dal vivo". Tra i partecipanti alla messaggistica condivisa puo' esserci qualcuno che si preoccupa di raccogliere gli interventi piu' interessanti e archiviarli in un file, denominati per l'appunto "best of" (il meglio di ...). Un altro modo per fissare il patrimonio culturale che si crea nelle conferenze elettroniche e' quello dei cosiddetti file FAQ (frequently asked questions). In questi file vengono annotate le domande piu' ricorrenti Spesso le computer conference diventano delle vere e proprie "comunita' virtuali" da cui partono progetti e iniziative di vario tipo, che vanno dal semplice incontro "dal vivo" a progetti piu' ambiziosi. Tanto per fare un esempio, tanti anni fa esisteva (ed esiste tuttora) una conferenza elettronica diffusa su tutti i nodi italiani della rete FidoNet, denominata PEACELINK.ITA, attorno alla quale si sono riuniti numerosi pacifisti telematici, generando l'humus e la tensione propositiva per dar vita a una vera e propria rete telematica nazionale che si occupasse dei temi della solidarieta' e del volontariato. Infatti dalla conferenza PEACELINK.ITA ha preso successivamente vita la rete telematica PeaceLink (diffusa anch'essa in tutta Italia). In questa rete avvengono numerose discussioni telematiche su temi piu' specifici come l'ecologia, l'obiezione di coscienza, la cooperazione internazionale e il consumo etico. In seguito parleremo piu' diffusamente di questa rete, a partire dalla quale continuera' la nostra esplorazione nel mondo della telematica solidale. Nel frattempo proviamo a "sbirciare" all'interno di una conferenza elettronica, per farci un'idea piu' precisa di come possa avvenire il meccanismo della condivisione delle informazioni. La prima cosa da fare e' collegarsi ad una rete telematica per "scaricare" all'interno della memoria del nostro computer i messaggi relativi all'area messaggi che ci interessa. Il collegamento puo' avvenire con varie tecniche, per le quali rimandiamo ai testi piu' specializzati descritti nella bibliografia. Quello che ci interessa in questo momento e' l'effetto di questo collegamento in termini di scambio di informazioni. Una volta realizzato lo scambio dei dati tra il nostro computer e il nodo della rete telematica dal quale riceviamo la messaggistica, un primo livello di selezione ci presenta l'elenco delle aree di discussione, ciascuna caratterizzata da un diverso argomento. Quello che segue e' l'elenco delle aree echo della rete PeaceLink : Aree Messaggi -------------- ABC Telematico di PeaceLink Animalisti Armamenti e Disarmo Forum delle Associazioni Avvenimenti in Diretta In Difesa dei Consumatori Cooperazione Internazionale Diritti Umani Disagio & Handicap Pianeta Donna Droga Ecologia e Ambiente Elisoccorso Lavoro e Sindacati Mafia (Lotta alla) I Siciliani Obiezione di Coscienza Movimenti per la Pace Razzismo Scuola ed Educazione (Educazione alla Pace) Sostanze Tossiche Voce a chi non ha voce Volontariato e Protezione Civile Ex-Jugoslavia FREE SPACE AFRICA Queste sono solo le aree messaggi di una delle tante reti italiane di "telematica di base" (vedremo piu' avanti cosa si intende con questo termine). Provate a moltiplicare il tutto per le decine di reti di questo tipo presenti in Italia e per le centinaia presenti nel mondo, aggiungete le varie centinaia di newsgroups e mailing list presenti su internet, e potrete farvi un'idea della portata del dibattito in forma elettronica che avviene ogni giorno in maniera completamente libera (almeno per il momento) da ogni forma di accentramento e di manipolazione delle informazioni. Una volta deciso l'argomento che a noi interessa, un secondo livello di lettura ci presenta l'elenco dei messaggi di una tra le tante aree a nostra disposizione. Nel nostro "giro turistico" andremo a dare una occhiata all'area COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Una volta selezionata l'area messaggi, ci viene presentato un elenco sintetico di tutti gli interventi fatti dai vari partecipanti alla discussione. Ecco un esempio : Mittente Destinatario Soggetto -------------------- -------------------- -------------------------------- Ezio Margelli tutti Caffe' Ezio Margelli Tutti Rwanda: a chi interessa? Roberto DelBianco Ezio Margelli Conferenza del Cairo Ezio Margelli Tutti Convegno Mani Tese Roberto DelBianco Tutti Convegno di "Mani Tese" Marino Marinelli All Nicaragua, campi Marino Marinelli All corso politica intern. e coop. Egidio Cipriano All Appunti per un mondo nuovo Egidio Cipriano All Il commercio equo e solidale Egidio Cipriano All Libro sul Tibet Alessandro Marescott Tutti Coca-Unicef Matteo Morozzi Carlo Gubitosa Coca-Unicef Matteo Morozzi Tutti un mese nel Terzo Mondo Matteo Morozzi Tutti consum...attore Ezio Margelli Tutti Mostra: "gli altri siamo noi" Ezio Margelli Tutti ricerca medico cooperante Ezio Margelli tutti iniziative Claudio Di Blasi All breve su cooperazione Matteo Morozzi Tutti/E conferenza Sud-Nord Matteo Morozzi Tutti/E turismo sessuale Alessandro Marescott Tutti Fame, bimbi e liberismo Dopo aver dato un'occhiata alla lista dei messaggi decidiamo di leggerne uno che ci interessa particolarmente ... ecco qui un esempio di un messaggio inserito in una computer conference. Anch'esso, come i normali messaggi privati di posta elettronica, e' composto da un'intestazione e dal corpo del messaggio. Questa volta il messaggio non proviene da InterNet, per cui l'intestazione e' leggermente diversa. Ä Area: Area ECHO PeaceLink: Cooperazione Internazionale ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ Msg#: 37 Date: 15 Jan 95 11:32:08 From: Giovanni Pugliese Read: Yes Replied: No To: Tutti Mark: Subj: Cercano di azzerare la cooperazione? ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ Ciao Tutti! L'Italia ha speso per la cooperazione allo sviluppo dall'84 a 92, cinquemila miliardi l'anno. Per il 1995 il governo ha proposto di spendere 800 miliardi per poi passare a 700 con gli emandamenti approvati alla Camera. Le previsioni per il 1996 sono ancora in forte calo con una discesa in tre anni a 500 miliardi. La svolta (dice il governo) e' dovuta al "peso" degli scandali sulle tangenti legate alla cooperazione. Voi cosa ne pensate? Ciao, Giovanni! -!- FleetStreet 0.98wb ! Origin: Taras Communication / PeaceLink +39-99-4746313 (61:391/1) Dopo alcuni giorni qualcuno ha risposto a questo messaggio, effettuando una citazione dal messaggio precedente (in gergo "quoting") , che si puo' riconoscere dal fatto che ogni riga e' preceduta dalle iniziali dell'autore del messaggio a cui si sta replicando. Ä Area: Area ECHO PeaceLink: Cooperazione Internazionale ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ Msg#: 40 Date: 17 Jan 95 22:35:07 From: Ezio Margelli Read: Yes Replied: No To: Giovanni Pugliese Mark: Subj: Cercano di azzerare la cooperazione? ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ Ciao Giovanni, come va? In un msg del 15-Jan-95, Giovanni Pugliese scriveva a Tutti a proposito di Cercano di azzerare la cooperazione? GP> La svolta (dice il governo) e' dovuta al "peso" degli GP> scandali sulle tangenti legate alla cooperazione. GP> Voi cosa ne pensate? Purtroppo e' vero..... Il problema scandali e tangenti ha rappresentato l'alibi per i nostri governanti per dare l'ennesimo taglio.... In realta' i primi ad essere colpiti sono proprio quegli organismi (ONG) che hanno dimostrato un modo di cooperare che va al di la' dell'interesse affaristico. Non e' un caso ovviamente.... Io credo comunque che il problema principale non stia nell'entita' dei finanziamenti (anche se ovviamente incide) quanto nell'incapacita' da parte del governo italiano (e non solo per gli ultimi governi) di avere una propria politica di cooperazione. Questa e' la mancanza essenziale, che porta ad uno spreco di fondi generato dall'incapacita' di concentrare l'intervento su quelle aree a maggior rischio. Purtroppo questa e' una mancanza comune anche ad altri Paesi del Nord del mondo. E intanto il Sud... si impoverisce sempre piu'.... Lo dimostra il fatto che ormai si tende in molte zone ad effettuare interventi non tanto di "sviluppo" quanto di emergenza. Ti ringrazio dell'intervento e rilancio la tua domanda agli altri frequentatori dell'area. ÄÄÄ¿ ÀÄÄÄ> Saluti da Ezio Margelli -!- Terminate 1.51 ! Origin: Aicos Point n.1 - Cooperazione e sviluppo (61:399/4.1) La lettura di questi messaggi puo' avvenire "on-line" cioe' mentre si e' collegati alla rete per mezzo del telefono oppure, con un conseguente beneficio per la nostra bolletta, si possono memorizzare in pochi minuti tutti i messaggi delle conferenze che ci interessano all'interno del nostro computer, scollegarsi dalla linea telefonica, leggere i messaggi lasciati dagli altri e scrivere le nostre risposte, che provvederemo a spedire durante il prossimo collegamento. Questo meccanismo e' detto di lettura "off-line" e consente di ricevere e spedire centinaia di messaggi rimanendo attaccati al telefono per pochi minuti, che in urbana equivalgono a qualche scatto. I FILES Ogni nodo di una rete telematica e' di solito anche un archivio di files, cioe' di programmi, testi e informazioni di vario tipo che possono essere trasferiti nella memoria dei computer di chi si collega alla rete. I files che si trovano sulle banche dati telematiche sono tutti liberamente distribuibili, in quanto i "pirati" di software hanno sistemi piu' discreti ed efficienti di far circolare i loro "prodotti". Personalmente in questi anni di presenza in rete non ho ancora avuto il piacere di incontrarne uno. Le reti di telematica "di base" come FidoNet e PeaceLink basano la ricchezza dei loro archivi di files sui contributi degli utenti stessi della rete, mentre su un nodo internet di solito e' possibile unicamente il prelievo dei files, e l'invio e' interdetto. Anche i files possono essere raggruppati in aree a seconda degli argomenti trattati, e possono essere dei testi, dei programmi liberamente distribuibili o delle immagini. Tipicamente il raggruppamento in aree avviene sulle reti di telematica di base, mentre su InterNet gli archivi di files sono leggermente meno strutturati. Ecco, a titolo di esempio, l'elenco delle aree files di un nodo della rete PeaceLink gestito dalla ong AICOS. ÚÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ¿ ³ Area Title Files KBytes ³ ÀÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÙ 1 Files generali 71 2.153 2 Pace 116 1.963 3 Programmi MS-Dos 63 11.037 4 Programmi Windows 15 4.499 5 Programmi di comunicazione 22 5.173 7 Informazioni interni 38 642 8 Informazioni esteri 76 985 9 Educazione alla Mondialita' 49 5.126 10 Cooperazione Internazionale 56 1.185 11 Testi vari 32 3.055 12 America Latina 239 4.309 13 Africa 170 1.548 14 Asia 52 327 15 Riviste 44 2.578 17 ONG 37 368 18 Sviluppo Demografia Popolazione 96 1.201 19 Cataloghi, Libri, Video 19 2.707 20 Diritti Umani 102 1.294 21 Notizie Inter Press Service IPS 12 383 22 Documenti e programmi internet 25 2.612 23 Documenti internet formato HTML 90 1.147 ÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ Total for all file-areas 1.424 54.292 Scendendo ancora piu' in profondita', analizziamo un campione dei file presenti nell'area cooperazione internazionale. Questi archivi sono prelevabili gratuitamente, e di solito contengono al loro interno testi che e' possibile stampare, diffondere, riprodurre e utilizzare liberamente. ÕÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍ͸ ³ (10) Cooperazione Internazionale ³ ÃÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄÄ´ ³ Bytes On-line: 1.214.339 Files On-line: 56 Files Off-line: 0 ³ ÆÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÑÍÍÍÍÍÍÍÑÍÍÍÍÍÍÍÍÍÑÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍ͵ ³ Filename ³ Bytes ³ Date ³ File-description ³ ÔÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÏÍÍÍÍÍÍÍÏÍÍÍÍÍÍÍÍÍÏÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍÍ; 9502COMM.TXT 8444 28-07-95 [0] Il commercio e i rischi della mondializzazione (Mon.dip.) 9504PISA.TXT 24352 28-07-95 [0] Per far s che il mondo nutra il mondo (Mon.dip..) AIUTI2.ARJ 4170 25-03-93 [0] Chi si arricchisce alle spalle del Terzo Mondo ALBANIA.TXT 4562 25-03-93 [0] Parlamento europeo: