Jun 9

room

mi sarebbe piaciuto essere anche io in quella stanza e contribuire in qualche modo 🙂

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Apr 26

snapshot

Category: vita

come potrei descrivere questa epoca a me stesso tra 20 anni…

molto stressato.
grande insofferenza ai suoni forti, alle voci sovrapposte
grande disarticolazione e scoordinazione degli arti superiori (anche un po’ inferiori)

i gesti più banali mi costano un sacco di fatica

per il resto..
se fosse una persona allettata a cui devi semplicemente cambiare il pannolone .. “poco male”
ma il fatto di dover tenere sempre 2 occhi aperti, sorvegliare continuamente, e per un attimo che ti sei distratto e torni là, trovi gli scenari più impensabili

e il tutto reso ancora più duro dai cattivi odori.
ovunque
il pavimento appiccicaticcio
condizioni igieniche di un’intera casa precipitate drasticamente
ormai annuso ogni asciugamano prima di usarlo (quando il “problema” non è evidente alla vista..)

e l’impossibilità di parlare, di avere una comunicazione minima essenziale.
impossibile chiedere “alzi il piede?” (così ti posso rimettere le mutande e/o i pantaloni)
niente, risponde fischi per fiaschi

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Apr 1

Un paio di ricordi di..

Category: ricordi

era da un po’ che ci pensavo..
avevo voglia di “ripercorrere” la strada che facevo per andare da casa all’università

l’appartamento in cui stavo era in via Andrea Costa 1 (stavo per non ricordarmi se era al piano terra o al primo piano, ma poi mi sono ricordato di una sera che ci fu una nervosa discussione tra un mio coinquilino e un suo amico – definirei “cascetta” – e mi sono ricordato la scena di questo amico che scendeva le scale per andarsene, mentre io tentavo di “calmarlo”)

questa invece era la stradina che si prendeva per salire verso le temibili torri delle conoscenze ingegneristiche

ora vado a vedere la terza puntata di Making a Murderer

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Apr 1

Rien a faire

ci sto proprio a routa

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Mar 31

I’ve seen a lot

Category: vita

stamattina ho sentito che M parlava da solo.. credevo fosse una delle situazioni già viste

parlare con lo specchio..
parlare con la tv..
parlare immaginando di avere un telefono in mano..

…invece stava con la guancia appoggiata ad un cappotto, che teneva abbracciato, e lo stava salutando

è “oltre” la manifestazione e i sintomi di una malattia
è puro bisogno di affetto

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Mar 18

Una giornata particolare

non saprei dire quando è iniziato il mio desiderio di visitare il telegrafo da vicino.

nel corso della mia vita ho adocchiato altre… “cose alte” nella mia città, ma quelle si erano rivelate tutto sommato abbastanza raggiungibili da vicino:

la cosa buffa è che, con una certa frequenza, vedevo spesso comparire su facebook (quando ci stavo) foto di gente che andava vicinissimo al Telegrafo a farsi tranquillamente foto (più che altro gruppi musicali)

come cazzo facevano? da dove salivano?

per un certo periodo avevo iniziato a fare dei sopralluoghi per cercare di individuare una possibile strada per salire.

con un’estrema fierezza (a botte di Google maps) avevo trovato questa strada, ero troppo convinto che fosse quella “giusta”.. ma purtroppo si trattava di una stradina privata che portava abbastanza vicino al Telegrafo, ma non abbastanza da competere con i ragazzini (Zippo esclusi) degli altri gruppi musicali:

Un giorno avevo persino trovato un fantastico post di un tizio che aveva addirittura fatto una piccola mappa:

secondo me la stradina in questione (quella a destra) era questa:


fast forward di un paio d’anni.

mi reco al centro commerciale “Globo” per comprare un paio di scarpe per mio padre, e uno di quei pantaloni da tuta che ha il benefit di potersi sbottonare di lato, molto utile nel caso in cui l’individuo rifiuti di calarsi i pantaloni e/o di alzarli oltre il ginocchio, al fine di farsi fare dei trattamenti a causa di piedi ultragonfi.

caso volle che sia le scarpe sia il pantalone non siano andati bene.
mia madre obiettò che la tuta era “da donna” e che le scarpe, seppur della taglia che lei mi aveva indicato, erano troppo piccole.
così, giusto per non farsi mancare una buona dose di stress anche di sabato, sono tornato al Globo.

per fugare la noia, al ritorno ho fatto un percorso diverso, più lungo, in sostanza mi era venuta voglia di ripassare davanti il cancello della stradina che portava al Telegrafo (che ho sempre visto chiuso…)

con mio sommo stupore, il cancello era aperto.
non solo.
c’era un cartello con su scritto “parco colle del telegrafo

….WHAT?

vado “su internet” e scopro che il parco era stato inaugurato a dicembre

lì ho deciso che avrei atteso un momento speciale, e una compagnia speciale, per andarci la prima volta 🙂

e così è stato.

cmq, quanto cazzo è bello, e quanto cazzo è grosso *

***love***

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Mar 10

mi piace lavorare

Category: tmrc,vita

ogni tanto faccio questa riflessione.

10 anni fa circa, ero tendente ad essere molto “minuzioso”, perfezionista sul lavoro, su aspetti molto tecnici legati al lavoro da sistemista.

col passare del tempo, mi sto rendendo conto che, in maniera piuttosto naturale direi, sto modificando questo atteggiamento.
tendo a semplificare, ad essere meno “fissato”, etc…

e mi chiedo:

se questa tendenza continuerà a proseguire, magari tra 5 anni sarò ANCORA meno fissato, e potrei concludere che già ora sto perdendo molto tempo in cose non realmente necessarie/importanti, e che ho GIA’ perso negli anni passati molto tempo in cose non realmente necessarie/importanti.

quindi le riflessioni sono:

– la modifica del mio atteggiamento deriva dal miglioramento tecnologico dei software/sistemi operativi utilizzati?
chi ha mai più ricompilato un kernel negli ultimi 7/8 anni? giusto per fare un esempio.

– la mia vita si è così “appesantita” che umanamente non ho tempo di seguire le cose in un certo modo, per cui sono costretto a semplificare, ridure…. anche se non vorrei?

– la mia professionalità è migliorata, per cui ora ho una visione più chiara/pragmatica di ciò che è realmente necessario/importante?

magari la verità starà in un mix delle 3 🙂

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Jan 28

hioctane

Jan 7

Un pesce fuor d’acqua

una delle puntate che mi è piaciuta di più…

un tenero e fantasioso modo di esprimere le difficoltà con una lingua che non si conosce (Lost In Translation?)

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Jan 4

Foreign language

Category: musica,ricordi

Mi ricordo.. Emiliano stava in UK da poco.. 1 o 2 anni
poi era tornato ed eravamo qui in camera mia
lui mi fece ascoltare un’intervista di qualche cantante/musicista (se non ricordo male, era uno degli Oasis)
mi chiedeva.. se io stavo capendo qualcosa. io capivo veramente ben poco.
lui invece mi diceva “io capisco tutto”

c’ho ripensato qualche tempo fa, quando Phil mi ha fatto conoscere questo brano e ho ascoltato l’intro:

vabo’.. ma forse non fa testo.
mi sembra veramente troppo facile 🙂

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