Cenni storici sull'Obiezione di Coscienza


Possiamo far risalire, in senso cristiano, l'OdC agli insegnamenti evangelici di Gesu' Cristo.

Da questi scritti ha tratto la base del suo impegno politico il piu' famoso obiettore della storia, Mohandas Karamchad Gandhi, il "Mahatma", che con le sue azioni non-violente riusci' a liberare l'India dall' occupazione britannica nel 1947, usando come uniche armi quelle del dialogo, della non-collaborazione, della disobbedienza civile, del digiuno.

Nei primi anni sessanta si afferma un'altra grande figura non-violenta: il pastore Battista Martin Luther King che, con le sue dimostrazioni ed i suoi "sit-in", dopo anni di battaglie, riesce a fare ottenere la parita' dei diritti e l'uguaglianza giuridica ai neri d'America.

Altre figure storiche nell'evoluzione dell'OdC sono state: Albert Luthuli, che negli anni 50 si batte' in Sud Africa contro le leggi dell' Aparthaid; Dorothy Day, che negli anni 30 fondo' il America il movimento dei lavoratori cattolici (Catholic Worker); Cesar Chavez, che negli anni 60 organizzo' i primi scioperi non-violenti per un piu' equo trattamento dei braccianti agricoli messicani (chicanos); i coniugi Jean e Hildegard Gross-Mayr, sostenitori dell'antimilitarismo, che si sono battuti contro la corsa agli armamenti; Monsignor Oscar Romero, Vescovo di San Salvador, e Monsignor Helder Camara, Vescovo di Recife (Brasile), che si sono battuti per i diritti sociali della popolazione contro le autorita' governative.

In Italia, il primo obiettore di coscienza che, rifiutandosi di servire la patria con il servizio militare suscito' un notevole scalpore, fu Pietro Pinna nel 1948. Negli anni 50 non si verificarono casi clamorosi di OdC, e gli obiettori continuarono a provenire dalle fila dei Testimoni di Geova. Il primo cattolico a rifiutare il servizio militare fu Giuseppe Gozzini nel 1963: le autorita' militari tentarono di farlo passare per pazzo.

In qurgli stessi anni altre figure di non-violenti ed obiettori cominciarono a far sentire la loro voce ed iniziarono delle forme di protesta per appoggiare l'approvazione della legge per l'obiezione di coscienza ed il servizio civile alternativo, fino ad allora illegale in Italia. Fra questi ricordiamo l'allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, che fece proiettare un film francese sulla non-violenza "Non uccidere", del regista francese Claude Autant Lara, contro la guerra in Algeria, vietato dalle autorita' italiane.

Nel 1965 don Lorenzo Milani, con la sua famosa lettera ai cappellani militari, appoggio' l'obiezione di coscienza sostenendo che essa e' una scelta in piena coerenza con la fede cattolica e dichiaro' che "il servizio militare" e l'obbedienza non erano piu', se mai lo erano stati, una virtu'".

In seguito, sempre nello stesso anno, un altro cattolico, Fabrizio Fabbrini, fece il servizio militare per imostrare che non era un vigliacco ma, in base al comandamento "non uccidere" dieci giorni prima del congedo riconsegno' la divisa. Egli fu arrestato e condannato a ventidue mesi di detenzione, rifiuto' l'amnistia ed accetto', invece, l'indulto dopo sette mesi di carcere.

Dietro questi esempi e la pressione esercitata via via da gruppi e movimenti sempre piu' numerosi, nel 1972 lo Stato Italiano riconobbe l'obiezione di coscienza ed ammise la possibilita' di svolgere un servizio civile alternativo a quello militare.

da "Il Pensiero dietro l'Azione"

a cura del Centro Coordinamento Obiettori di Coscienza Caritas Diocesana - Pescara


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