accordo di commercio e cooperaz. CEE Albania (Ag.) AXE.TXT 3281 25-03-93 [0] Programma AXE per i bambini di strada in Brasile (Avv. 8/94) B34110.TXT 3822 05-05-95 [0] L'Unione Europea a favore dei migranti e rifugiati CESPI14.ZIP 11702 25-03-93 [0] Testi da archivio Centro studi pol. internaz. (Ag.) COMEQU.TXT 5094 24-07-95 [0] Elenco enti, cooperative e botteghe per comm. equo in Italia COMMEQUO.TXT 2315 12-09-94 [0] Equa tassa per equo prezzo Comm.Equo e solid. (Avv.38/94) COOPONG2.TXT 4073 25-03-93 [0] Contro i tagli alla solidarieta' delle ONG (Avv.48/93) IFAD4.ZIP 16083 25-03-93 [0] Cause dello sfruttamento del terzo mondo (F.Gesualdi) NWSNEST.TXT 10956 12-07-95 [0] La bomba Nestle' ONG1.TXT 10145 25-03-93 [0] Mozione assemblea generale ONG sulla cooperazione allo sviluppo 15/10/93 PECOOPER.TXT 9689 25-03-93 [0] Parlamento europeo: procedura di cooperazione ris. A3-0384/92 (Ag.) Questi servizi (posta elettronica, conferenze elettroniche, invio e prelievo di files) fanno parte di un insieme di servizi base, che possono essere realizzati con qualsiasi tipo di computer e di collegamento, mentre le caratteristiche della rete InterNet hanno reso possibile una serie di servizi aggiuntivi, che vedremo piu' avanti. Questi servizi di alto livello sfruttano il fatto che la caratteristica di InterNet e' quella di utilizzare tra i nodi della rete collegamenti dedicati, cioe' sempre attivi 24 ore su 24. Questo vantaggio si paga con un costo enormemente maggiore delle linee di connessione, e gli standard sviluppati per l'utilizzo dei servizi della rete fanno si' che gli utenti finali siano costretti a possedere computer con caratteristiche tecniche particolari, cosa che non e' richiesta per l'accesso ai servizi delle reti telematiche di base. 2.2 La comunicazione molti-a-molti e il ribaltamento dei flussi informativi Si'. Trasmettere non e' comunicare. Siamo piccoli e pochi a frenare questa contraffazione, questa alluvione. Eppure bisogna contare sulla forza operosa dei piccoli gruppi, ognuno che nasce e' un incremento di valore. Danilo Dolci Nel corso della storia si sono andati via via affermando modelli comunicativi via via diversi, che erano un compromesso tra le esigenze di contatto reciproco delle persone e le possibilita' offerte dalla tecnologia. I racconti e il chiacchiericcio tra la gente di paese sono stati una prima forma di "rete informativa", e ci si sorprende sempre nello scoprire che nei piccoli paesi le informazioni hanno un grado cosi' alto di condivisione e una cosi' rapida capacita' di diffusione. Questo modello di comunicazione da molti verso molti e' stato rapidamente soppiantato, con l'avvento di radio e televisione, da un modello uno-a-molti. Di fatto le trasmissioni televisive hanno giocato e continuano a giocare tuttora un ruolo fondamentale nella diffusione delle informazioni e nel proporre modelli sociali e comportamentali. Adesso ci e' capitata tra le mani una serie di strumenti che ci danno la possibilita' di riaffermare il modello molti-a-molti : sto parlando della condivisione delle informazioni che avviene ogni giorno sulle migliaia di aree di dicsussione presenti sulle reti telematiche di tutto il mondo, con la differenza che questa volta l'ordine di grandezza del dibattito si e' trasferito dalla dimensione del piccolo paese a quella del cosiddetto "villaggio globale". Le caratteristiche che rendono vincente il modello della comunicazione molti-a-molti sono molteplici : le informazioni sono condivise e decentrate, tutti sono contemporaneamente soggetti attivi e passivi della comunicazione, producendo e ricevendo informazioni dagli altri, non esistono centri di comando o di censura, perche' ogni partecipante a una computer conference ha lo stesso diritto di espressione degli altri. E' interessante a questo proposito la critica fatta ai tradizionali mezzi di "comunicazione" di massa fatta da Danilo Dolci, uno dei pionieri italiani nella pratica della nonviolenza e della disobbedienza civile. Nel suo libro intitolato "Dal trasmettere al comunicare" (Ed. Sonda) si distingue tra comunicazione feconda tra due soggetti paritari (si parla di "reciproco adattamento creativo") e trasmissione unidirezionale da una oligarchia di sorgenti a una massa di utenti in grado unicamente di recepire cio' che altri hanno deciso di trasmettere per loro. Non a caso Dolci sostiene che "la comunicazione di massa non esiste", intendendo che quello che oggi ci viene spacciato per comunicazione da stampa e televisione in realta' non e' che una trasmissione senza diritto di replica, senza partecipazione e crescita per chi dovrebbe beneficiare di questi strumenti. Il modello telematico molti-a-molti, senza accentramento gerarchico e controllo censorio, e' uno strumento che rende la trasmissione di dati piu' vicina alla comunicazione di quanto non lo sia mai stata finora, o almeno cosi' la pensano tutte le realta' di volontariato e azione sociale che hanno deciso di mettere un piede nel mondo delle "comunita' virtuali". Un altro importante aspetto da tenere in considerazione e' la possibilita' di ribaltare tutti i tradizionali equilibri di potere all'interno del mondo dell'informazione : finora il controllo sull'informazione e' stato lasciato in mano a poche agenzie di stampa internazionali, situate in grossi centri metropolitani, che dispongono di grosse somme di denaro e che tendono a restringere sempre piu' il flusso di informazioni che ci raggiungono dal sud del mondo. Fortunatamente, grazie alla posta elettronica e alle computer conference ci arrivano notizie da paesi in guerra o in cui il regime politico non permette la libera espressione dei singoli. Grazie a InterNet gli studenti di piazza Tien An Men hanno potuto rompere il loro isolamento con il resto del mondo, e in Russia i collegamenti telematici durante il golpe erano tra le poche fonti di informazione non censurate. La Jugoslavia ha tessuto una fitta serie di contatti, durante periodi molto critici del recente conflitto, sfruttando l'economicita' e la diffusione delle reti di calcolatori. Gli strumenti a nostra disposizione ci permettono, con una spesa molto piu' esigua di quanto non si pensi, di trasformare ogni scrivania in una agenzia di stampa, ogni cittadino in un editore e in un soggetto attivo e critico nei confronti della realta' circostante. Con uno scatto urbano possiamo raggiungere gli angoli piu' sperduti della terra per sapere come stanno realmente le cose, senza che nessuna agenzia di stampa ce lo venga a raccontare a modo suo. Le potenzialita' teconologiche, tuttavia, non bastano. E' necessaria la partecipazione di tutti a questo grande processo di cambiamento. Sud/nord, ricchi/poveri, grandi agenzie di stampa/societa' civile. Chi saranno i protagonisti dell'informazione del prossimo secolo ? 3 LE RETI : INTERNET E I BBS 3.1 Il modem e i programmi di comunicazione Diritto alla comunicazione significa possibilita' di accedere a strumenti per comunicare. Benedetto Vecchi Il MODEM (MOdulatore / DEmodulatore) e' un apparecchio che viene interposto tra il nostro calcolatore e la linea telefonica, e il suo compito e' quello di fare da "interprete" tra il linguaggio del computer e quello del telefono, trasformando le informazioni provenienti dal nostro PC e dirette verso l'esterno in segnali adatti ad essere trasmessi su una linea telefonica. Questa operazione si chiama appunto "modulazione". Il suo inverso, la demodulazione, consiste nel riconvertire i segnali telefonici che arrivano al modem da un computer remoto, in segnali che possono essere letti nella "lingua" digitale del computer. Il meccanismo e' analogo a quello utilizzato dalla televisione : i segnali elettrici che vengono modulati nell'aria raggiungono il televisore attraverso l'antenna, dove vengono demodulati e trasformati in una immagine, in un segnale visivo che il nostro meraviglioso e ineguagliabile computer interno, il cervello, e' in grado di interpretare e di elaborare. Oltre al modem e ad un computer, c'e' bisogno anche di un programma di comunicazione, cioe' di un insieme di istruzioni contenute all'interno del computer, che governano il funzionamento del modem. I programmi di comunicazione hanno la funzione di "autisti" del modem, e sono loro a guidare tutte le funzioni di questo apparecchio : comporre numeri telefonici, stabilire il collegamento con un computer lontano, gestire il trasferimento dei dati, riagganciare. Un nodo di una rete telematica non e' altro che un computer piu' o meno grosso che e' collegato ad un modem, ed e' in grado di scambiare informazioni, "telefonando" ad altri computer che utilizzano altrettanti modem. Le grosse reti telematiche come InterNet dispongono di computer del costo di parecchi milioni di lire, collegati a una o piu' linee telefoniche 24 ore su 24, per mezzo di uno o piu' modem ad alta velocita' di trasmissione dei dati. Parallelamente a questo tipo di reti ne esistono di altre, che fanno uso di mezzi piu' modesti ma ugualmente efficaci. Sono le cosiddette reti di "telematica amatoriale" o di "telematica di base". Queste reti possono essere realizzate anche con computer vecchi, del costo di poche centinaia di migliaia di lire, ed e' questa la loro forza. 3.2 BBS e tecnologie "povere". Telematica Di Base. Quella delle bacheche elettroniche e' una tecnologia democratica e "democratizzante" per eccellenza. Howard Rheingold In questo libro si parlera' molto spesso di BBS, di reti di BBS, di "Tecnologie Povere, di telematica "amatoriale" o "di base" che dir si voglia. Ma cosa si intende esattamente con questi termini? BBS vuol dire Bulletin Board System, che in italiano puo' essere tradotto come "Bacheca Elettronica". Una rete telematica "di base" e' costituita da tanti "nodi" collegati tra loro, che sono appunto i BBS. Un BBS non e' nulla di eccezionale : si tratta di un normalissimo computer, proprio come quelli che siamo abituati a vedere negli uffici o a casa dei nostri amici, collegato ad una linea telefonica per mezzo di un modem. Spesso si immagina un nodo di una rete telematica come un grosso centro informatico pieno di apparecchiature tecniche, rimanendo sorpresi quando si scopre che il nodo centrale di una rete telematica pacifista altro non e' che il normalissimo PC di un metalmeccanico di Taranto, che divide lo spazio del salotto con un bellissimo acquario. Ogni computer che viene utilizzato come BBS e' predisposto per rispondere in maniera automatica alle telefonate in arrivo. Vengono chiamati bacheche elettroniche perche' su ognuno di questi nodi si possono lasciare messaggi sia privati (indirizzati ad una singola persona) che pubblici (leggibili da tutti coloro che si collegano alla rete). Quindi inviare un messaggio pubblico ad un BBS tramite il proprio computer e' l' equivalente telematico dell'affissione di un biglietto ad una bacheca, con la differenza che nel caso del BBS questo messaggio ha come potenziali lettori centinaia di persone. E' il meccanismo delle computer conference di cui si e' parlato precedentemente. Ad ogni nodo della rete si collegano molti utenti depositando i loro messaggi di posta elettronica e i loro interventi relativi alle aree messaggi. Tutte queste informazioni verranno poi fatte circolare su tutta la rete, in maniera che il nodo di Milano contenga sia i messaggi inviati direttamente dagli utenti di Milano che quelli provenienti da Palermo o Bolzano che gli sono stati inoltrati dagli altri nodi. Nella quasi totalita' dei casi i servizi offerti da un BBS sono GRATUITI, esclusi ovviamente i costi telefonici di collegamento. I collegamenti sono di tipo "commutato". Vuol dire che i nodi della rete non sono permanentemente connessi tra loro, ma solo in alcuni momenti della giornata. Di notte, quando telefonare costa poco, i messaggi vengono fatti circolare su tutti i computer collegati alla rete. La tecnica e' quella del "pony express" : ogni nodo telefona e riceve una telefonata da quelli a lui piu' vicini. Questa tecnica e' detta anche di "Store and Forward" (raccogli e inoltra), proprio perche' i messaggi vengono prima ricevuti e immagazzinati, e poi inoltrati nottetempo sugli altri nodi attraverso una o piu' telefonate, gestite in modo completamente automatico