Nov 27

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in questi giorni è morta la madre di una ragazza che conosco, da quando ero piccolo
che poi ho perso di vista per moltissimo tempo..

mi ricordo che da piccoli, io e un altro compagno monello da cui sicuramente mi facevo trascinare, chiamavamo questa ragazza…

…facciamo finta, se si chiamava “anna”, noi la chiamavamo “maciopanna”

lei si arrabbiava molto per questo soprannome
io non ho mai capito bene perché. non c’era nulla di offensivo.

e sicuramente all’epoca non potevo realizzare che “macio” potesse indicare “macho, maschio, maschiaccio” o cose simili.

ma..
dopo tanti anni, io questa ragazza l’ho rivista e mi ha detto pressoché subito di essere omosessuale (era con la sua fidanzata quando l’ho vista).

e così oggi mi è venuto in mente di ripensarci.

e se fosse per questo che lei, da piccoli, si arrabbiava per quel soprannome?
è possibile che lei.. a 7, 8 anni.. “sentisse” qualcosa? che fosse già consapevole?

in effetti.. io penso che per un certo tipo di persone, i confini non sono mai proprio netti.
insomma: dire “sono etero” – “sono gay”

ci sono stati momenti in cui ho avuto parecchia ansia a riguardo.

non molto tempo fa “rischiavo” di andare ad abitare con un ragazzo con cui già abitavo (L, ecco perché oggi ti pensavo…), e con un suo amico gay.

io ho messo le mani più che avanti: “se sono gay, lo voglio scoprire il più tardi possibile”.

lasciando da parte il discorso che, a parte rare eccezioni, la compagnia di una mente maschile è sempre stata nettamente più piacevole di una mente femminile..

direi di essere 85%-15%

perché cmq, mi piace toccare tutti

stasera sono abbastanza sereno

tornando da casa di M, da Chieti, avevo proprio voglia di ascoltare questo brano:

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