Comunicato #3 2005

Il 14 dicembre 2005 l’Unione Europea approva la direttiva comunitaria sulla data retention, direttiva tramite la quale e’ resa obbligatoria per i provider e per gli operatori delle telecomunicazioni la conservazione dei dati necessari a identificare i due estremi di ogni comunicazione che avvenga tramite rete telefonica (fissa o mobile) o rete internet.

Queste informazioni, che non comprendono i contenuti della comunicazione, dovranno essere archiviati per un anno o sei mesi in relazione al tipo della comunicazione, telefonica o relativa ad internet; conservati per combattere terrorismo e criminalita’ organizzata potranno essere utilizzati soltanto dagli organi di sicurezza degli stati membri.

Salta stranamente all’occhio come questa decisione arrivi giusto un giorno prima della bocciatura, da parte del congresso degli Stati Uniti d’America, del rinnovo del Patriot Act.

Questo voto del parlamento e’ arrivato anche dopo la consegna, il 23 novembre, di una petizione contro la data retention accompagnata da 58.000 firme di cittadini europei, petizione attraverso cui una rete di organizzazioni e associazioni di tutto il continente (tra cui le italiane ALCEI, Metro Olografix e Winston Smith Project) esprimeva delle semplici considerazioni:
1) la data retention e’ una pratica invasiva e lede il diritto alla privacy proprio di tutti gli esseri umani;
2) la data retention fornisce un illusorio senso di sicurezza.
Se la prima considerazione e’ di carattere politico/sociale, la seconda ha delle motivazioni prettamente tecniche ed e’ quindi dimostrabile.

Infatti anche conservando tutti questi dati rimane la quasi totale impossibilita’, specialmente per quanto riguarda le comunicazioni su internet, di provare la corrispondenza tra una determinata comunicazione elettronica ed una determinata persona; se a queste difficolta’ aggiungiamo la determinazione di un vero criminale, possiamo certamente affermare che questo provvedimento non aiutera’ a mettere in carcere nessun terrorista e nessun mafioso, ma rendera’ soltanto i cittadini europei piu’ controllati e costringera’ gli operatori delle telecomunicazioni a modificare i propri sistemi per rendere possibile tutto questo, con costi e accorgimenti tecnici assolutamente non indifferenti e con rimborsi che devono essere stanziati ed approvati direttamente dai governi degli stati membri.

La direttiva, inoltre, giunge nel nostro paese dopo la legge Pisanu del 27 luglio 2005 che obbliga non solo alla conservazione per 3 anni di tutte le informazioni riguardo le comunicazioni elettroniche ma anche alla schedatura, da parte di privati, di tutti gli utilizzatori di terminali di accesso alla rete accessibili al pubblico e la necessita’ di autorizzazione, da parte del questore, per svolgere il servizio stesso di fornire un accesso pubblico alla rete.

La Metro Olografix, che ha appoggiato la campagna a livello europeo, continua ad esprimere perplessita’ sull’adozione di questa direttiva e si impegna ad organizzare eventi e seminari informativi e tecnici riguardo crittografia ed anonimita’ in modo da favorire l’emancipazione dei cittadini.

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