dai computer che costituiscono i nodi della rete. Le spese telefoniche di collegamento tra i nodi della rete (ossia i BBS) sono totalmente a carico dei cosiddetti SYSOP (SYStem OPerators, operatori di sistema) che sono coloro che si occupano del funzionamento tecnico e della gestione di ogni singolo BBS. Per questo i BBS, pur offrendo gratuitamente i loro servizi, non disdegnano di certo un piccolo sostegno economico da parte dei loro utenti. Una delle prime reti di telematica di base e' stata la rete FidoNet, nata nel 1984 ad opera di Tom Jennings, un punk anarchico attivista del movimento gay che sosteneva la necessita' di fare in modo che fossero gli utenti stessi delle reti a stabilirne i contenuti. La rete FidoNet e' tuttora diffusa a livello mondiale e conta un gran numero di nodi anche in Africa, America Latina e in altri paesi non coperti da reti costose e ad alta tecnologia come InterNet. Si parla spesso di "reti in tecnologia FidoNet" come sinonimo di reti di "telematica di base". Quest'ultimo termine e' indice del fatto che questo tipo di collegamenti e' nato dal basso, ossia da normali cittadini, che avevano voglia di mettere in contatto tra loro i loro computer. Queste persone si sono rimboccate le maniche, hanno scritto i programmi necessari allo scopo, e li hanno distribuiti gratuitamente. Inoltre, il fatto di dover pagare la bolletta telefonica e' sempre stato tenuto in grande considerazione da chi ha scritto programmi di comunicazione per BBS, realizzati in maniera da permettere il trasferimento di dati e messaggi nella maniera piu' rapida ed efficiente possibile. L'obiettivo della massima economicita' e' stato particolarmente apprezzato dai paesi del sud del mondo, in cui tuttora sono diffusissimi nodi telematici realizzati con tecnologie cosiddette "amatoriali", che sono utilizzate in tutti i casi in cui i costi relativi alla creazione di un nodo InterNet sono al di fuori della portata economica dei soggetti coinvolti. Reti popolari, economiche, su scala mondiale, con un buon grado di efficienza. E' questo l'universo della telematica di base o delle reti di BBS. Ma c'era un altro problema da affrontare : la necessita' di una linea telefonica a cui collegare i computer. Fortunatamente anche questo limite e' stato superato grazie alla tecnologia chiamata Packet Radio, grazie alla quale e' possibile mettere in rete un computer utilizzando collegamenti radio anziche' le normali linee telefoniche. Di fatto questo e' quanto avviene nei paesi in cui le linee telefoniche non sono presenti o sono troppo fatiscenti per essere utilizzate come supporto per collegamenti telematici. Ma l'economicita' non e' l'unica caratteristica della telematica di base, che puo' rivelarsi molto utile anche per chi non ha particolari vincoli di risorse. Il carattere locale dei BBS li rende uno strumento poco costoso e abbastanza semplice da usare per chiamare a raccolta una piccola comunita' di utenti, ad esempio nei piccoli paesi, senza bisogno di passare attraverso i grandi circuiti della telematica internazionale, che rischiano di essere troppo dispersivi e di contenere fin troppe informazioni. IL "trucco" sta allora nello spostare le informazioni il piu' vicino e il piu' in basso possibile, vale a dire da nodi lontani di reti telematiche a costi medio/alti a piccole bbs locali, magari gratuite. Nel fare cio' chi si incarica del recupero dei dati e del loro inserimento all'interno di un bbs opera automaticamente una selezione e un riordino delle informazioni, che cosi' risultano molto piu' fruibili. Un'altro aspetto fondamentale e' che su InterNet la navigazione e' paragonabile a quella solitaria e rischiosa di Ulisse, mentre all'interno dei BBS ogni utente e' un Ismaele, circondato da tanti Queequeg pronti ad aiutarlo. Quello che sto cercando di dire e' che sui BBS non ci sono soltanto informazioni di buona qualita' e una messaggistica in italiano molto piu' estesa di quella presente su InterNet, ma soprattutto ci sono delle _persone_, e ogni BBS trasforma centinaia di persone potenzialmente isolate in una comunita' virtuale di gente che inizia a conoscersi, a organizzarsi, a porsi delle domande e a cercare le soluzioni con l'aiuto degli altri. Questo non e' permesso dalla tanto osannata navigazione ipertestuale del Word Wide Web (un servizio InterNet di cui parleremo piu' avanti). La messaggistica InterNet e' gia' piu' interattiva e collaborativa, ma la differenza e' che su un BBS locale possiamo incontrare il vicino di casa con il quale non eravamo riusciti a scambiare nemmeno una parola in dieci anni di "navigazione" comune nell'ascensore del condominio, scoprire che questa persona nutre interessi e pratica attivita' simili alle nostre, e magari metterci d'accordo per organizzare un'attivita' nel nostro quartiere per la promozione dei prodotti del commercio equo e solidale, utilizzando informazioni prelevate all'interno di un bbs attento alle problematiche Sud/Nord. 3.3 InterNet : strumenti di lavoro. "La piu' grande minaccia per il web e' che una singola compagnia se ne impadronisca e fugga via con esso, assoggettandolo ad uno standard de facto." Robert Caillou (collaboratore al progetto per la nascita del world wide web) Abbiamo parlato in precedenza dei servizi "a valore aggiunto" offerti dalla rete InterNet. Questi servizi sono resi possibili dal fatto che tutte le reti locali che si interconnettono tra loro per formare InterNet dispongono di collegamenti permanenti, il che rende sempre possibile un "percorso" elettronico che collega due computer della rete. Questo pero' si ottiene pagando un prezzo che non e' alla portata di tutti : infatti per la realizzazione di un nodo "full internet" (che offra la totalita' dei servizi InterNet) occorrono computer di fascia medio/alta, e soprattutto un collegamento telefonico permanentemente attivo, il cui canone di affitto e' proibitivo per singoli, piccole associazioni e organizzazioni presenti nei PVS. Ragion per cui la gestione dei nodi InterNet e' stata per anni ad esclusivo appannaggio delle universita' e dei grandi centri di ricerca, per cedere il passo di recente a privati e a grandi imprese che forniscono servizi telematici a pagamento. Proviamo a dare un'occhiata al ventaglio di possibita' offerte da InterNet : abbiamo gia' parlato della posta elettronica, che consente agli utenti di una rete telematica di scambiarsi messaggi privati, e abbiamo visto che ci sono delle "porte" che permettono di far viaggiare un messaggio da una rete all'altra. Si e' parlato anche di discussioni collettive, che su internet avvengono utilizzando gli strumenti delle Newsgroups e delle Mailing List. Sono due sistemi differenti di scambiare messaggi all'interno di un dibattito collettivo. MAILING LIST Le Mailing List, come suggerisce il loro stesso nome, sono delle "liste postali". Tutti i contributi alla discussione vengono inviati ad un "listserver" (servitore di lista) che provvede a spedire una copia degli interventi ricevuti a ciascuno dei partecipanti alla mailing list. Dopo questa distribuzione, ogni iscritto alla lista postale trovera' all'interno della propria casella postale i messaggi inseriti dagli altri. Programmi di gestione della posta elettronica permettono di raggruppare in aree distinte i messaggi relativi a mailing list differenti, ottenendo cosi' l'organizzazione logica per argomenti che e' stata descritta precedentemente parlando delle aree messaggi. Per iscriversi ad una mailing list bisogna mandare un apposito messaggio al listserver, che da quel momento in poi inserira' anche il nostro indirizzo di posta elettronica nell'elenco dei partecipanti alla lista. NEWSGROUPS. A differenza delle mailing list, per quanto riguarda i newsgroups i messaggi relativi alle aree di discussione sono tutti raccolti in un nodo della rete, anziche' essere recapitati direttamente sulla nostra casella postale. Sta a noi, una volta collegati a un nodo InterNet, scaricare nella memoria del nostro calcolatore le informazioni a cui siamo interessati. In tutto il mondo esistono parecchie centinaia di newsgroups, in cui si discute degli argomenti piu' svariati, e ogni nodo di InterNet si occupa dello smistamento dei messaggi una o piu' volte al giorno, in maniera analoga a quanto avviene per i nodi delle reti "in tecnologia FidoNet". Data la mole titanica di informazioni contenuta nei newsgroups, ogni nodo decide di veicolarne solo alcune, per cui prima di collegarci a un fornitore di servizi dobbiamo informarci a quali newsgroups e' "abbonato", e se tra questi ci sono quelle che a noi interessano. I newsgroups nascono come "spazio virtuale" di dibattito scientifico e tecnologico, e questo e'uno dei motivi per cui se si vogliono delle informazioni tecniche su un sistema operativo o sulle caratteristiche di un computer, i newsgroups sono il posto adatto per trovare un aiuto rapido, qualificato e efficace da parte degli altri partecipanti alla discussione. A partire da argomenti prettamente tecnici, il ventaglio degli argomenti trattati e' andato sempre piu' allargandosi, e i newsgroups si sono trasformati di conseguenza in uno dei luoghi elettronici dove e' piu' probabile trovare informazioni aggiornate, precise e competenti su qualsiasi cosa possa interessarci. Gli argomenti sono catalogati per mezzo di nomi con una gerarchia "ad albero" : ad esempio il prefisso soc.culture. sta a indicare una discussione dedicata alla societa' e alla cultura di un determinato paese. Il newsgroup soc.culture.italian indica il "ramo" del raggruppamento soc.culture. dedicato a discussioni sull'Italia. I gruppi misc. (miscellaneous) sono dedicati alle discussioni su argomenti vari, mentre gli alt. (alternative) sono quelli piu' "trasgressivi", e cosi' via, attraverso un ampio campionario di classificazioni. Ad esempio, se qualcuno volesse partecipare a dibattiti per essere informato su quello che accade in America Latina, potrebbe partecipare a qualcuno di questi newsgroups : soc.culture.latin-america soc.culture.mexican soc.culture.caribbean alt.culture.argentina soc.culture.argentina soc.culture.portuguese soc.culture.peru soc.culture.brazil soc.culture.argentina soc.culture.uruguay soc.culture.chile soc.culture.venezuela alt.current-events.haiti soc.culture.mexican.american rec.music.afro-latin soc.culture.puerto-rico soc.culture.ecuador TELNET Il servizio Telnet permette di utilizzare a distanza qualsiasi computer collegato a InterNet, a patto di essere "riconosciuti" con un identificativo di utente e un codice di accesso validi. Questo puo' essere molto utile per sfruttare la potenza di calcolo di grossi calcolatori, anche se sono situati in un altro continente. E' come se fossimo attaccati a un computer lontano con un filo lungo migliaia di chilometri, che in questo caso fa parte dei cavi della rete telefonica. FTP Il servizio InterNet di prelievo e invio files si chiama FTP. L'acronimo FTP sta per File Transfer Protocol (Protocollo di Trasferimento File). Un protocollo e' un insieme di regole che determinano alcune operazioni, in questo caso il protocollo di trasferimento file e' il sistema con cui vengono ricevuti e inviati su InterNet testi, immagini, suoni, programmi e tutto cio' che puo' essere contenuto nella memoria di un computer sotto forma di file. Esistono sulla rete i cosidetti "siti FTP", che sono dei computer aperti a tutti a cui e' possibile collegarsi per prelevare gratuitamente le informazioni che contengono, anche identificandosi come utenti anonimi (in questo caso si parla di anonymous ftp), mentre per inserire dei files bisogna essere riconosciuti dal computer sul quale si vogliono inserire dei files, presentandosi con un identificativo di utente (user id) e con una parola chiave (password) valide. ARCHIE Il servizio Archie e' uno strumento che permette di effettuare delle ricerche su InterNet quando siamo alla caccia di un determinato file, ma non abbiamo idea di quale possa essere il "sito FTP" che contiene le informazioni che ci interessano. La ricerca avviene consultando appositi indici che vengono periodicamente aggiornati. WAIS Sta per Wide Area Information System, ed e' un altro sistema di ricerca dati su InterNet, che estende la sua ricerca