Comunicato #01 2005

Con una presa di posizione altamente antidemocratica, senza mostrare alcun rispetto per le decisioni dell’unica istituzione europea eletta dai cittadini dell’unione, il consiglio dei ministri europei ha reso possibile nel nostro continente la brevettabilita’ del software e degli algoritmi che ne sono alla base.

Cosa significa questo in soldoni?
Significa che da oggi in poi chiunque produrra’ del software potra’, oltre che proteggere i diritti d’autore sull’opera nel suo complesso,
anche brevettare i meccanismi interni con cui e’ realizzato e le idee che ne sono alla base.
Questa decisione rende chiaro il poco interesse che i ministri dell’unione hanno per il futuro dell’unione stessa e del genere umano
tutto, e chi ritiene queste parole troppo esagerate provi a pensare a quanto gli algoritmi siano parte delle nostre vite (e a quanto lo
saranno in un prossimo futuro).
Vogliamo rendere palese come questa decisione intacchera’ la ricerca nel nostro continente, costringendo al silenzio e alla piattezza
intellettuale tutti quei ricercatori che non avranno alle spalle universita’ o centri di ricerca che possano permettersi avvocati e
accordi extra processuali; come distruggera’ il libero mercato dove piccole e medie imprese saranno schiacciate da enormi monopolisti con immensi portafogli di brevetti e come, infine, porra’ fine all’epoca aurea del software libero e open source in Europa.
Di fronte a questo scempio non vogliamo, e non possiamo, restare in silenzio.

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