Archive for September, 2011

As a Night Without Moon

September 28th, 2011 | Category: musica

httpv://www.youtube.com/watch?v=w_50N4MtEzA

(from “entertainment in slow motion” – Ka Mate Ka Ora)

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di brutto.

September 23rd, 2011 | Category: musica,vita

appena uscito dal lavoro sono andato a Abruzzo Motori per raggiungere Mauro

poi sono salito in macchina sua e siamo andati insieme a Lanciano, a casa di Marco

portavo con me 6/7 (sei settimi) di tiramisù fatto da Zia Gina.

lungo la strada abbiamo preso una bottiglia di vino rosso.

siamo arrivati e.. praticamente abbiamo mangiato subito.

ho mangiato un frammento di bruschetta con non-so-che sopra.. ma era troppo piccante, e l’ho devoluta a Mauro.

poi cous cous, carne bollita, patate, salame..

la cosa insolita è che alle 20:30 praticamente la cena era finita. mi sembrava incredibilmente presto. ma era vero.

poi caffè. poi tiramisù di zia Gina.

e poi.. due chiacchiere. c’era anche la ragazza di Marco, che ormai si occupa anche lei della “cosa” di Marco, ossia dell’etichetta musicale da lui creata.

mi sembra una cosa così teneramente bella.

ho capito diverse cose. ma non le ho capite stasera. le ho capite bene da qualche giorno.

e stasera le ho solo applicate.

ho capito che quando mi scopro ad essere isolato (e annoiato), frustrato, non è sempre colpa degli altri.

questa sera c’erano probabilmente le condizioni giuste perché io fossi facilitato nell’uscire fuori.

la ragazza di Marco (silvia) prima che ce ne andassimo mi ha detto “allora una di queste sere magari io e Marco veniamo a pescara, e ci facciamo un giro insieme (a te) tra i vari locali per vedere dovere fare il “release party””.

 

 

 

 

 

 

 

 

generalmente mi ritrovo sempre tenuto in disparte da molte cose. come se fosse chiaro “che io non me ne posso occupare”.

io detesto essere passivo davanti agli eventi. vorrei essere coinvolto, sentirmi vivo, sentirmi parte di una squadra e avere un qualcosa da condividere.

ecco perché trovo che sia stato molto bello quando mia cugina è andata a casa della madre del uaglione, e come prima cosa,  lei l’ha messa a apparecchiare.

ha subito rotto il ghiaccio, l’ha fatta sentire “a casa sua”.

ecco perché questa sera sono tornato da casa di Marco con 5 CD e un vinile.

http://991.com/NewGallery/Faust-Disconnected-479358.jpg

http://claroimeridiano.files.wordpress.com/2011/01/84aebe0e992fbdc6f3cff62dfc1c03cb_full.jpg

http://www.deambularecords.com/wp-content/uploads/2010/12/entertainment.jpg

 

http://www.deambularecords.com/wp-content/uploads/2010/12/Pineda-COVER-LP.jpg

 

 

 

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memory check

September 14th, 2011 | Category: vita

sai.. quando parti, e ti vengono le insicurezze, le paranoie.

voglio riabbracciare i miei cari (cit.)

mi ero promesso di fare una passeggiata con papà questo sabato. poi l’ho anticipata a stamattina.

ma non abbiamo fatto una passeggiata tradizionale. siamo stati la mattina insieme.

gli ho chiesto se aveva voglia di venire a casa mia e mettere due tasselli per appendere un quadro.

e lui c’è venuto volentieri.

una cosa del genere poteva anche essere vista in maniera negativa. come dire: io ti sfrutto. ma non è questo. io l’ho fatto per te. perché so che ti fa piacere.

la macchina di papà stava al parcheggio dietro il tribunale vecchio.

mentre camminavamo verso la macchina, ho intravisto la zingara di turno.

e ho pensato “chissà che dialogo scontroso (nel senso di freddo) avranno se lei prova ad attaccare bottone con mio padre”.

a 1 metro dalla macchina, la zingara ha chiesto “signore, va via?”

mio padre “che premio mi dà?”

e hanno fatto un breve scambio di frasi, al seguito delle quali entrambi hanno riso, e come per miracolo la zingara ha parlato con parole che io non avrei mai immaginato.

mi sembrava una signora.

sono salito in macchina. stupito ancora una da volta da come erano errati i miei pregiudizi.

nel frattempo, ho sentito la zingara tornare in sè, e dire ad una signora qui vicino (signora che voleva il resto), lo stesso discorso che fece a me tipo l’anno scorso “tu.. sei un bravo ragazzo, lavoratore, ma c’hai un pensiero in testa”…

siamo arrivati a casa mia, e io già avevo fantasticato di proporre a papà di restare a pranzo lì, da soli io e lui, visto che avevamo la spesa in macchina e mamma restava al mare con la nonna.

abbiamo messo i tasselli.

anzi, direi piuttosto che ho imparato delle cose.

ecco perché il normale chiodo non entrava. l’intonaco era troppo poco spesso, c’era subito il mattone. ci voleva per forza il trapano.

non mi sono innervosito per niente. in genere in queste situazioni mi viene da fare le cose di fretta, voglio che le cose finiscano presto e bene, e mi innervosisco se sono costretto a “rallentare”.