anche all'interno dei documenti anziche' limitarsi al loro nome. IRC (InterNet Relay Chat) E' un sistema di discussione "in tempo reale" per mezzo del quale un gruppo di utenti collegato a InterNet puo' "parlare" attraverso la tastiera. Tutte le cose scritte da ogni partecipante vengono visualizzate in contemporanea sugli schermi degli altri partecipanti al "chat" (chiacchierata). Su centinaia di "canali" IRC si svolgono conversazioni "in diretta" su ogni genere di argomenti. MUD Multi User Dungeon (labirinti multi-utente). Sono dei giochi di ruolo interattivi e testuali all'interno dei quali ogni partecipante sceglie un personaggio e lo guida attraverso varie avventure e situazioni. World Wide Web (WWW) Per finire parliamo del rinomato World Wide Web, che e' la "veste" di InterNet con la quale viene conosciuto dalla maggior parte delle persone, al punto che spesso il World Wide Web viene confuso con internet stessa, mentre ne e' solo un sottoinsieme. Il world wide web e' costituito infatti da alcuni nodi di internet che possono entrare in contatto tra loro usando come regola di comunicazione il protocollo HTTP (Hyper Text Transfer Protocol, protocollo di trasferimento di ipertesti). Un ipertesto e' un testo che puo' essere letto in modo non sequenziale, saltando da una parte all'altra dello scritto. E' un meccanismo simile a quello dei "libri game" scritti per i ragazzi. La forma piu' antica e conosciuta di ipertesto e' la nota a pie' di pagina, che altro non e' che un rimando a righe scritte in fondo al foglio. L'effetto di questo rimando e' quello di farci interrompere la lettura sequenziale della nostra pagina per farci leggere la nota, ritornando poi indietro al testo precedente. Il meccanismo di ipertesto adottato sui computer che fanno parte del WWW e' qualcosa di analogo, solo che gli scritti vengono visualizzati sullo schermo del nostro computer, possono contenere immagini, suoni e piccoli filmati e i rimandi (links) portano ad altri testi anziche' a piccole note, e la cosa piu' sorprendente e' che le informazioni a cui possiamo "saltare" seguendo i rimandi di un ipertesto non devono necessariamente essere localizzate su un unico calcolatore, ma possono trovarsi su uno qualsiasi dei computer facenti parte del web, chiamati anche "siti web". In sintesi leggere un ipertesto sul WWW significa effettuare una lettura non sequenziale di informazioni distribuite in tutte le parti del mondo in cui e' presente un "server" www, cioe' un computer raggiungibile via internet che puo' mettere a disposizione gli ipertesti contenuti all'interno della sua memoria e farli arrivare sino a noi utilizzando il protocollo HTTP. I programmi che permettono la lettura degli ipertesti presenti sul web vengono chiamati "browser" (sfogliatori) perche' permettono di sfogliare le pagine ipertestuali presenti sui computer remoti a cui colleghiamo il nostro calcolatore. Nei laboratori del CERN di Ginevra e' stato sviluppato lo standard secondo il quale vengono sviluppati gli ipertesti : si tratta dell' HTML (Hypertext Markup Language, linguaggio per l'etichettatura di ipertesti). Questo linguaggio prevede anche la possibilita' di interagire con il computer lontano a cui siamo collegati, per inserire dei dati, compilare moduli, effettuare acquisti inserendo il nostro numero di carta di credito (anche se c'e' chi non si fida). Una applicazione interattiva tra le piu' utili e' quella dei cosiddetti "motori di ricerca". Questi motori non sono altro che dei grossi indirizzari di pagine Web, e inserendo una o piu' parole chiave possiamo ottenere un elenco di tutte le pagine ipertestuali presenti nell'indirizzario che contengono le parole che a noi interessano. Un indirizzo telematico di una pagina web viene detto anche URL (Uniform Resource Locator). In pratica l' indirizzo di una pagina web non e' altro che un insieme di dati che ci permettono di dire al nostro programma "sfogliatore" di andare su un determinato computer connesso a InterNet e di leggere l'ipertesto indicato all'interno dell'indirizzo stesso. L'unico problema del web e' che leggere ipertesti e' molto facile, mentre inserirli risulta molto piu' difficile, perche' occorre che qualche computer connesso a internet permanentemente ( e costosamente ) ospiti all'interno della sua memoria gli ipertesti con le informazioni che vogliamo inserire. La relativa difficolta' a produrre informazioni sul web, contrapposta alla notevole facilita' di lettura espone al rischio di un utilizzo passivo di questo strumento, che rischia di diventare in questo caso una televisione digitale, solamente un po' piu' interattiva. 4 TELEMATICA : STORIA, GEOGRAFIA, POLITICA. 4.1 Storia contemporanea delle comunicazioni via computer Il territorio di cui ci occupiamo, la frontiera elettronica, ha circa centotrent'anni. Bruce Sterling 1876 - al n. 109 di Court Street a Boston Alexander Bell e Thomas Watson iniziano i loro esperimenti per la trasmissione del suono all'interno di cavi elettrici. 1964 - In piena guerra fredda l'istituto RAND effettua ricerche top secret per mettere gli stati uniti in condizione di affrontare una guerra termonucleare. Un problema cruciale e' quello di disporre di una rete di comunicazioni in grado di sopravvivere ad un eventuale bombardamento. La proposta presentata dalla RAND e' quella di utilizzare una rete decentralizzata, fatta di nodi tutti uguali tra loro, e in cui i messaggi viaggiano spezzettati in tanti "pacchetti", che possono percorrere strade diverse ed essere ricomposti una volta giunti a destinazione. Questa tecnica innovativa di inoltro dei messaggi prende il nome di "packet switching" (commutazione di pacchetto). 1968 - Vengono effettuati i primi test sul packet switching al National Physical Laboratory nel Regno Unito. 1969 - In USA il pentagono affida all' ARPA (Advanced Research Project Agency) il compito di installare il primo nodo di una rete militare basata sul packet switching. Questa rete prendera' il nome di ARPANET e sara' l'embrione della futura InterNet. 1971 - Il numero di nodi di Arpanet arriva a quindici, e continuera' a crescere rapidamente. 1972 - Arpanet e' costituita ormai da 37 nodi, e i suoi utenti iniziano a trasformare questo collegamento militare in un gigantesco ufficio postale per comunicazioni personali. Nascono le prime discussioni collettive su Arpanet, e in particolare vede la luce la prima mailing list dedicata agli amanti della fantascienza (SF-LOVERS). 1973 - nasce in francia il primo personal computer, chiamato Micral, ad opera di Truong Tromng Hi, un francese con radici vietnamite che lavora per la Realisations Etudes Electroniques S.A. 1976 - Stephen Wozniack e Steve Jobs danno vita ai primi modelli di personal computer Apple. 1977 - Su Arpanet viene adottato il protocollo TCP/IP, un sistema di collegamento che da' la possibilta ad Arpanet di scambiare informazioni con altre reti locali diverse tra loro. - I programmatori dei laboratori Bell creano e distribuiscono gratuitamente il programma Unix-To-Unix-Copy (UUCP) che e' tuttora utilizzato nei paesi in via di sviluppo per connessioni semplici ed economiche ad InterNet. 1978 - Ward Christensen e Randy Suess mettono a disposizione gratuita il programma MODEM, nato dall' esigenza di scambiare programmi tra i loro due computer. Ward e Randy creano in quello stesso anno il primo Bulletin Board System, chiamato CBBS. 1979 - Tom Truscott e James Ellis della Duke University e Steve Bellowin dell'University of North Carolina sviluppano negli Stati Uniti la prima versione del sistema di messaggistica Usenet, distribuendo gratuitamente i programmi necessari per partecipare alle discussioni telematiche. Dieci anni dopo milioni di persone sparse in decine di paesi del mondo fanno parte della comunita' elettronica dei newsgroups Usenet. 1981 - Fa capolino sul mercato il primo personal computer della IBM. - La messaggistica Usenet inizia a circolare anche su InterNet. - In Francia viene attivato in via sperimentale il servizio Minitel, che si propone di sostituire gli elenchi telefonici con dei terminali da collegare a banche dati pubbliche, contenenti anche informazioni provenienti dalle testate giornalistiche sponsorizzatrici del progetto. Questo sistema unidirezionale di trasmissione delle informazioni viene immediatamente "piratato" da alcuni utenti esperti che riescono a manipolare le funzioni del Minitel per iniziare a comunicare con altri utenti del sistema. 1982 - Il Farallones Institute, un'organizzazione ecologista della California, crea EcoNet, rete nata per favorire l'azione degli attivisti nel campo della protezione dell'ambiente. 1983 - Negli stati uniti la compagnia telefonica AT&T perde il suo storico monopolio e viene smembrata in seguito ad un atto della commissione federale per le telecomunicazioni. - La componente militare di Arpanet si scorpora dal restante sottobosco di reti interconnesse tra loro, e nasce MILNET, una rete che fa capo al ministero della difesa degli stati uniti. La stessa Arpanet, sebbene in continua crescita, inizia ad essere solo una piccola parte di tutte le reti messe in collegamento dal protocollo TCP/IP. Questo insieme variegato di reti locali (una rete di reti) viene ribattezzato con il nome di INTERNET. 1984 - Il personal computer Apple Macintosh e' il primo a fare uso di "finestre", "cartelle" e "icone" per rappresentare graficamente in maniera intuitiva le informazioni contenute all'interno del calcolatore. Questo tipo di "interfaccia utente" verra' imitato parecchi anni dopo dal sistema operativo Windows della Microsoft. - La NSF (National Science Foundation) degli stati uniti si affaccia sulla scena di InterNet, tramite l'office of advanced scientific computing (ufficio per il calcolo scientifico avanzato). La rete della NSF prende il nome di NSFNet. e in breve tempo diventera' la "dorsale principale" di InterNet negli USA, vale a dire un grande "acquedotto telematico" fatto di collegamenti ad alta capacita' di trasmissione. - Alcune organizzazioni no-profit dell'area di San Francisco creano la rete PeaceNet. - Tom Jennings collega la sua FIDO BBS, nata a San Francisco nel Dicembre dell'anno prima, con la Fido BBS N.2 di Baltimora. Nasce cosi' il primo embrione della rete FidoNet, e i programmi necessari a far funzionare i nodi FidoNet iniziano ad autopropagarsi gratuitamente da un BBS all'altro. 1985 - A Sausalito (California) nasce The WELL . "Whole Heart 'Lectronic Link" e' una BBS a all'interno della quale si muoveranno numerosi attivisti per la difesa dei diritti civili e della liberta' di espressione nel cyberspazio, come Mitch Kapor (Fondatore della Lotus Corporation) e John Perry Barlow (paroliere dei Grateful Dead). - A Londra nasce GreenNet, all'interno della quale non si parla solo di ecologia, ma anche di diritti umani e di cooperazione sud/nord. Proprio da GreenNet partiranno molte iniziative di collegamento in rete dell'africa subsahariana. 1986 - I nodi di FidoNet sono ormai un migliaio, e Jeff Rush realizza Echomail, un programma di posta che permette di organizzare i messaggi di FidoNet in aree di discussione collettiva. - Per mezzo del Minitel, in Francia viene organizzato uno sciopero nazionale degli studenti. 1987 - PeaceNet ed Econet si uniscono per dare vita all'IGC (Institute for Global Communications) - In sudafrica Worknet sfugge alla censura della polizia per offrire un supporto telematico a tutte le forze in lotta contro l'apartheid. 1988 - In Brasile viene assassinato l'ecologista Chico Mendes. Nonostante l'impossibilita' di usare telefoni e telex, la notizia dell'omicidio riesce a raggiungere il mondo intero attraverso la posta elettronica. Le ONG impegnate nella salvaguardia dell'ambiente fanno pressione affinche' vengano identificati i responsabili e inondano di telegrammi e fax di protesta il governo di Brasilia, ancora prima che la stampa diffondesse la notizia della morte di Mendes. La vicenda si conclude con l'arresto e la condanna degli assassini di Chico Mendes. 1989 - Durante la crisi di Piazza TienAnMen, dalle universita' di Taiwan collegate a Usenet gli studenti che avevano parenti in cina iniziano una fitta corrispondenza verso l'estero per informare il mondo sugli avvenimenti in corso. - A Santa Monica (Usa) prende il via Public Electronic Network (PEN), una delle prime reti civiche del mondo ad offrire un servizio pubblico gratuito ad una comunita' locale. 1990 - La comunita' scientifica mondiale inizia a lavorare ad un progetto per la condivisione tramite InterNet di ipertesti accompagnati da immagini, in maniera da poter lavorare e collaborare a distanza scambiandosi materiale sui propri progetti di ricerca. Uno tra i protagonisti e' il centro di ricerca CERN di ginevra, dove Tim Berners-Lee scrive "WorldWideWeb : proposta per un progetto di ipertesto". - Arpanet si scioglie, ma gli standard e le modalita' di comunicazione nate a partire da questa rete iniziano a diffondersi a livello mondiale. Il numero di "Host" (nodi) presenti su InterNet raddoppia ogni anno. InterNet inizia ad arrivare anche nelle scuole e tra la gente comune. - Il consiglio comunale di Santa Monica, su pressione del PEN, stanzia 150.000 dollari destinati a docce e armadietti per i senzatetto. - ConflictNet, una rete dedicata alla risoluzione pacifica dei conflitti e alla mediazione diplomatica, si unisce all'IGC. - Le rockstar Little Steven e Peter Gabriel devolvono il ricavato di due concerti realizzati alla periferia di Tokyo per la realizzazione del gruppo di coordinamento telematico pacifista APC (Association for Progressive Communications) Anche la APC diventa una "rete di reti", alla quale si associeranno nel corso degli anni IGC (USA), GreenNet (Inghilterra), SangoNet (Sudafrica), Wamani (Argentina), GlasNet (Russia), Gluck (Ucraina), Histria (Slovenia), Nicarao (Nicaragua), LaNeta (Messico), Alternex (Brasile), Ecuanex (Ecuador), Reduc (Cile), Chasque (Uruguay), Tinored (Cuba), PeaceLink (Italia). - Un errore di battitura in un programma per la gestione delle centrali telefoniche causa un grave malfunzionamento che paralizza le telefonate interurbane della compagnia telefonica AT&T. I sospetti ricadono sugli "hacker" dell'underground digitale, assidui frequentatori di bbs. Si decide di dare un forte segnale a tutti i "traffichini" del computer. I servizi segreti degli Stati Uniti danno il via all'operazione "SunDevil" con irruzioni a fucili spianati in casa di adolescenti. Vengono sequestrati 23.000 floppy disk, decine di computer e chiuse numerose bbs. Molte delle persone che subiscono sequestri non sono accusate di nessun reato, e il materiale requisito verra' trattenuto per anni, senza essere mai esaminato. Il pretesto utilizzato per questa operazione di repressione e intimidazione nei confronti del popolo dei bbs riguarda l'appropriazione e la divulgazione di un documento tecnico di proprieta' della compagnia telefonica BellSouth, ottenuto in seguito ad una intrusione in un computer. Le accuse cadono quando si scopre che le informazioni "segrete" incriminate, valutate dall'accusa 80.000 dollari, sono disponibili al pubblico su ordinazione postale alla modica cifra di 13 dollari. - In seguito al comportamento dei servizi segreti e delle forze di polizia durante l'operazione SunDevil, John Perry Barlow e Mitch Kapor si incontrano nel ranch di Barlow a Pinedale (Wyoming), e decidono di dare vita a Electronic Frontier Foundation (EFF), una organizzazione no-profit tra le piu' attive in difesa dei diritti telematici e della libera espressione elettronica. - Nello stesso periodo si mobilitano accanto a EFF altre organizzazioni, per mettere dei paletti sui nuovi diritti della "frontiera elettronica". Sono l'American Civil Liberties Union (Unione Americana per le liberta' civili) e il CPSR, Computer Professionals for Social Responsibility (Professionisti Informatici per la responsabilita' sociale). 1991 - Il congresso degli Stati Uniti approva il progetto NREN (National Research and Education Network, rete nazionale per la ricerca e l'istruzione). Il costo del progetto sara'di oltre un miliardo di dollari (!) che serviranno principalmente per il potenziamento della dorsale NSF. - FidoNet conta oltre diecimila nodi, ai quali si collegano migliaia di persone. 1992 - Nasce LaborNet, affiliata ad APC, che si muove nell'ambito sindacale, per il rispetto dei diritti dei lavoratori e il miglioramento delle loro condizioni. - In Italia Giovanni Pugliese, Marino Marinelli e Alessandro Marescotti danno vita a PeaceLink, rete nata come "legame di pace" all'interno del mondo dell'associazionismo. - A Rio De Janeiro la conferenza internazionale "vertice della Terra" coinvolge un grande numero di Organizzazioni Non Governative. Attraverso InterNet vengono diffusi in tutto il mondo i documenti ufficiali della conferenza. 1993 - In Illinois, il National Center for Supercomputing Applications (NCSA) da' vita al programma Mosaic, l'antenato dei programmi per la "navigazione" ipertestuale su InterNet. - La rivista "Boardwatch" stima che negli Stati Uniti vi siano complessivamente 60000 BBS. - La NSF firma contratti da 12 Milioni di dollari con le compagnie Network Solutions, AT&T e General Atomics, che si occuperanno della gestione di alcune importanti funzioni amministrative di InterNet, come la gestione degli indirizzi di rete. 1994 - Anche l'Italia viene travolta da una forte ondata di repressione poliziesca. "Hardware 1", la piu' grossa operazione di polizia informatica della storia, ha come conseguenza la chiusura di molti nodi italiani della rete FidoNet che contengono programmi liberamente distribuibili. Vengono sequestrate decine di computer e incriminati numerosi operatori di sistema (sysop) sulla base del sospetto e dell'ignoranza di cosa avvenga in realta' su una rete telematica. La stessa PeaceLink viene messa in ginocchio, nonostante le sue attivita' di informazione umanitaria siano evidenti a chiunque si avvicini alla rete. Molti procedimenti giudiziari relativi a questa vicenda sono ancora in corso. - Negli Stati Uniti il Vicepresidente Al Gore annuncia il progetto delle "Information SuperHigways" (Autostrade dell'Informazione) 1995 - Il presidente della camera dei deputati del Sudafrica lancia un allarme sulla situazione delle telecomunicazioni in Africa, lamentandosi del fatto che "nella citta' di New York vi sono piu' collegamenti telefonici che in tutta l'Africa subsahariana" e che "La meta' della popolazione mondiale non ha mai fatto una telefonata". - Viene creata WomensNet, per collegare associazioni e movimenti in difesa dei diritti della donna. - La NSF cede a privati (tra cui IBM e MCI) la gestione dei suoi collegamenti internet, la "dorsale" principale degli stati uniti. - Il lancio pubblicitario del sistema operativo Windows 95 richiede un investimento di 150 milioni di dollari. Netscape Communications entra in borsa, con richieste per 100 milioni di azioni. - Al museo Pecci di Prato il mondo della telematica di base si riunisce in un convegno al termine del quale giornalisti, sysop, insegnanti, editori, sociologi approvano una mozione nella quale i firmatari "esprimono preoccupazione segnalando l'esistenza di un pesante clima intorno ai temi della comunicazione elettronica, dal punto di vista legislativo, giudiziario e per quanto riguarda la copertura giornalistica e mediatica degli avvenimenti relativi alla telematica in generale." 1996 - Negli stati uniti Clinton approva il Telecommunications Reform Bill, una legge che deregolamenta il settore delle comunicazioni per permettere lo sviluppo delle "autostrade elettroniche". Cadono le barriere imposte dall'antitrust e nascono nuove alleanze tra giganti dell'informatica, della tv via cavo e dell'intrattenimento televisivo e cinematografico. Viene approvato anche il Communications Decency Act, una legge che apparentemente riguarda la censura di materiale osceno presente su InterNet, ma che da molti viene vista come un cavallo di troia per il controllo e la schedatura delle informazioni scambiate in rete. Inizia una campagna di protesta che si diffonde su tutta la rete, promossa da Electronic Frontier Foundation, CPSR e decine di associazioni (telematiche e non) che operano nel campo dei diritti civili. Nel corso dell'anno il CDA verra' ritenuto anticostituzionale da vari tribunali statunitensi. - Il Ministero degli interni cinese obbliga alla schedatura tutti i cittadini della repubblica popolare che vogliono accedere alla rete internet, e mette a punto dei sistemi per filtrare la posta elettronica e le informazioni che raggiungono la Cina attraverso internet. I contenuti "proibiti" sono naturalmente quelli che arrecano danno al regime. - Nasce in Kenya la rivista AfricaNews, che da una piccola redazione computerizzata diffonde notizie di prima mano dall'Africa, sia su carta che attraverso InterNet, senza passare per la mediazione e il filtro delle grandi agenzie di stampa internazionali. - Le attivita' di repressione e di imbavagliamento della rete continuano in moltissimi stati. In Francia vengono arrestati due fornitori di accessi internet per il semplice fatto di aver veicolato dei newsgroups. Nessuno si rende conto che e' come indagare la Telecom Italia per il contenuto osceno di alcune telefonate fatte da altri. A Singapore e in Indonesia i governi innalzano delle barriere verso le informazioni che arrivano dall'esterno tramite internet. Le associazioni che si battono per la liberta' di espressione in rete seguono con grande apprensione le direttive del G7 per quanto riguarda la telematica. 1997 ... ? 4.2 Geografia : uno sguardo su nuove poverta' Per ironia della sorte, abbiamo bisogno delle reti di computer per riacquistare il senso dello spirito cooperativo andato perduto a causa della rivoluzione tecnologica. Howard Rheingold Spesso l'immagine del villaggio globale e' fuorviante per valutare obiettivamente il modo in cui sono ripartite le risorse di telecomunicazioni tra il sud e il nord del mondo, cosi' come parlare di "mercato globale" ci fa pensare ad un industrioso sistema di scambi internazionali, nascondendo gravissime situazioni di ingiustizia e sfruttamento legate alle politiche delle grandi multinazionali. Nel '95 il 15% della popolazione mondiale possedeva il 75% delle linee telefoniche e oltre il 50% della popolazione mondiale non aveva mai fatto una telefonata. Per questo motivo il problema dello sviluppo delle telecomunicazioni e'tutt'altro che secondario. La geografia della telematica rispecchia fedelmente, purtroppo, la geografia economica. La sproporzione esistente nella distribuzione delle risorse tra paesi ricchi e poveri fa si' che in rete ci siano alcune voci molto forti e potenti, altre piu' deboli e sottili, ma e' proprio a partire dalle ultime propaggini delle reti telematiche che bisogna partire, per raccogliere tutte le voci piccole e sommesse che ci arrivano dal sud del mondo e amplificarle con le nostre risorse. Il rischio che si corre con il passare del tempo e' che alla fine anche per la telematica si assista a fenomeni di colonizzazione culturale tali per cui il modello di telecomunicazioni del nord, basato su tecnologie sofisticate e multimediali si affermi come l'unico possibile e vincente. Per inseguire uno sviluppo insostenibile la spaccatura tra "chi puo'" e "chi non puo'" aumenterebbe ulteriormente, e la dicotomia delle baraccopoli affiancate a grandi zone residenziali, caratteristica delle grandi capitali dei paesi in via di sviluppo, troverebbe il suo corrispettivo anche nel "cyberspazio" delle telecomunicazioni. L'Africa subsahariana e' ancora oggi la zona piu' isolata, con zone rurali nelle quali mediamente si trova un telefono ogni ottocento abitanti. Sempre in Africa i servizi di InterNet raggiungono nella loro totalita' solo una dozzina di stati. In America Latina le cose non vanno molto meglio, e l'asia sembra quasi oscurata, anche grazie allo stretto controllo del regime cinese sulle attivita' (telematiche e non) dei cittadini. Dobbiamo ricordarci di questo ogni volta che facciamo una telefonata per capire il valore (talvolta eccessivo) delle risorse di cui disponiamo. 