stavolta no. complice, probabilmente, anche la lontananza dall’ufficio. che sto man mano definendo sempre più chiaramente come un luogo dove la mia vita diventa più brutta.

poi, visto che papà era lì, mi è venuta voglia di fare altre cose con lui.

volevo aggiustare la zanzariera, ma mancava un pezzo.

abbiamo rimesso le tende in camera mia. sono rimasto stupito dal fatto che i “pezzi” ci fossero tutti, sparsi per il balcone, e che miracolosamente niente era stato buttato.

ho proposto a papà di pranzare lì, ma evidentemente non è stato molto entusiasta. e io ovviamente non ho insistito.

durante il viaggio di ritorno verso casa “nostra” ho chiesto timidamente a papà alcune cose. non ho fatto proprio precisamente le domande che avrei voluto.

abbiamo pranzato insieme. pasta con pesto e ricotta. mi sono abbottato, non ho voluto cucinarmi l’hamburgher. ma gli ho fatto il caffè. sto imparando a mettere sempre un po’ più di acqua, in modo che quando il caffè esce arrivi quasi al “limite” anziché fermarsi troppo presto.

ora lui è in camera sua, nel suo studio. e sta scrivendo mail.

io sono andato da lui e gli ho chiesto qual era il suo brano preferito.

lui si è imbarazzato. mi ha detto “non mi sento”. ha detto che era una domanda difficile.

e poi, è una cosa un po’ “a momenti”.

ovviamente non ho insistito.

allora metto qui un video, perché mi ricordo che quando stavo vedendo con lui una videocassetta.. anzi, la stavo vedendo io, da solo, poi lui si è aggiunto.

era “live in berlin” di roger waters. con lo speciale di red ronnie.

e c’era un video .. sulla caduta del muro.

papà si era commosso tanto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=ZVItPrpZGhU&feature=related

 

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ieri. e oggi

September 03rd, 2011 | Category: vita

ieri non volevo restare a casa.

volevo uscire, vedere qualcuno. o magari fare un giro in bici. possibilmente con Paoletto e/o Enrico.

becco Enrico su fb e vedo subito il mio desiderio esaudito:

 

sono arrivato nei pressi di vinieoli.

ho visto Paoletto che parlava con una ragazza che conosco, e che vedevo millenni fa in quanto amica di mia cugina (poi ho perso i contatti).

ho ben pochi dettagli di questa ragazza. in effetti la conosco veramente poco.

mi ricordo (sempre millenni fa) che io e mia cugina una volta siamo stati a casa sua, ma lei non era ancora rientrata.

allora la madre ci aveva aperto e ci aveva fatto accomodare in salotto.

ogni tanto si affacciava, per controllare se magari I. stava rientrando.

a un certo punto ha detto “eccola! sta tornando”.

e poi ha aggiunto “sta camminando con una camminata… che la triterei da qui”

e, forse per pudore, né io né mia cugina ci siamo alzati per vedere con i nostri occhi. io avrei voluto. non so Paola (mia cugina). la sua camminata è sempre rimasta un mistero.

la seconda volta in vita mia che sono venuto a contatto (nell’ambito di un racconto verbale) di qualcuno che aveva un modo originale di camminare è stato quando sono stato..  forse 1 o 2 anni fa, a casa di A., un tecnico elettronico.

lui non è italiano. la figlia stava in Olanda, e aveva tipo 14 anni all’epoca. mi stava raccontando che la figlia era venuta qui a Pescara a stare qualche giorno con lui. stavano passeggiando sulla riviera.

A. aveva raccomandato alla figlia di fare attenzione mentre attraversava. Lei aveva rispettato questo consiglio, anche se l’automobilista che si era fermato per farla passare aveva visto una quattordicenne fare la ruota sulle strisce pedonali.

vorrei avere una figlia così 🙂

bene.

cmq, ho parlato un attimo con I.

le ho chiesto: “dove hai comprato questi pantaloni?”

lei mi ha detto che li ha presi a Viterbo.

io le ho detto: “sono proprio belli”

lei: “grazie.. non sai quanto è importante per me questo complimento stasera”

chissà. forse stava con un uaglione che le rompeva il cazzo perché “non si vestiva bene”. chissà. ma proprio ieri sera, era importante.

poi mi ha ricordato che da piccoli, a casa di paola, ci menavamo regolarmente. me l’ero scordato. ci siamo ripromessi di fare a botte quanto prima.

stamattina ho fatto colazione con ferc.

al bar Mixer. 2 cappuccini e un cornetto.

ma il tizio ha chiesto “che ti porto Francé?” (rivolto solo a ferc).

mi è stato in culo, come al solito, perché secondo me un barista che si trova davanti due clienti dovrebbe dire “che vi porto ragazzi?”

quando pago, in genere, faccio sempre la scenetta di riversare gli spicci davanti alla cassa, compreso il plettro.

qualche giorno fa,  G, la tipa del bar, mi aveva chiesto “ma tu suoni?” e altre cose. mi aveva detto che anche il figlio suonava, anche lui quindicenne o giù di lì.

anche stamattina ho riversato gli spicci E il plettro (non avrei potuto farlo se ieri Enrico non me l’avesse ridato), e G. mi ha risposto tirando fuori il plettro del figlio.

se n’era ricordata. forse stava aspettando l’occasione per farmelo vedere.

il plettro suo era più bello. c’era scritto Abbey Road.

 

 

 

 

 

 

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