4.3 Politica nel cyberspazio : la rete siamo noi ... i cambiamenti indotti dagli esperimenti sociali, politici e scientifici che si sviluppano in ambiente telematico potranno avere ripercussioni importanti sul nostro futuro imminente. Howard Rheingold Se lo scontro politico degli anni '90 e' avvenuto sul campo di battaglia della televisione, e' molto probabile che la partita del nuovo millennio si giochi sul terreno della telematica, della tv via cavo, delle reti in fibra ottica e di tutte la nuove lampade di Aladino elettroniche che stanno per affacciarsi sul mercato dei paesi industrializzati. Il potere economico, tangibile e palpabile nella sua concretezza, sta per essere sostituito dal potere elettronico, piu' evanescente e discreto, ma ugualmente capace di affermare concretamente modelli di vita insostenibili. La schedatura di informazioni personali e' una attivita' in piena fioritura, e ogni pagamento tramite carta di credito, ogni sondaggio a cui rispondiamo, ogni biglietto aereo che prenotiamo sono delle ghiotte informazioni che vengono vendute a caro prezzo senza che noi ce ne accorgiamo (nota Carlini). L'augurio e' quello che queste cattive abitudini non si estendano anche alla schedatura delle nostre attivita' telematiche, anche se esiste gia' un triste precedente: infatti la Diakron ha raccolto i dati relativi ai potenziali clienti durante il lancio promozionale di Video On Line (un fornitore italiano di accessi internet). Nonostante aleggino spettri di tecnocrazia e schedatura totale, c'e' ugualmente chi sogna una "democrazia elettronica", con nuove modalita' di partecipazione alla gestione della cosa pubblica e occasioni di coinvolgimento attivo dei cittadini nella vita del paese. Howard Rheingold, un grande esploratore del cyberspazio, nel suo libro "Comunita' Virtuali" si interroga sulla possibilita' di sfruttare concretamente la grande opportunita' che ci offrono lo strumento telematico: "Forse in futuro gli anni Novanta verranno considerati il momento storico in cui la gente e' riuscita, o non e' riuscita, a cogliere la possibilita' di riacquisire il controllo sulle tecnologie comunicative. Armati di conoscenza, guidati da una concezione umana e chiara e dall'impegno al dibattito civile, noi cittadini in questo momento controlliamo le leve principali: quello che succedera' dipende soprattutto da noi." Un buon modo per iniziare e' quello di rendersi conto che la telematica non e' un giochino per fanatici del computer o una pratica misteriosa per iniziati, ma puo' diventare un grande spazio di libera espressione e un ambito privilegiato per l'azione politica e sociale di base, per la firma di petizioni elettroniche, per la documentazione e la denuncia di mancanze da parte dei nostri governanti, per l'informazione di pubblica utilita'. Il modem puo' essere il piccone con cui abbattere il muro di ignoranza e di indifferenza che ci separa dal resto del pianeta, una barriera che nasce dalla politica economica delle multinazionali appoggiate dai nostri governi, dalla politica informativa praticata da stampa e televisione, e infine dalla nostra politica degli acquisti quando andiamo a fare la spesa. Un secondo passo e' quello di acquisire l'alfabetizzazione di base necessaria a capire e a criticare cio' che scrivono i giornali in materia di telecomunicazioni. Pochi giorni fa qualche buontempone ha inserito su un sito Web delle confessioni private di Al Pacino che il diretto interessato si e' affrettato a smentire, e il TG5 ha commentato la notizia dicendo che questo episodio e' una conferma di come InterNet sia una fonte "non affidabile". Quello che non si capisce e' che InterNet non e' una agenzia di stampa o un ufficio informazioni, ma una enorme bacheca planetaria. Pretendere di spacciare come attendibile qualsiasi informazione proveniente da InterNet e' come pretendere affidabilita' dalle chiacchiere che si ascoltano al bar o dalle scritte sui muri. InterNet non e' una biblioteca o una fonte ufficiale di informazioni e programmi per computer, le BBS non sono un covo di pirati informatici o una setta segreta per iniziati. La Rete siamo noi, e per appropriarci sempre piu' della telematica dobbiamo iniziare una invasione pacifica delle piazze e delle strade "virtuali", scendere in campo e ad appropriarci di questa bacheca mondiale prima che le "autostrade elettroniche" vengano sottoposte a severi controlli e restrizioni da parte di una "polizia stradale" che ha come obiettivo quello di irregimentare e commercializzare il libero scambio di informazioni. Se iniziamo a tendere l'orecchio, nella nostra occupazione dei nuovi spazi di espressione telematica inizieremo ad ascoltare voci mai sentite prima, quelle degli emarginati, degli sfruttati, degli ultimi. Non penso solamente agli abitanti del sud del mondo, che finora ci hanno raggiunto solo attraverso la mediazione delle grandi agenzie di stampa, ma penso anche a tutte le persone che hanno scoperto un modo per scavalcare tutte le barriere legate a limiti fisici o a vari tipi di emarginazione. Ciechi che utilizzano speciali tastiere e "schermi" braille, portatori di handicap che diventano geni dell'informatica rispettati e ammirati da chi li scopre attraverso i loro scritti inseriti "in rete", persone sole e timide che trovano nuovi spazi di socializzazione e di incontro, piccoli scrittori che riescono a farsi leggere da centinaia di altre persone a costo nullo, casalinghe e pensionati, questo e' il popolo delle reti, e scoprirlo ogni giorno e' un'avventura meravigliosa. Il mio telegiornale e' fatto da racconti di amici conosciuti in rete e di esperienze di vita reali e bellissime, la mia agenzia di stampa personale sono tutti i pacifisti telematici e gli informatissimi obiettori e volontari che non hanno spazio sui mezzi di comunicazione ufficiale. L'incontro con queste persone fa in modo che non ci importi piu' di avere informazioni dettagliatissime e verificate (ma quelle dei giornali e dei TG lo sono davvero ?) sulla vita di Al Pacino. Quel che importa e' incontrare delle persone vere, con le loro "sparate", le loro inesattezze, le loro storie magnifiche e irripetibili. La Rete siamo noi. E' il momento di darsi da fare. 5 SVILUPPO SOSTENIBILE DELLE TELECOMUNICAZIONI 5.1 Il valore dell'informazione Quando ero matricola al MIT nel 1961, la memoria dei computer costava circa un dollaro per bit. Oggi 24 milioni di bit costano 60 dollari. Nicholas Negroponte Direttore Media Lab (Massachusetts Institute of Tecnology) L'informazione e' un bene difficilmente quantificabile e valutabile, e i computer sono degli strani prodotti di consumo. Il fatto che le dimensioni dei computer si siano continuamente ridotte non aiuta di certo a capirne il valore, perche' parallelamente la loro potenza e' invece aumentata. Siamo talmente sommersi da giornali, telegiornali, settimanali, riviste, inserti di riviste, allegati agli inserti delle riviste, che non abbiamo piu' la misura del valore delle informazioni. Quando i libri erano scritti a mano, il valore dell'informazione scritta era molto piu' alto, mentre adesso bastano poche centinaia di lire di fotocopie per riprodurre fedelmente un testo. Per le comunicazioni elettroniche e' avvenuto qualcosa di analogo. La potenza di calcolo dei computer e' andata aumentando con un ritmo sempre piu' veloce, con una simmetrica diminuzione dei prezzi. I calcolatori riescono a scambiare tra loro quantita' crescenti di informazione, impiegando un tempo sempre piu' piccolo. Nei computer usati comunemente nelle nostre case possono essere contenute piu' informazioni che all'interno della biblioteca comunale sotto casa nostra, e questo ci sembra perfettamente normale. Se un contadino vede crescere a dismisura i frutti del suo campo usando quantita' sempre minori di concime, capisce al volo che c'e' qualcosa di strano. A noi invece non passa neanche per la testa che il conto da pagare per la nostra "societa' dell'informazione" potrebbe essere stato spedito a casa degli operai asiatici sottopagati che assemblano le parti dei nostri computer, o che la disponibilita' di strumenti sempre piu' potenti e meno costosi non sia altro che un gioco di economie di scala che ha come obiettivo quello di generare una domanda indotta di prodotti informatici. Se improvvisamente la benzina costasse dieci lire al litro, non per questo saremmo moralmente autorizzati a girare in auto 24 ore al giorno, se non altro per il fatto che il petrolio non e' infinito e la terra ci mette milioni di anni a produrne dell'altro. Se il vino venisse distribuito gratis e noi lo utilizzassimo per farci il pediluvio mancheremmo gravemente di rispetto a chi quel vino lo ha coltivato e prodotto con il sudore della fronte. Purtroppo i computer sono ancora per molti versi delle macchine oscure, e non e' facile utilizzarli con equilibrio e rispetto. Quando osserviamo compiaciuti dei piccoli filmati contenuti in un cd-rom, e' importante rendersi conto che 10 secondi di video hanno un contenuto informativo che e' circa 400 volte quello di questo libro. Contemporaneamente ci sono paesi del mondo in cui scambiarsi informazioni e' un grande lusso o addirittura un reato (basti pensare alle varie forme di censura e repressione tipiche dei regimi illibertari) . Bisogna cominciare a dare il giusto peso e il giusto valore alle risorse di telecomunicazioni di cui disponiamo. Con un computer e una linea telefonica si puo' realizzare un nodo di una rete telematica, e le ONG che realizzano progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo avrebbero un bisogno disperato di coordinarsi e tenersi in contatto tra loro. Questo sta cominciando ad avvenire grazie ad un utilizzo sostenibile di macchine troppo vecchie per gli standard del mercato, ma perfettamente in grado di assecondare le necessita' fondamentali di una rete di calcolatori. Si tratta proprio della "Tecnologia FidoNet" di cui si e' parlato prima raccontando i sistemi con cui e' possibile trasformare i nostri computer vecchi e poco potenti in nodi all'interno di una rete di BBS. 5.2 Le "autostrade elettroniche" e il sud del mondo Lo sviluppo di InterNet non sfugge alle logiche sociali e al divario tra ricchi e poveri, in ternini sia di contenuto che di accesso alle informazioni. (Alain Gresh) Il villaggio globale non puo' essere multimediale. Questa frase contiene in se' tutte le informazioni necessarie per un approccio sostenibile alle telecomunicazioni : vediamo cosa significa. Il concetto di "Villaggio Globale" teorizzato da Marshall Mc Luhan [rif. bibliografico ???], e' la visione di un futuro abbastanza prossimo a noi, in cui la tecnologia avra' annullato ogni limitazione geografica, grazie alle telecomunicazioni e alla televisione, il cui potere e' quello di annullare le distanze trasmettendoci notizie e immagini sotto forma di segnali elettrici che viaggiano alla velocita' della luce. In questa ottica il mondo diventa, appunto, un grande villaggio, in cui tutto cio' che accade e' sotto gli occhi di tutti. La "multimedialita'" e' la capacita' di gestire piu' "media" cioe' piu' mezzi di comunicazione. E' una caratteristica tipica dei fumetti, che utilizzano il mezzo di comunicazione scritto in combinazione con le immagini. Ultimamente questa parola viene associata nell'immaginario collettivo al mondo dei computer, perche' le maggiori possibilita' dei moderni calcolatori permettono al computer di essere adoperato per "applicazioni multimediali interattive" che fanno uso combinato di testi, immagini, pezzi di filmati, musiche e suoni interagendo con gli utilizzatori. Finora l'enorme quantita' di informazioni necessarie a gestire questo tipo di operazioni veniva contenuta in dispositivi ad alta capacita' di memorizzazione dei dati, come i CD-ROM. In futuro questa mole titanica di informazioni verra' fatta transitare attraverso le reti telematiche e venduta come qualunque altro bene di consumo. Con un calcolo approssimativo ho stimato il contenuto informativo di 10 secondi di video a quello di 400 libri come questo. Questo puo' dare un'idea delle risorse necessarie a far viaggiare in rete un film da un'ora e mezza. Moltiplichiamo il tutto per le migliaia di utenti che utilizzerebbero dei servizi multimediali (potenzialmente ognuno potrebbe voler vedere un film diverso) e potremo renderci conto di cosa stanno per diventare le nostre infrastrutture di telecomunicazioni : dei grandi acquedotti ad altissima velocita' di comunicazione, su cui far viaggiare film, partite sportive, tele-shopping, musica e collegamenti ad altri computer. Questi progetti non tengono assolutamente conto della sostenibilita'di queste reti ad alta velocita', ma hanno come unico obiettivo l'apertura di un mercato e l'impiego commerciale di questo nuovo tipo di reti digitali "a larga banda" (ad alta capacita' di trasmissione). Per rimanere nella metafora dell'acquedotto, fino ad ora sono arrivati a casa nostra dei rubinetti con un flusso idrico non eccessivo (i normali fili telefonici dalle capacita' trasmissive limitate). Adesso la tecnologia ci ha messo a disposizione la possibilita' di far arrivare a casa nostra dei tubi dell'acqua enormi, in grado di riempire una piscina in pochi secondi (le reti in fibra ottica ad alta velocita'). Cosa ce ne faremo di tutta quest'acqua ? In fin dei conti anche con i tubi di prima riuscivamo tranquillamente a bere e a lavarci. La risposta sta nelle nuove apparecchiature che invaderanno i nostri mercati, e che richiederanno molta piu' acqua di prima. Questi sono i nuovi elettrodomestici del futuro, che integreranno in un unico apparecchio computer, televisore, videoregistratore e impianto stereo. Questo "bestione" verra' collegato ad una rete digitale ad alta velocita', in maniera da poter ricevere direttamente a casa nostra tutto quel ventaglio di servizi descritti in precedenza. Spero che questo paragone sia servito a smascherare come la multimedialita' aplicata ai collegamenti telematici sia una tecnologia assolutamente non sostenibile, e che far arrivare i grossi tubi dell'acqua a casa nostra significhera' una volta di piu' assetare tutti i paesi in via di sviluppo su cui si scaricheranno gli effetti di questo uso smodato di risorse. Un villaggio multimediale non potra' mai essere globale, perche' la multimedialita' e' un lusso, e a volte uno spreco, che non puo' essere esteso a tutto il mondo. Per fare in modo che il villaggio delle reti telematiche sia davvero "globale" bisogna rendere possibili esperienze di scambio e di aggregazione cooperativa anche con paesi e popoli tenuti ai margini dai grossi circuiti economici. Questo e' esattamente cio' che e' accaduto nel sud del mondo, dove organizzazioni no-profit hanno fatto uso di eco-tecnologie informatiche per la realizzazione di reti sostenibili, efficaci e attente alla sostanza delle informazioni anziche' alla loro forma. 6 AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI 6.1 L'informazione del III millennio Tutti concordano sul fatto che la Rete Convoglia un subisso di informazioni, e che bisogna trovare il modo di incanalarle. Sono disorganizzate, giungono ad un ritmo titanico e accelerato, e la nostra mente si confonde di fronte a tutte le possibilita' a disposizione. Abbiamo bisogno di una sorta di intermediario tra gli uomini e le funzionalita' di rete. (...) Le comunita' virtuali aiutano i loro membri, siano o no operatori nel campo dell'informazione, a far fronte all'eccesso di informazioni. Howard Rheingold In un bellissimo libro intitolato "Il Tao di Winnie Pooh" (Ed. Guanda) l'orsetto Pooh viene utilizzato come metafora dell'"uomo illuminato", di colui che ha saputo raggiungere il "Tao" (la via) grazie alla sua semplicita' e limpidezza. Quando viene fatta notare all'orsetto l'importanza dei giornali e dell' informazione, la sua reazione alla lettura di un quotidiano e' la seguente : "Ah, ecco qui : un incidente d'auto, un omicidio, una sparatoria. Ma tutto questo cosa ci dice in piu' sul mondo che noi non sappiamo gia' ?". Questa risposta e' un'ottima fotografia della situazione attuale dei cosiddetti mezzi di comunicazione di massa : tante immagini, tanto sensazionalismo, tanta violenza visiva e verbale, ma pochissima informazione effettiva. Per i paesi industrializzati il problema dell'informazione del III millennio non sara' tanto la difficolta' a reperire notizie, ma la difficolta' a gestire e a selezionare flussi informativi sempre piu' grandi e disorientanti. Uno dei modi per mettere un bavaglio alle comunicazioni tra computer e', paradossalmente, quello di inondare anche le reti telematiche di una quantita' di informazioni tale da causare un forte senso di disorientamento, diluendo il valore delle notizie veramente utili in un mare sempre piu' difficile da "navigare". Questa possibilita' non e' tanto lontana : oltre alla possibilita' di collegamenti su scala mondiale offerti dalle reti telematiche, pensiamo a tutto il ventaglio di possibilita' che varranno introdotte dalla TV via cavo (la cosiddetta tv dei 500 canali) e dal Video On Demand. Lo scenario che ci viene dipinto dai nuovi profeti delle telecomunicazioni commerciali e' quello di un apparecchio multifunzione con il quale collegarsi a migliaia di computer sparsi in tutto il mondo, fare zapping su centinaia di canali televisivi e poter richiedere in tempo reale un film qualsiasi all'interno di cento anni di storia del cinema. Queste descrizioni possono inizialmente far pensare che gli utenti finali avranno un altissimo numero di opzioni a loro disposizione e che il loro rapporto con le informazioni sara' sempre migliore, ma di fatto questo sovraccarico e questa ridondanza hanno delle fortissime controindicazioni. Se un tempo il controllo sulle masse era esercitato impedendo l'accesso ai livelli alti dell'istruzione e della conoscenza, in un futuro non troppo lontano la massa acritica necessaria al potere per comandare potrebbe essere sostenuta da un falso senso di conoscenza indotto dalla grande quantita' di immagini, suoni colori, testi, video a disposizione delle persone, che pero' rischierebbero di fare della loro vita informativa un enorme zapping dissociato e caotico, privo della direzionalita' necessaria per un impatto efficace e positivo sulla realta' circostante. L'incapacita' di gestire flussi informativi sempre piu' grandi potra' essere una barriera che renderebbe piu' difficile l'associazionismo, l'organizzazione in gruppi, il coagularsi di idee intorno a pochi messaggi densi di significato. Questo "coagulante" e' stato di volta in volta reinterpretato nel corso della storia. Abbiamo assistito a gruppi di persone che si organizzavano intorno ad un foglio informativo, a un giornale o a un volantino. Adesso, per far fronte all'ondata di finta informazione che sta per travolgerci e' necessario appropriarsi di un coagulante telematico in grado di far fruttare al meglio le possibilita' dei nuovi sistemi di comunicazione. La telematica di base e' perfettamente in grado di interpretare questo ruolo, grazie ad alle caratteristiche che la rendono particolare e insostituibile : il carattere locale dei BBS, la loro capacita' di agire da filtro raccogliendo e riorganizzando solo informazioni davvero utili, la possibilita' di organizzare azioni sociali concrete in seguito a dibattiti telematici, l'amicizia e la complicita' attiva e propositiva che si crea tra gli utenti affezionati di un BBS, l'aiuto da parte degli altri per gestire la complessita' e la quantita' spropositata di informazioni che riescono a raggiungerci. 6.2 Cyberspazio : leggere attentamente le avvertenze io non sono insoddisfatto dell'ecosistema in cui vivo. Non credo che la spinta a mettersi in contatto con gli altri venga da questa presunta insoddisfazione. Viene piuttosto da 3.5 trilioni di dollari. E' stato calcolato che il giro d'affari collegato a queste nuove tecnologie raggiunga quella cifra. [Mark Slouka] CYBERSPAZIO : LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE. Nessuno ha ancora pensato di allegare ai computer e ai modem un foglietto di controindicazioni, cosi' come avviene per farmaci e prodotti potenzialmente pericolosi (candeggina, materiali infiammabili... ), eppure ora piu'che mai corriamo il rischio di subire passivamente le innovazioni tecnologiche e di lasciarci guidare inconsapevolmente da bisogni indotti dal mercato. Il settore dell'informatica e delle telecomunicazioni e' visto da molti (non a torto) come la gallina dalle uova d'oro del terzo millennio, come un nuovo limone da spremere fino all'ultimo centesimo a colpi di spot e di disinformazione, ragion per cui e' importante stare in guardia ed essere bene informati sui mille nuovi modi di essere abbindolati. Le Nuove Tecnologie Della Comunicazione aprono nuovi orizzonti e possibilita', ma amche quando e' stato scoperto il fuoco chi e' stato troppo entusiasta e poco critico si e' bruciato o ha provocato grossi incendi. Poiche' la maggior parte della stampa e dei mezzi di comunicazione ha deciso di unirsi in un coro di beatificazione di InterNet e di ogni nuovo computer e sistema operativo che si affaccia sul mercato, in queste pagine cercheremo di dire cio' che gli altri hanno piu' o meno volutamente dimenticato. IN AEREO A COMPRARE IL GIORNALE. Nessuna persona dotata di un minimo di buon senso userebbe l'aeroplano per andare sotto casa a prendere il giornale, eppure nel cosiddetto "cyberspazio" molti utilizzano macchine la cui potenza era impensabile anche solo 15 anni fa, sfruttando pochi punti percentuali del loro potenziale. Nel mondo reale, tutti (o quasi) accettano comunemente il fatto che utilizzare piu' risorse di quelle di cui si ha effettivamente bisogno costituisce uno spreco sostenibile solo grazie allo sfruttamento delle popolazioni piu' povere, e di cui pagheranno le conseguenze i nostri figli, che vivranno in un mondo molto piu' sfruttato ed inquinato di quello che avremmo potuto lasciare loro in eredita'. Questa consapevolezza, purtroppo, non e' stata maturata allo stesso modo per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse informatiche e telematiche. E' automatico chiedersi "qual e' il mezzo di trasporto piu' adatto alle mie necessita' ?", ma non e' altrettanto automatico che la gente si chieda "qual e' il computer necessario e sufficiente per aiutarmi a fare le cose che mi interessano ?". La domanda chiave sembra essere "qual e' il computer piu' moderno e piu' potente ?" (guarda caso, e' anche il piu' costoso). Questo e' il risultato di una spirale perversa che ha caratterizzato il mercato dell'informatica, alla quale ormai sembra difficile sottrarsi. Le case produttrici di programmi hanno sfornato prodotti che richiedevano capacita' di calcolo sempre maggiori, e le ditte che producono computer hanno pensato bene di assecondarle approntando computer sempre piu' potenti, che permettevano la realizzazione di programmi ancora piu' sofisticati, che avrebbero dato vita ad una nuova generazione di computer, e cosi' via, senza mai fermarsi. A dire il vero alcuni intoppi ci sono stati, ma sono stati amabilmente nascosti sotto il tappeto : ad esempio, dopo la generazione dei 486, c'era una grande attesa per il nuovo microprocessore della Intel, il tanto osannato Pentium, che adesso sembra essere il non plus ultra della categoria. Ebbene, forse a causa di una eccessiva fretta di raggranellare i soldi (tanti) che i primi acquirenti del Pentium erano disposti a sborsare, non si e' fatto caso a un piccolo problema riguardo alle divisioni : sembra, infatti che una normale calcolatrice tascabile da poche migliaia di lire fosse piu' precisa dei primi modelli di pentium nel fare le divisioni. Naturalmente, una volta accortisi della fregatura, gli sfortunati possessori di Pentium hanno preteso la sostituzione del chip con un nuovo modello funzionante, ma inizialmente la Intel ha sostenuto che per pretendere la sostituzione gli acquirenti avrebbero dovuto dimostrare di avere una effettiva necessita' di utilizzare programmi che richiedono calcoli intensivi. Questo atteggiamento ha scatenato una ondata di proteste tale da costringere la Intel a garantire la sostituzione a chiunque avesse un modello difettoso. Per quanto riguarda i sistemi operativi, il discorso e' stato piu' o meno analogo e anche il parto di Windows 95 non e' stato del tutto indolore, contrariamente a quello che si vorrebbe far credere. Parlando in prima persona, io possiedo un 286 con 1 Mega di RAM e il DOS versione 5.00 come sistema operativo. Con questo computer, ritenuto ormai antidiluviano, io scrivo lettere con una buona qualita' di stampa, posso inviare fax tramite un modem ad alta velocita', scrivo e ricevo posta elettronica su internet grazie a reti di telematica amatoriale come FidoNet e PeaceLink, gestisco un archivio per l'associazione presso la quale svolgo la mia attivita' di volontariato e tanto altro ancora, senza mai sentire una grossa mancanza di strumenti di calcolo piu' potenti o di programmi piu' moderni. Se avessi buttato via il mio computer ad ogni nuovo modello apparso sul mercato avrei avuto sicuramente un impatto ambientale e sociale molto piu' grave, oltre ad aver sostenuto un costo economico non indifferente. 6.3 Gli inganni del mercato Sta a noi impossessarci delle reti elettroniche e costringere InterNet a lavorare per noi. Se sapremo lavorare bene, il pubblico sara' inchiodato davanti ai computer, al momento della pubblicita'. Se i professionisti sapranno reagire come hanno fatto in passato questa minaccia cadra' nel nulla per trasformarsi in una formidabile occasione per realizzare nuovi utili. (Edwin Artzt, presidente Procter & Gamble) IL MERCATO GLOBALE. Quello che fino a pochi anni fa veniva definito come il "villaggio globale" delle telecomunicazioni si appresta a diventare il "mercato globale" dove ogni azienda godra' di visibilita' mondiale per i suoi prodotti estendendo sempre piu' il numero dei suoi potenziali acquirenti. InterNet sta diventando sempre meno una opportunita' di comunicazione planetaria per trasformarsi nella piu' grande vetrina del pianeta. Cosi' come le nostre scelte nei consumi, anche le scelte relative all'utilizzo delle risorse telematiche hanno un profondo significato politico: nel momento in cui noi scegliamo di utllizzare internet per andare a fare shopping, per prelevare giochini elettronici o immagini erotiche dobbiamo renderci conto che stiamo compiendo un gesto equivalente a quello di chi mangia a crepapelle prodotti ottenuti sfruttando l'ambiente e i lavoratori, perche' ci stiamo appropriando di una risorsa di comunicazione piu' di quanto di e' strettamente necessario, e allo stesso tempo ci sono popoli e situazioni che non hanno voce per essere ascoltate, e persone con un disperato bisogno di comunicare a cui e' precluso ogni contatto. DA SOLI IN MEZZO AL MONDO. Uno degli enfatici argomenti utilizzati per indurre nella gente il bisogno di acquistare connettivita' internet a pagamento, e' la possibilita' di "comunicare con tutto il mondo". Purtroppo non proprio tutto il mondo e' raggiungibile via internet, in quanto le zone piu' depresse del pianeta sono coperte da reti piu' "povere", o non sono raggiungibili affatto. Inoltre la capacita' potenziale di spedire posta in vari angoli del pianeta non cambia la realta' delle cose, e cioe' che la gente comunica sempre con piu' difficolta' e utilizza sempre meno la posta cartacea tradizionale. Si arriva quindi ad un paradosso : persone che non arrivano a scrivere neanche tre lettere all'anno ai loro amici piu' cari e che non contattano abitualmente persone all'estero spendono centinaia di migliaia di lire per acquistare servizi telematici illudendosi di comunicare con tutto il mondo da quel giorno in avanti. Il risultato e' che la maggior parte delle volte l'utilizzo della rete e' passivo quasi quanto quello della televisione, limitandosi a prelevare giochi, programmi, immagini in maniera passiva, senza che avvenga uno scambio comunicativo bidirezionale. ALTRI EFFETTI COLLATERALI In un ipotetico foglietto di controindicazioni da allegare ad ogni computer farei notare che l'uso prolungato e continuativo del computer puo' generare fenomeni di dipendenza (non esagero) che si manifestano con un aumento esponenziale del tempo trascorso davanti al calcolatore, tendenza all' isolamento e all'asocialita'. Una volta realizzato che per noi stare davanti ad un computer e' un fine da perseguire e non un mezzo per semplificarci la vita, esistono varie terapie di disintossicazione, come ad esempio mettere il computer sotto chiave per un po', uscire, andare in giro in un parco o in un bosco, comunicare con le persone parlandoci direttamente e guardandole negli occhi (e' sempre il modo migliore). 7 IL RUOLO DEI CONSUMATORI 7.1 Cos'e' il consumo etico Il fatto che ciascuno di noi stia dove e' dipende da lui:se abbiamo questo sistema e' perche lo votiamo tutti i giorni in banca e al supermercato. Se prendete l'economia seriamente coniugatela con i vostri valori ,con il Vangelo , se siete credenti. (Padre Alex Zanotelli) Siamo arrivati finalmente nel cuore di questo libro. La telematica e' solo un mezzo, che puo' essere utilizzato per diversi scopi. Il fine che vi proponiamo e' quello di usare le reti di computer come uno strumento di solidarieta' per aumentare la nostra consapevolezza di consumatori e cittadini del mondo, e per gettare un ponte tra noi e i nostri fratelli sfruttati e oppressi a causa dei nostri consumi e del nostro stile di vita insostenibile. Per fare questo e' necessario, tra le altre cose, un atteggiamento critico e attento nei confronti delle persone che finanziamo ogni giorno con i soldi della nostra spesa. Questa attenzione ai nostri acquisti prende il nome di CONSUMO ETICO. Sono illuminanti al riguardo le parole di Francuccio Gesualdi : "Siamo abituati a pensare al potere come a qualcosa che si possiede. In realta' il potere e' qualcosa che si riceve e non da Dio o da altre forze soprannaturali, ma dai sudditi. I generali riescono a condurre le loro guerre non solo perche' hanno al loro seguito un esercito di soldatini obbedienti, ma anche perche' migliaia di operai accettano di costruire armi. I tiranni riescono ad imporre le loro dittature non solo perche' dispongono di poliziotti pronti ad eseguire qualsiasi rappresaglia, ma anche perche' molti preferiscono tacere. Gli avidi creano ingiustizia non solo perche' hanno al loro servizio delle schiere di ragionieri, direttori e capisquadra disposti a fare trionfare il sopruso, ma anche perche' i consumatori comprano tutto senza problemi. Dunque ogni volta che andiamo a fare la spesa dobbiamo ricordarci che attraverso questo gesto semplice ed apparentemente banale che e' il consumo, rischiamo di renderci complici dei peggiori misfatti, non solo per lo sfruttamento e il danno ambientale che puo' essere racchiuso nel prodotto che compriamo, ma anche perche' diamo denaro e consenso che possono essere responsabili di tanti altri abusi umani e sociali. Ma attenzione! E'necessario avere questa consapevolezza non per creare degli sterili sensi di colpa, ma per diventare dei consumatori responsabili che pretendono di usare il consumo come uno strumento per condizionare le imprese. Percio', quando andiamo a fare la spesa ricordiamoci anche che siamo potenti e che le imprese sono in una posizione di profonda dipendenza dal nostro comportamento di consumatori. Noi, infatti, con i nostri acquisti abbiamo la possibilita' di fare salire o scendere i loro profitti. Proprio perche' le imprese hanno tanta paura di noi, esse tentano di dominare la nostra volonta' spendendo miliardi per la pubblicita'. Dunque noi dobbiamo sforzarci per riappropriarci della nostra volonta' decisionale e dobbiamo rivalutare il potere che abbiamo tra le mani. Un potere che preso singolarmente e' certamente piccolo, ma che moltiplicato per milioni di persone puo' mettere in ginocchio le piu' grosse multinazionali e al limite l'intero sistema. Gli strumenti a disposizione del consumatore per condizionare le imprese sono due: il boicottaggio e il consumo critico. Il boicottaggio e' un'azione straordinaria e consiste nell'interruzione organizzata e temporanea dell'acquisto di uno o piu' prodotti per forzare le societa' produttrici ed abbandonare certi comportamenti. Mentre il boicottaggio e' una campagna organizzata con grande clamore di stampa e col coinvolgimento di molte altre forze, comprese quelle politiche, sindacali ed anche ecclesiastiche, il consumo critico e' un'iniziativa piu' silenziosa paragonabile ad un'abitudine di vita. Il consumo critico, infatti, e' un atteggiamento quotidiano che consiste nella scelta meticolosa di tutto cio' che compriamo sulla base di due criteri: la storia del prodotto e la condotta della casa produttrice. Scegliendo cosa comprare e cosa scartare, non solo segnaliamo al sistema i metodi produttivi che approviamo e quelli che condanniamo, ma sosteniamo le forme produttive corrette mentre ostacoliamo le altre. In fin dei conti, il consumo si puo' utilizzare come una forma di voto, che puo' influenzare le scelte economiche molto di piu' del voto elettorale. Dunque non cerchiamo scuse: le multinazionali non sono quei mostri imbattibili che noi immaginiamo, ed il loro comportamento dipende dalle nostre scelte. Alla fine il nostro problema non e' la mancanza di strumenti di intervento. Il nostro vero problema e' come vogliamo utilizzare la nostra vita: se preferiamo viverla da "sovrani" che pretendono di indirizzare il corso della storia per fare trionfare la pace e la giustizia o se preferiamo viverla da "servi" disposti a barattare la nostra dignita' per un piatto di lenticchie." (Francuccio Gesualdi, responsabile del Centro Nuovo Modello di Sviluppo) 7.2 Il commercio equo e solidale I metodi di espropriazione sono i piu' vari non escluso la violenza. In Brasile mezzadri, affittuari e piccoli contadini sono buttati fuori dalle loro terre da squadracce armate assoldate da grandi proprietari terrieri e che non esitano a sparare, a dar fuoco alle case o ad abbatterle con i trattori. (Centro Nuovo Modello di Sviluppo) Perche' la vaniglia viene pagata diecimila lire al chilo ai braccianti ugandesi e rivenduta nei nostri supermercati a un milione al chilo ? Alcune persone si sono poste questa domanda, e hanno scoperto che dietro moltissimi prodotti di uso comune (come il caffe', il te', il tabacco, le spezie, il cacao e la frutta esotica) si nascondono gravi situazioni di sfruttamento dei lavoratori. Salari al limite della sopravvivenza, impiego di bambini nelle piantagioni, sottrazione della terra all'economia di sussistenza, impatto ambientale dannoso, tutto questo e molto altro ancora fa parte del cibo che adoperiamo quotidianamente sulla nostra tavola. Per fare in modo che il ricavato delle vendite dei prodotti arrivi a chi effettivamente li lavora sui campi, sono nate delle strutture di intermediazione economica che vanno a costituire il circuito del "commercio equo e solidale" . Le attivita' di questa catena di vendita sono molteplici : garantire ai contadini e agli operai del sud del mondo un trattamento economico dignitoso, informare gli acquirenti su come vengono ripartiti i soldi tra produttori e intermediari, corredare i prodotti con delle schede esplicative sul paese di provenienza e sulle tecniche di lavorazione utilizzate, per affiancare uno scambio culturale allo scambio economico. Chi ci assicura che queste garanzie vengano effettivamente rispettate ? Per rispondere a questo legittimo interrogativo sono nati dei marchi di qualita' che garantiscono la correttezza e l'eticita' dei prodotti venduti nelle botteghe del commercio equo, che in Italia sono gestite perlopiu' da volontari che mettono a disposizione parte del loro tempo libero. I piu' importanti marchi di qualita' sono Transfair International e Max Havelaar. A questi organismi di controllo si aggiungono le organizzazioni internazionali IFAT (International Federation for Alternative Trade) e EFTA (European Fair Trade Association), che si occupano a livello mondiale e europeo dell'organizzazione e del coordinamento di tutti gli operatori e produttori del commercio equo. Gli associati all'IFAT e all'EFTA si impegnano a operare con i poveri e gli oppressi nel terzo mondo promuovendo la vendita al giusto prezzo di prodotti provenienti dai paesi in via di sviluppo, favorire lo scambio culturale e la controinformazione sull'iniquita' dei sistemi internazionali di mercato, fornire gli strumenti e le esperienze per favorire le iniziative di economia sociale. Efta e' una federazione di organizzazioni per il commercio alternativo (ATO, Alternative Trade Organizations) sparse in tutta Europa. IFAT conta circa 100 membri in rappresentanza di 40 paesi del mondo. Nell'"Agenda" contenuta in fondo al libro sono presenti gli indirizzi (telematici e non) delle varie sedi di Efta e Ifat. 7.3 I marchi di qualita' : Transfair e Max Havel